martedì 30 giugno 2015

Rencesione: Grandi speranze, di Charles Dickens - Edizioni Einaudi


Non è per niente facile scrivere una recensione per questo romanzo. Dickens è un genio della narrazione, capace di trasformare ogni scena descritta in un piccolo film, con dialoghi che invitano quasi sempre alla riflessione e personaggi indimenticabili. "Grandi speranze" l'ho letto un anno dopo il "David Copperfield" che per me resta il CAPOLAVORO ASSOLUTO. In quest'ultimo il protagonista è l'eroe per eccellenza, un ragazzo onesto e nobile d'animo che nonostante la brutalità della sua infanzia e le molte disavventure riesce comunque a crescere positivamente e ad andare oltre, diventando un uomo degno di rispetto e di ammirazione. Pip invece, il protagonista di Grandi speranze, è esattamente il suo opposto: la sua infanzia priva di amore, la vita povera e difficile che conduce lo renderanno via via sempre più insofferente, ritroso ma soprattutto alimenteranno in lui una malsana voglia di emergere che lo porterà a rinnegare i vecchi amici e offuscherà la sua capacità di giudizio, preso solo dalla smania di diventare "un gran signore". Cadrà vittima del suo stesso snobismo, ma non per questo Pip è un personaggio negativo, da condannare. Dickens non lo farà mai e noi lettori non ne siamo capaci: in fondo, Pip è solo un ragazzo giovane che si sta affacciando al mondo senza una guida che lo aiuti a discernere ciò che è giusto da ciò che non lo è: commette molti errori, ma alla fine imparerà a sue spese la dura lezione che la vita gli impartisce. Magnificamente ritratti alcuni dei personaggi minori tra cui spicca senza dubbio la Signorina Havisham, che pare sbucata da un film gothic -horror: una vecchia megera che vive rinchiusa da tempo immemorabile all'interno di una stanza in cui il tempo pare essersi fermato, in un'ora di un giorno di tanti anni prima, con una pendola che segna ancora i minuti in cui il suo mondo crollò in mille pezzi e la vita cominciò a scorrerle via dal corpo. Solo un feroce desiderio di vendetta la tiene ancora in vita, cattiva e comica al tempo stesso, grottesca nella sua illusione di riavere indietro dal destino ciò che le è stato tolto senza pietà.
Dickens è un narratore straordinario, vale sempre la pena di leggere qualsiasi cosa egli ci proponga.


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