giovedì 9 luglio 2015

Il ragazzo con lo zaino arancione, di Francesco Ceniti e Alberto Tufano - La Gazzetta




Dentro l’inferno dell’Heysel 30 anni dopo. “Il ragazzo con lo zaino arancione” è il titolo del libro che la Gazzetta ha pubblicato per spiegare cosa è stata quella notte insanguinata. Il protagonista è un ragazzo di 16 anni, Alberto Tufano, arrivato da solo a Bruxelles per vedere la Juve. In pochi secondi passa dal giorno più bello della vita a quello che poteva essere l’ultimo. Il libro (scritto insieme con Francesco Ceniti, giornalista della Gazzetta) è una storia nella Storia, vissuta in presa diretta, è impreziosito da una intervista esclusiva a Boniek (trovate uno stralcio a fianco) e 29 contributi di personaggi famosi (da Eros Ramazzotti a Leo Bonucci, da Davide Cassani e Stefano Baldini, da Paolo Casarin e Mauro Berruto) e testimoni della tragedia. Sotto l’inizio del racconto.

Lo sterno! Certo, è lo sterno! Cacchio, aveva ragione la Morellini, la mia prof di biologia: quando viene premuto lo sterno fa male. Eccome se fa male! Adesso, quindi, potrebbe cominciare anche a mancarmi il fiato… Cazzo, la scivolata di quel signore davanti mi ha colto impreparato: come faccio a liberarmi? Sembriamo un’onda… Come faccio? Non capisco più niente con tutte queste urla… Ma chi urla? Cosa urlate?!? Non capisco niente, cacchio! Dovevo fare attenzione, sono incastrato qui da ’sta merda di balaustra e sto bloccando quelli dietro di me… Se non riesco a spostarmi mi ammazzeranno di botte pur di passare.
 Adesso cominciano a stringermi pure lateralmente. Oh cazzo, cazzo! Ma quanti saranno? Quanti saranno? Devo cercare di scivolare verso il basso. E quelli cosa sono? Perché tutti quei corpi a terra? Sono morti o svenuti? Morti, sembrano morti, porca puttana! SONO MORTI! Le urla mi stanno entrando nel cervello. Se scivolo sotto, devo pure saltarli, meglio se provo a spostarmi sul lato. Cazzo, che male! Lo sterno, maledizione! Il mio sterno si sta rompendo, devo riuscire a muovermi!!!
 Quanti saranno quelli dietro me? Sembra un’onda laterale, ma siamo tutti fermi. Tutti. Se non riesco a spostarmi, mi spezzeranno in due contro questa balaustra. Non riesco a capire una parola di quello che urlano, che lingua è? Comincia a mancarmi la forza nelle gambe! Cazzo! CAZZO! CAZZO! Mi manca il fiato, devo fare qualcosa! Ma sono immobile, non riesco a spostarmi nemmeno lateralmente, cacchio sono incastrato! Lo zaino, lo sento muoversi, sta scivolando? Vorrei scivolare anche io insieme allo zaino. Vorrei essere lo zaino. Gli zaini sentono dolore? Hanno lo sterno? Sto delirando. Devo liberarmi, devo muovermi. Non sento più le gambe. Mi si chiudono gli occhi. Devo fare qualcosa. Non mi sente nessuno… Perché non mi sente nessuno?!?Respira, Alberto, cerca di respirare! Ricordati di respirare! Non ho forza nelle gambe per spostarmi indietro. Così si muore? Possibile che si muoia così? Come è possibile? Respira, Alberto… Un po’ di fiato… Metti… un poco… di fiato… nei… polmon… i… «CI STIAMO AMMAZZANDO TRA DI NOIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!».
Cosa è successo? La pressione si è attenuata. Quelli dietro di me hanno fatto un passo indietro. Adesso, Alberto. Il momento è adesso! Non avrai un’altra occasione. La vita mi sta passando sopra: devo afferrarla. Lo sterno è un poco più libero, devo approfittarne! Busto indietro… Sgancio! Sì, il braccio si muove! Sono sotto la balaustra e le gambe mi stanno reggendo ancora. Avanti! AVANTI, ALBERTO. Ma dove sono gli scalini? Non sento gli scalini… Sento solo urla! Urla dappertutto: dietro, accanto… Sotto! Sotto?!?!? Questo è un incubo infinito! Non è possibile… Urla sotto di me?!? Chi sono queste persone? Come sono finito qui? Come… Come?!?

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