giovedì 25 giugno 2015

Negli abissi di Tokyo - Recensione di "Grotesque" di Natsuo Kirino (Edizioni Beat)


Tokyo, anni 2000. La bravissima autrice ci conduce negli abissi della società giapponese, tremendamente classista, verso la quale muove una critica spietata. Fin dalle prime pagine è chiaro che non si tratterà di un romanzo facile, perché la prima persona che si incontra è una ragazzina ferocemente arrabbiata che non prova la minima empatia verso gli esseri umani, in particolare verso i membri della sua stessa famiglia: la sorella in particolare, creatura dalla be…llezza sovrumana e dall’ apparente stupidità sarà fonte di ogni suo tormento e su di lei riverserà un odio silente ed estremo. Via via che andiamo avanti con la lettura incontriamo personaggi ancora più meschini, fragili, egoisti, malvagi, dissoluti, che non nutrono nessuna speranza per se stessi e finiscono col vivere esistenze prive di umanità. Le loro famiglie sono il centro del male, un nucleo accentratore di miserie di ogni tipo. Ma anch’esse sono vittime di una società che non lascia scampo. I licei e le Università più prestigiosi sono opportunità per pochi eletti cui appartengono già per diritto di nascita, e sono gli unici istituti che aprono le porte ad una carriera facile e sicura. Chi cerca di entrare studiando e superando gli esami di ammissione viene ghettizzato senza via di scampo, a meno che non si possieda doti straordinarie: come la bellezza mozzafiato di Yuriko. Nonostante tutto, se qualche “esterno” riesce ad ottenere la laurea e di conseguenza un ottimo impiego, dovrà scontrarsi contro un altro classismo ancora peggiore: quello che divide nettamente i ruoli tra l’uomo e la donna. Tutte le protagoniste femminili del romanzo compiono percorsi differenti, ma sono accomunate dalla stessa mostruosità interiore, e per questo motivo arrivano tutte allo stesso traguardo: la prostituzione. Fare la prostituta solitamente non è una scelta di vita, ma qualcosa cui si arriva per disperazione, per sfruttamento, per sopravvivere. Non è così per queste donne. La vita notturna diventa per loro una scelta appetibile, l’unico modo che credono di avere a disposizione per sentirsi apprezzate, vive…Inoltre dona loro l’illusione effimera di esercitare potere sugli uomini. Durante le ore battute sul marciapiede si sentono regine di bellezza, donne affascinanti, donne di successo, donne realizzate. Ma la realtà rimanda l’immagine di una bellezza talmente innaturale e paradossale che strappa un sorriso in chi le guarda, un sorriso che non è dettato dall allegria ma da una pena profonda.

Titolo: Grotesque
Autore: Natsuo Kirino
Casa Editrice: Neri Pozza
Pagine: 928
Traduttore: Coci G.

11 commenti:

  1. Sono quei libri feroci, che mi spaventano.
    Un saluto da Lea

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    1. Anche a me spaventata, in effetti è stato una specie di "incubo urbano" da cui però non riuscivo ad uscire. Una pugnalata allo stomaco e un continuo un desiderio di leggere ancora, anche solo per trovare un po' di tregua. Che, ovviamente, non c'è.

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  2. L'ho letto a 16 anni ed è diventato uno dei libri più importanti della mia esperienza di lettrice: 3 giorni di lettura forsennata, altrettanti giorni di pena e incertezza. La Kirino è mostruosamente brava, per rimanere in tema, e questo libro è il suo capolavoro.

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    1. E' davvero una delle più grandi narratrici contemporanee, purtroppo non così conosciuta come merita. Hai letto anche "Le quattro casalinghe di Tokyo" ? (titolo originale Out, che era molto meglio lasciare intatto). Bellissimo, inquietante. Non al livello di questo ma il genere è sempre la "follia" urbana mascherata da una insospettabile routine.

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    2. A dire il vero della Kirino ho letto quasi tutto: Grotesque, Le quattro casalinghe di Tokyo, Real world, L'isola dei naufraghi e Una storia crudele. Mi manca qualche titolo ancora, ma ho letto un po':) Mi è piaciuto anche Le quattro casalinghe di Tokyo, però, oltre a Grotesque, i miei preferiti sono stati Una storia crudele e Real world. La Kirino scrive in modo oscuro, morboso e cattivo e ogni suo libro è per me un pugno nello stomaco. Mi inquietano i suoi personaggi, così fragili e cattivi e imperfetti e umani; mi inquieta il Giappone che ci descrive lei, sessista, spietato, indifferente. Ho un po' paura di quello che scrive perchè ci rivedo me stessa e la società in cui vivo, ci rivedo tutto il peggio. Credo che lo avvertissi a 16 anni, inconsciamente, e per questo probabilmente mi colpì così tanto. Tu ne hai letti altri della Kirino?

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    3. Caspita Virginia, hai letto praticamente tutto! IO a parte i due che ho citato non ho più letto nulla; in realtà Real World ce l'ho il libreria ma non l'ho ancora letto. Devo essere mentalmente predisposta a compiere un altro viaggio nella cattiveria e nella fragilità dei suoi personaggi. C'è molto anche di noi occidentali in quello che lei descrive, per questo anche da noi è così amata e capita. Ma penso che davvero la realtà della società giapponese sia unica nel suo genere e sia proprio così come lei la descrive, attenta osservatrice e indagatrice dell'animo umano. Non fa sconti a nessuno questa donna.

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    4. Real world te lo consiglio moltissimo, però, come dici tu, dopo un'attenta preparazione psicologica. Io ho fatto una full immersion a 16 e ora, dopo 6 anni, non ho letto più nulla di suo (fra l'altro accumulando qualche titolo). Quando sarò di nuovo pronta mi dedicherò ancora una volta a questa scrittrice:)

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  3. Io ho amato Le quattro casalinghe di Tokio, ma Grotesque non sono riuscita a finirlo. Arrivata poco oltre la metà mi sono dovuto arrendere, non perché non mi piacesse la storia, ma perché mi angosciava troppo e non sono più riuscita a riprenderlo.

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    1. Ciao Beth, anche io ho letto "le 4 casalinghe di tokyo" prima di avventurarmi in "GRotesque". Il primo è decisamente più affrontabile, nel senso che non ti arrivano raffiche di pugni allo stomaco come invece succede con Grotesque. Anche io sono stata sul punto di mollarlo ma non perché non mi piacesse, ma perché non riuscivo a reggere tutta quella crudezza. Eppure non è altro che uno spaccato di realtà, quella che non vogliamo vedere.

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  4. Stupendo il tuo pensiero Paola<3
    Sono una di quelle che non conosce l'autrice...Sento l'esigenza di rimediare a certi vuoti...

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    1. Ciao Cuore..Questa autrice è davvero bravissima, a volte vale la pena lasciarci trascinare nel suo mondo inquieto. Sono viaggi difficili, se ne esce a volte rattoppati, ma sono di quelle autrici a cui io mi affido in tutto e per tutto. Mi lascio trasportare dove vuole lei, anche se a volte la bruttura che mi fa vedere è davvero tanta...

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