venerdì 24 luglio 2015

Grey, di E.L. James - ovvero il ballino di pasta che lievita

Quella che segue è la meravigliosa recensione del nuovo libro di E.L James, la  madre  di tutte le 150 sfumature: "GREY". L'ho trovata su facebook, ed è opera di Matteo Biank. Per tutti quelli che hanno un punto di vista diverso ( e direi anche obiettivo) su questa insulsa triologia che ha prodotto fantamlioni di inspiegabile fatturato, ecco due righe  sull'entusiamante biografia del maniaco sessuale dagli occhi color del cielo in tempesta (la - noia) : DIVERTITEVI! GRAZIE MATTEO!!!


In libreria è disponibile "Grey", il nuovo romanzo della graziosa paffutella che ha ben deciso di tirare su altri soldi raccontando ancora "50 sfumature di grigio". Ma nella prospettiva del monoespressivo e immotivatamente ricco Mister Grey.

Tutto ciò per me è vagamente inquientante, soprattutto per il fatto che la graziosa paffutella sia riuscita a rispondere a una mia - mai posta - domanda: "Come fare a rendere qualcosa di noioso ancora più noioso?".

Che è un po' come guardare la Parodi osservare un ballino di pasta lievitare per tre ore. Lei sta zitta, tutti zitti, neorealismo culinario on progress.

E questo sarebbe il primo libro, nella metafora.

Il secondo sarebbe la stessa cosa, però visto dal ballino di pasta che lievita.

C'è gente che si ammazza per molto meno, credo. L'OMS dovrebbe emanare seduta stante l'ordine di inserire una fascetta sul libro. Al posto delle solite "Il best seller che ha venduto millemila copie, anche a popolazioni della Guinea che non sanno leggere", un bel "Attenzione, questo libro potrebbe smerigliarvi le palle".

Lo so, lo so, sono una brutta persona e i miei sono tutti pregiudizi. No, non è vero. Ho letto le prime cinque pagine. Che ora riporterò tra virgolette, con miei commenti tra parentesi quadre.

"Ho tre macchinine. Sfrecciano sul pavimento. Velocissime. Una è rossa. Una è verde. Una è gialla. La verde mi piace. È la mia preferita. Piacciono anche alla mamma, le macchinine. La sua preferita è la rossa. Oggi è seduta sul divano a guardare il muro. La macchinina verde sfreccia sul tappeto. Poi la rossa. Poi la gialla. Sbam! Ma la mamma non vede. Lo rifaccio. Sbam! La mamma non vede".

[Ok, dieci secondi e la sensazione è simile a quella che immagino possa avere un uomo con l'Empire State Building inserito nel culo. Un leggero senso di fastidio, insomma.]

"Lancio la macchinina verde verso i suoi piedi, ma va a finire sotto il divano. Non riesco a prenderla. Ho la mano troppo grande per la fessura. La mamma non vede. Voglio la mia macchinina verde. Ma la mamma resta sul divano a guardare il muro. 'Mamma. La mia macchinina'".

[HAI ROTTO IL CAZZO CON LE TUA MACCHININA! VUOI SAPERE COME SI SENTE UN UOMO CON L'EMPIRE STATE BUILDING NEL CULO?]

"Non mi sente. 'Mamma.' Le prendo la mano e lei si lascia andare contro lo schienale e chiude gli occhi. 'Non ora, Vermiciattolo. Non ora' dice. La macchinina verde rimane sotto il divano. È sempre lì. La vedo. Ma non riesco a prenderla. La mia macchinina verde è coperta di peli grigi e sporcizia, quasi non la distinguo".

[La tua fottuta macchinina verde è appena finita sotto il divano ed è già ricoperta di muffa e licheni, fammi capì. Ok, va bene che è un sogno e l'abbiamo capito alla terza ripetizione di "macchinina", ma che c'è sotto il divano, un morto?]

"La rivoglio. Ma non riesco a prenderla. Non riesco mai a prenderla. La mia macchinina verde è perduta. Perduta. E non ci potrò giocare mai più".

[Il tesssssoroooo è perduto! Il padrone non ci vuole bene! Ssssmigoool! Smigooool! Andiamo a metterci l'Empire State Building nel...]

"Apro gli occhi e il sogno sbiadisce nella luce del primo mattino".

[Dio, sì, ti ringrazio, è finito, il peggior incipit nella storia della narrativa dozzinale è finito]

"'Che diavolo era?' Mi aggrappo ai frammenti che spariscono pian piano, ma non riesco a catturarli. Li rimuovo, come faccio quasi ogni mattina, scendo dal letto e prendo dall'armadio una tuta fresca di bucato".

[Qui la sequenza dei periodi comincia già a vacillare. Come la mia mente]

"Fuori il cielo plumbeo minaccia pioggia, e ogginon sono dell'umore giusto per correre sotto l'acqua. Vado nella palestra al piano di sopra, accendo la tivù per le notizie finanziarie e salgo sul tapis roulant. Mi concentro sulla giornata che mi aspetta. Ho solo qualche riunione, ma fra poche ore incontrerò il mio personal trainer per allenarmi in ufficio... Bastille è sempre una piacevole sfida".

[Ballino di pasta che lievita che osserva la Parodi: l'emozione. Comunque complimenti coso, hai reso l'idea dell'uomo che ha i soldi e che cazzeggia tutto il giorno. Macchinina verde de sto par de balle]

"'Forse dovrei chiamare Elena?' 'Già. Forse.' Potremmo cenare insieme una di queste sere. Senza fiato, fermo il tapis roulant e vado sotto la doccia per iniziare un'altra, monotona giornata.

[Che è successo? Con chi parla? Che è 'sto balzo temporale? Dove sono le brioche? Che tempo fa? Sono cipolle]

"'Domani' borbotto, e congedo Claude Bastille che è in piedi sulla soglia del mio uffiio. 'Questa settimana si gioca a golf, Grey?' Bastille fa un sorrisetto arrogante, ben sapendo che sul campo da gold ha la vittoria assicurata. Gli lancio un'occhiataccia mentre si gira e se ne va".

[Ah, qui si avverte tutto il pathos di cui è pieno e strabordante questo libro. Ballino di pasta che lievita]

"Le parole con cui si è accomiatato sono come sale su una ferita perché, nonostante i miei eroici tentativi, stamattina in palestra il mio personal trainer mi ha fatto un culo così. Bastille è l'unico che riesce a battermi e adesso vuole ciò che gli spetta sul campo da golf. Io odio il golf,"

[Giusto a te piace solo la macchinina verde e - SPOILER - il dilatatore anale. Sai, l'Empire State Building...]

"ma si fanno parecchi affari tra una buca e l'altra e così mi tocca prendere lezioni da lui anche lì... e, per quanto detesti ammatterlo, Bastille è riuscito a migliorare il mio gioco. Mentre osservo lo skyline di Seattle, sono preso dalla solita sensazione di noia".

[Te? Te sei annoiato? Io mi sto legando le balle a una porta con una lenza da pesca e sto cominciando a sbattere ripetutamente l'uscio. Giusto per ricordarmi di essere ancora vivo dopo una pagina e mezzo]

E ora non copio/incollo più nulla. Le ulteriori due pagine sono di pensieri altrettanto noiosi - ballino di pasta che lievita - e inutili che si concludono con l'arrivo di Anastasia. Uh, emozioni.

Godetevi questo nuovo best seller della graziosa paffutella. Probabilmente lo leggerò ad alta voce in spiaggia questo agosto, facendo la parafrasi in mezzo agli amici. Almeno fino a quando non arriverà qualcuno a corcarmi di botte.

Ma lo faccio in nome della scienza: gli amici ricercatori dell'Università del Massachusetts non si spiegano il perché del successo e mi hanno chiesto una recensione.
Matteo Biank 



..- .E QUESTO E' TUTTO QUELLO CHE HO DA DIRE SULL'ARGOMENTO -  (CIT)

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