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Recensione: L'incubo di Hill House, Shirley Jackson - Edizioni Gli Adelphi

Shirley Jackson, scrittrice  e giornalista statunitense del secolo scorso, da qualche anno sta vivendo una nuova popolarità. La sua produzione letteraria si concentra prevalentemente in racconti brevi, per i quali ottenne  diversi riconoscimenti tra gli anni quaranta e gli anni cinquanta. I suoi romanzi di maggior successo, “Abbiamo sempre vissuto nel castello” (1962) e “L’incubo di Hill House (1959), la consacrarono alla fama definitiva in patria. Rimase però sempre una scrittrice d’èlite, riservata ad un pubblico raffinato, fino a quando nel 2007 viene istituito a suo nome un prestigioso premio letterario che diffonde la sua fama a macchia d’olio. Il “Shirley Jackson Award” è il  premio annuale per la letteratura horror, dark e di suspense psicologico che negli Stati Uniti è diventata negli anni una vera e propria istituzione. Ma è il contributo di Stephen King, suo profondo estimatore, ad essere decisivo per l’incremento della  popolarità della scrittrice.  Quello ch…
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Recensione: Strade di notte, di Gajito Gaznadov

Per chi già ha conosciuto ed amato Gajito Gazdanov in “Incontrarsi a Parigi”, in questo romanzo troverà la riconferma del suo grande talento letterario, che oggi grazie all’opera della casa editrice Fazi sta tornando alla luce. Gazdanov ha una vicenda molto particolare alle spalle, che vale la pena ricordare anche per comprendere meglio l’anima  delle sue opere. Nacque a San Pietroburgo agli albori del 1900, e dopo aver trascorso la giovinezza in Siberia ed Ucraina prende parte alla guerra civile russa arruolandosi nelle file dell’armata bianca. Nel 1920, in seguito alla sconfitta dei controrivoluzionari, fu costretto all’esilio e si rifugiò a Parigi. Qui Gaznadov conduce un’esistenza precaria, svolgendo innumerevoli lavori che non gli permisero mai di coltivare a tempo pieno il suo talento letterario. Tra le varie mansioni che svolse in gioventù  vi fu anche quella di tassista notturno, e sarà  proprio questa l’esperienza da cui  trarrà ispirazione per comporre “Strade…

Recensione: Profumi perduti, di Charlotte Link - Tea Edizioni

"Profumi perduti" è il secondo episodio di una saga familiare pubblicata da Charlotte Link diversi anni orsono. Acquistai compulsivamente tutti e tre i volumi perché Charlotte Link è tra le mie autrici preferite, ed ero praticamente certa che mi sarei buttata a capofitto in una storia affascinante e bellissima, a cui avrebbe fatto da sfondo quasi un secolo di storia europea. Bene! Cosa volere di più? Ed invece quella prima lettura si rivelò un mezzo fallimento: Venti di tempesta, a parte la perfetta trasposizione letteria degli avvenimenti storici che tessono i fili della trama, c'era poco altro di interessante. In particolare la protagonista, una giovane tedesca dell'alta borghesia, mi era rimasta letteralmente indigesta. Felica Donnelly, rampolla arrogante ed egoista, mi era parsa la copia mal riuscita della più grande eroina romanzesca di tutti i tempi: Rossella O'Hara. Questo parallelismo, sicuramente voluto dall'autrice, non ha reso giustizia alla sua pr…

Recensione: La finestra dei Rouet, Georges Simenon - Gli Adelphi

Sono completamente soggiogata dal fascino dei romanzi di Georges Simenon. E’ come una droga, ne finisco uno e subito mi viene voglia di leggerne un altro, desiderosa di farmi trasportare ancora da quell’onda emotiva che solo la sua penna è in grado di creare. E’ difficile oramai aggiungere aggettivi per descrivere la bravura di Simenon, perché anche la parola “capolavoro” ha un suo limite, ed in questo romanzo secondo me l’ ha  ampiamente superato.  Non ci si deve aspettere una grande trama, ma questo i lettori affezionati di Simenon oramai l’hanno  capito; è un consiglio che mi sento di dare piuttosto ai novizi, a coloro che per la prima volta affrontano una lettura simile oppure a chi non ha ancora compreso l’intima natura di questo scrittore. La forza dei suoi romanzi non sta nelle vicende narrate, sempre ridotte all’osso, ma nell’accurata introspezione psicologica dei suoi protagonisti. Le descrizioni fisiche sono rarissime eppure quasi sempre abbiamo la netta perce…

Recensione: il passeggero del Polarlys, di Georges Simenon - Gli Adelphi

"Il passeggero del Polarlys" è uno dei primissimi romanzi di Simenon, pubblicato per la prima volta nel 1932, ovvero la bellezza di 85 anni fa. La datazione di un romanzo è spesso qualcosa di relativo, lo sappiamo bene, ma mai come in questo caso mi è parso evidente. La contemporaneità dello stile narrativo e delle vicende umane che intessono la trama rendono infatti questo noir un romanzo senza tempo, tanto perfetto e verosimile negli anni trenta quanto oggi. Nonostante rappresenti praticamente un esordio ritroviamo già tutti gli elementi cari all'autore,  quelli che lo contraddistingueranno negli anni a venire e che renderanno immortale la sua intera produzione: la profonda conoscenza delle umane passioni,  l'attenta analisi psicologica dei personaggi, la predilizione per ambienti chiusi al limite del claustrofobico a cui sempre fa da sfondo un paesaggio suggestivo. E poi, naturalmente, uno o più  delitti a completare il quadro. Il Polarlys è una nave mercantile la…

Recensione: il piccolo Naviglio, di Antonio Tabucchi - Feltrinelli

L'autore di questo romanzo non ha certo bisogno di presentazioni, trattandosi di Antonio Tabucchi. Uno dei più grandi scrittori italiani dell'epoca moderna, appassionato studioso della poetica di Fernando Pessoa e docente universitario. Nel 1994 pubblica il suo romanzo più famoso, quello che gli fa ottenere la fama definitiva e popolare: Sostiene Pereira. Ambientato a Lisbona, diventerà  un simbolo per gli oppositori politici dei regimi anti democratici, emblema della libertà di cronaca, espressione ed informazione. "Il piccolo Naviglio" è il secondo romanzo scritto da Tabucchi, pubblicato dalla Mondadori nel 1978 e riedato dalla Feltrinelli nel 2013: non serve essere profondi conoscitori della sua opera per apprezzarlo, ma se vogliamo affrontare questa lettura dobbiamo sapere che si tratterà di un viaggio particolare, intriso di poesia e di favola. All'epoca Tabucchi era un autore ancora acerbo in cerca della sua identità, ma già possiamo intravedere i ger…

Recensione: Cujo, di Stephen King - Edizioni Sperling & Kupfer

"Cujo" è un romanzo che Stephen King diede alle stampe nel 1981, edito in Italia nello stesso anno. Essendo all'epoca solo seienne non mi preoccupavo ancora di chi fosse quest'uomo che sentivo nominare solo di tanto in tanto da mio fratello e mio cugino, e soprattutto cosa facesse per essere così famoso. Siamo in pieni anni 80 e King è all'apice del suo successo, con all'attivo libri fenomenali come Shining  e "Le notti di Salem": è, in poche parole, l'idolo della cultura popolare di quel periodo. Ed ora io, che l'ho scoperto solo con la maturità, sto cercando di leggere tutte le sue opere più datate, tra le quali non poteva mancare questo agghiacciante romanzo in cui l'orrore è rappresentato dal migliore amico dell'uomo: un cane domestico. E  questo lo rende ancora più terrificante. Ma procediamo con ordine: Cujo è il bizzarro nome del cane San Bernardo che da anni è il compagno fedele della famiglia Camber, un gigante buono con una…