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Visualizzazione dei post da Luglio, 2015

Recensione: Il miniaturista, di Jessie Burton - Edizioni Bompiani

Questo acclamato romanzo d'esordio di Jessie Burton è stata una lettura affascinante ed estremamente coinvolgente, a dispetto di quello che pensavo. E' stato un autentico viaggio nel tempo, dalla poltrona di casa mia fin lungo i canali della città di Amsterdam del XVII secolo, cuore pulsante dell'attività mercantile di tutta l'Europa. Amsterdam è la sede dalla potente VOC, la Compagnia Olandese delle Indie Orientali, che all'epoca deteneva il monopolio delle attività commerciali con il continente asiatico. Grazie alla coalizione dei governi delle più importanti città olandesi e al loro appoggio incondizionato la VOC riuscì ad impossessarsi di luoghi strategici come l'arcipelago delle Molucche (sfruttando fino al midollo la sua straordinaria ricchezza),e fondò nel conteso mare di Giava la città di Batavia, estromettendo di fatto Francesi e Inglesi dal commercio delle spezie. In questo contesto storico di grande fervore e benessere economico l'autrice ci…

ANGOLI DI NEW YORK, dal blog di Piero Armenti ( www.ilmioviaggioanewyork.com)

RIAPRE LA LIBRERIA RIZZOLI. DIECI MOTIVI PER CUI SONO CONTENTO (ed io anche)
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1) Se è pur vero che i libri possono essere comprati su Amazon, passeggiare tra i libri è una esperienza insostituibile. E come darti torto? Per me è la terapia contro tutte le paturnie 2) Perché è bello sapere che una libreria italiana continua a resistere anche a New York. 3) Perché qui comincia la storia tra Molly e Frank, tra Meryl Streep e Robert De Niro, nel film «Innamorarsi». Accidentalmente, scontrandosi, si cambiano i libri che avrebbero dovuto regalare ai rispettivi coniugi. I libri sono magia, chi ama leggere lo sa. 4) Il nuovo edificio è il St.James Building, progettato nel 1896 dall'architetto Bruce Price, quindi continua a mantenere un tocco classico. Gli interni sono favolosi, è come fare un tuffo nella cultura a 360 gradi. 5) Perché si trova nel quartiere NoMad, nei pressi di Eataly. Quindi in questa zona, dove c'è anche il Flatiron, si rinforza la presenza italiana.L'eccellenza ital…

Grey, di E.L. James - ovvero il ballino di pasta che lievita

Quella che segue è la meravigliosa recensione del nuovo libro di E.L James, la  madre  di tutte le 150 sfumature: "GREY". L'ho trovata su facebook, ed è opera di Matteo Biank. Per tutti quelli che hanno un punto di vista diverso ( e direi anche obiettivo) su questa insulsa triologia che ha prodotto fantamlioni di inspiegabile fatturato, ecco due righe  sull'entusiamante biografia del maniaco sessuale dagli occhi color del cielo in tempesta (la - noia) : DIVERTITEVI! GRAZIE MATTEO!!!

In libreria è disponibile "Grey", il nuovo romanzo della graziosa paffutella che ha ben deciso di tirare su altri soldi raccontando ancora "50 sfumature di grigio". Ma nella prospettiva del monoespressivo e immotivatamente ricco Mister Grey.
Tutto ciò per me è vagamente inquientante, soprattutto per il fatto che la graziosa paffutella sia riuscita a rispondere a una mia - mai posta - domanda: "Come fare a rendere qualcosa di noioso ancora più noioso?".
Che è un …

Acquisti estivi

Amazon mi regala sempre delle gioie.  Questi due libri dal titolo ruffiano e dalla copertina colorata hanno catturato subito la mia attenzione, et voilà! Sono finiti dritti nel carrello. A dire il vero "Un favoloso appartamento a Parigi" lo cercavo da tempo in libreria perché consigliato caldamente da una collega che l'ha letto da poco, senza riuscire mai a trovarlo.
Ma si sa come funziona Amazon, infili un libro nel carrello e poi compare sotto una serie infinita di immagini accattivanti con scritto "chi ha comprato questo libro ha anche acquistato questo e quello e quell'altro...è un attimo finire nel vortice dell'acquisto compulsivo! Su "La piccola strada delle cose perdute" ho delle riserve, ma la trama mi è sembrata intrigante e poi è ambientato in Irlanda, nel cuore della stupenda Dublino.
Direi che tutto questo può bastare a suscitare  un incontrollabile desiderio di possesso: dovevano avere assolutamente un posto nella mia incasinatissima lib…

Recensione: Revival, di Stephen King - Edizioni Sperling & Kupfer

Sono in molti a sostenere che Stephen King, da quando subì quel terribile incidente d'auto da cui uscì vivo per miracolo, non riesca più a produrre capolavori degni di questo nome. Quindi, su per giù, da fine anni novanta in poi. Io l'ho scoperto tardi come scrittore perché da ragazza ero stupidamente convinta che fosse uno di quei tizi che amano infarcire i libri di un horror gratuito e fine a se stesso, perciò lo tenevo alla larga dai miei interessi. Non riuscivo davvero a capire l'estasi che provavano i miei amici leggendo romanzi tipo ITo l'Ombra dello Scorpione. Avendo letto le sue produzioni più celebri molto dopo la loro prima pubblicazione, a volte addirittura dopo il film che ne è stato tratto, non mi sono sentita orfana del suo talento (a dire il vero non ho letto tutta la sua produzione più famosa : nelle ferie estive attaccherò finalmente le millemila pagine che compongono la sua opera magna, “l'Ombra dello Scorpione”). Probabilmente le cose sono anda…

Recensione: Furore, di John Steinbeck - Edizioni Bompiani

“Nella regione rossa e in parte della regione grigia dell’Oklahoma le ultime piogge erano state benigne, e non avevano lasciato profonde incisioni sulla faccia della terra, già tutta solcata di cicatrici. Gli aratri avevano cancellato le superficiali impronte dei rivoletti di scolo. Le ultime piogge avevano fatto rialzare la testa al granturco e stabilito colonie d’erbacce e d’ortiche sulle prode dei fossi, così che il grigio e il rosso cupo cominciavano a scomparire sotto una coltre verdeggiante. Agli ultimi di maggio il cielo impallidì e perdette le nuvole che aveva ospitate per così lungo tempo al principio della primavera. “

Così comincia Furore, il libro simbolo della Depressione Americana che valse a Steinbeck (in assoluto uno dei miei scrittori preferiti) il Premio Pulitzer nel 1940, cui seguì il Nobel per la Letteratura nel 1962. Alla sua pubblicazione il romanzo fu aspramente criticato in patria, perché lo scrittore sembrava troppo di sinistra, in pieno appoggio al piano di r…

Il ragazzo con lo zaino arancione, di Francesco Ceniti e Alberto Tufano - La Gazzetta

Dentro l’inferno dell’Heysel 30 anni dopo. “Il ragazzo con lo zaino arancione” è il titolo del libro che la Gazzetta ha pubblicato per spiegare cosa è stata quella notte insanguinata. Il protagonista è un ragazzo di 16 anni, Alberto Tufano, arrivato da solo a Bruxelles per vedere la Juve. In pochi secondi passa dal giorno più bello della vita a quello che poteva essere l’ultimo. Il libro (scritto insieme con Francesco Ceniti, giornalista della Gazzetta) è una storia nella Storia, vissuta in presa diretta, è impreziosito da una intervista esclusiva a Boniek (trovate uno stralcio a fianco) e 29 contributi di personaggi famosi (da Eros Ramazzotti a Leo Bonucci, da Davide Cassani e Stefano Baldini, da Paolo Casarin e Mauro Berruto) e testimoni della tragedia. Sotto l’inizio del racconto.
Lo sterno! Certo, è lo sterno! Cacchio, aveva ragione la Morellini, la mia prof di biologia: quando viene premuto lo sterno fa male. Eccome se fa male! Adesso, quindi, potrebbe cominciare anche a mancarmi …

Recensione: Academy Street, di Mary Costello - Edizioni Bollati Boringheri

Terminato in pochi giorni questo libro appena uscito e abbastanza consigliato qui e la. Devo ammettere che Mary Costello è brava. E’ un romanzo con pochissima azione: in meno di 200 pagine l’autrice racconta tutta la vita di una donna irlandese, Tess. Gli avvenimenti sono raccontanti in modo molto raccolto ed intimo, perché l’autrice più che altro pone l’accento sui sentimenti dalla protagonista. Sì, più che il racconto della vita di una donna direi che potrebbe essere il suo diario dei sentimenti. E’ tutto intriso di una malinconia di fondo che non molla mai la presa, ma non stanca. Tess è una donna molto sfortunata, che vive la sua esistenza come se fosse sospesa dalla realtà, in perenne attesa che succeda qualcosa per essere felice: nemmeno a dirlo, questo momento non arriverà mai. O meglio, si rende conto che qualche cosa di bello le è accaduto quando ormai quel momento è passato e svanito nell’ombra dei ricordi. Il problema di Tess è proprio questo, non riesce a percepire la f…

Recensione: Memorie di una geisha, di Arthur Golden - Edizioni TEA

Per molto tempo ho desiderato leggere questo romanzo, incuriosita sia dalla particolarità dell’argomento trattato sia dai commenti entusiastici che lo hanno accompagnato da quando è stato pubblicato. Devo dire che non sono rimasta delusa: è un romanzo semplicemente meraviglioso, perfetto. La storia di Sayuri, il mondo delle Geishe svelato in tutta la sua straordinarietà, così incomprensibile per noi occidentali eppure così affascinante. Fin dalle prime righe la storia letteralmente cattura noi lettori col suo stile delicato ed essenziale: ad ogni pagina è come entrare in una realtà talmente lontana nel tempo e nello spazio, e talmente distante dalla nostra cultura che pare pura fantasia. Nonostante l’aura di magia che lo pervade, è comunque un racconto straziante: la protagonista è infatti una bambina di appena nove anni che vive con la sorella maggiore e i genitori in un piccolo villaggio di pescatori. Quando la madre, gravemente malata, muore lasciando la famiglia nell’ indigenza …

Recensione: Volevo solo averti accanto, di Ronald H. Balson - Edizioni Garzanti (Once we were brothers)

Questo romanzo, diventato in breve tempo un best seller di successo, è nato nell’intimità domestica di un avvocato americano che nel tempo libero amava scrivere storie. Grazie alla pubblicazione in proprio e ad un inaspettato passaparola tra i lettori è divento un clamoroso caso internazionale. Modestamente dico la mia: non è il tanto sbandierato capolavoro, questo no. Ma il signore sa scrivere, e la storia che racconta è molto toccante. Il tema è quello dell’olocausto. Qualcuno storcerà il naso e si domanderà tra se e se: ancora?? Anche se purtroppo il tema è stato già ampiamente sfruttato da ogni genere di produzione (cinema, libri, musica), a mio avviso tutto questo materiale non sarà mai abbastanza. Non sarà mai tempo perso, perché c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare sulla pagina di storia più cruenta che l’essere umano abbia mai scritto. Ogni volta è una ferita che si riapre, una ferita che appartiene all’umanità intera e che abbiamo il dovere di non farla mai rimarginare,…

Tu non sei i tuoi anni, di Ernest Hemingway

Tu non sei i tuoi anni,né la taglia che indossi,non sei il tuo pesoo il colore dei tuoi capelli.Non sei il tuo nome,o le fossette sulle tue guance,sei tutti i libri che hai letto,e tutte le parole che dicisei la tua voce assonnata al mattinoe i sorrisi che provi a nascondere,sei la dolcezza della tua risatae ogni lacrima versata,sei le canzoni urlate così forte,quando sapevi di esser tutta sola,sei anche i posti in cui sei statae il solo che davvero chiami casa,sei tutto ciò in cui credi,e le persone a cui vuoi bene,sei le fotografie nella tua camerae il futuro che dipingi.Sei fatta di così tanta bellezzama forse tutto ciò ti sfuggeda quando hai deciso di essertutto quello che non sei. Ernest Hemingway

Lettera di Abramo Lincoln all'insegnante del figlio

Caro professore, insegni al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c’è un eroe, per ogni egoista c’è un leader generoso. Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e gli faccia capire che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata. Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri, ma gli conceda anche il tempo per distrarsi con gli uccelli nel cielo, i fiori nei campi, le colline e le valli. Nel gioco con gli amici, gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria, gli insegni a credere in se stesso, anche se si ritrova solo contro tutti. Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri e gli faccia imparare a non accettare le cose solamente perc…

Recensione: Il Conte di Montecristo, di Alexander Dumas - Edizioni BUR (Bilblioteca Universale Rizzoli)

“…E non dimenticare mai che, fino al giorno in cui Iddio si degnerà di svelare all’uomo l’avvenire, tutta l’umana saggezza sarà riposta in queste due parole: aspettare e sperare”. Così si è conclusa, circa due settimane fa, la mia avventura con il Conte di Montecristo. Tutti noi, chi più chi meno, conosciamo la storia della più grande vendetta mai concepita dalla mente umana. Film, vecchi sceneggiati a puntate…sulla storia inventata da Alexander Dumas è già stato prodotto di tutto. Il romanzo però, nemmeno a dirlo, è tutt’altra cosa. Perché si sa: niente può contro la potenza evocativa delle parole. Si possono scegliere come attori figuranti perfetti, ma non ci sarà mai nessuno all’altezza delle descrizioni di Dumas quando parla dello sguardo del Conte. Uno sguardo che più volte viene ricordato ai lettori, unica traccia di un passato di disperazione e di solitudine inimmaginabile. Dumas ha ucciso Edmond Dantes e l’ha fatto rivivere nella straordinaria figura del Conte di Montecristo, …

Recensione: La figlia del Boia, di Oliver Potzsch - Edizioni Neri Pozza

Un romanzo storico affascinante, dalla scrittura potente ed evocativa. Il genere del romanzo storico è di per se molto ostico, perché prima di tutto è difficile per uno scrittore rendere attraverso le pagine una visione realistica dell’epoca in cui la vicenda è ambientata. Serve una scrittura praticamente perfetta e una dovizia di particolari non da poco, il che presuppone una conoscenza profonda ed accurata del periodo storico, in cui ogni dettaglio ha la massima importanza. Oliver Potzsch, scrittore esordiente, centra l’obiettivo e ci regala un affresco della Baviera del XVII secolo che difficilmente potremmo dimenticare. Il protagonista, a dispetto del titolo, è il boia della città di Schongau. La figlia del boia infatti (lo dico per quelli che come me pensavano di incappare in una figura femminile) resta marginale alla storia, al punto che sono ancora qui a chiedermi per quale motivo il romanzo si intitola in siffatta maniera. Comunque, torniamo a noi. Il boia del paese, si dicev…

Recensione: Tenera è la notte, di Francis Scott Fitzgerald - Edizioni Einaudi

“Tenera è la notte” è dei più bei libri che abbia mai letto. Già ho amato il Fitzgerald di “Il grande Gatbsy” ma qui è ancora meglio, se possibile. All’inzio del libro il lettore è subito catapultato nel mondo dorato della Costa Azzurra degli anni venti, e il giovane Dick e la bellissima moglie Nicole sembrano incarnare lo splendore e la freschezza di quell’epoca ruggente a cavallo tra le due guerre. A poco a poco entriamo nella vita della coppia, attorno alla quale ruotano altri personaggi eccentrici e problematici, e scopriamo così che Dick è uno psichiatra e Nicole è una malata di mente che l’incesto paterno subito da adolescente ha reso schizofrenica. Moglie e marito, medico e paziente, tra i due esiste un rapporto d’amore tanto forte quanto esigente e distruttivo, simbiotico e pericoloso, che condurrà i due ad un triste ma inevitabile epilogo. Fitzgerald riesce a farci percepire la solitudine e il turbamento interiore di tutti i personaggi come se fossimo noi a viverla, con lo st…

Modi di ascoltare un blues, di Vincent Gallego (da La Plata de los dias, 1996)

È bella questa notte d’estate,
anche se non più bella
di una qualsiasi altra notte d’estate.
È bella questa notte in cui sono solo,
e fumo, e ho lasciato
in penombra la casa mentre suona
dolce e triste un blues,
un blues triste e dolce come tanti altri.
Nulla in me, né nella notte, né nella musica,
si direbbe speciale, eppure
c’è qualcosa di molto profondo nelle cose
che sembrano semplici:
una sconosciuta grandezza che non riesce
ad essere esaltazione, tragedia, pace,
ma che è tutto questo, ed è anche
un sentire nettamente
che affinché ciò succedesse è stato necessario
lasciare scorrere questi anni, accumulare ricordi,
avere ottenuto
e avere perso tante cose.
Perché questo piano suoni così,
per tremare così con questa musica,
è stato necessario
riempirla a poco a poco
di bellezza e di dolore, riempirla
con la nostra stessa vita, perché assomigli
alla nostra stessa vita, e suoni in questo modo:
così insignificante
e così grande, così triste, così bella.”
Vincent Gallego