mercoledì 1 luglio 2015

Recensioni spot: La ragazza interrotta, di Susanna Kaysen - Edizioni TEA


Delusione totale per questo libro che non ha mai smesso di essere un best seller dall’anno in cui è stato pubblicato (1960 circa). Il racconto autobiografico di una ragazza come tante che un giorno, per una diagnosi sbagliata, finisce in un manicomio per ragazze “difficili”. Totalmente freddo, distaccato e spesso incomprensibile. Nessuna emozione trapela, nemmeno quelle che dovrebbero creare empatia tra lettore e personaggi. Mi sto chiedendo soltanto ora che ne scrivo la recensione se la forza di questo racconto è in realtà proprio quello che io trovo un difetto: un resoconto schietto e crudo di quell’esperienza. Per la prima volta in vita mia, oltretutto, ho visto prima il film e ho voluto acquistare il libro perché il film mi era piaciuto davvero molto. E per la prima volta é accaduto il contrario di quello che accade sempre, ovvero: molto meglio il film, con una strepitosa Angelina Jolie.

UN BREVE ESTRATTO:
Qualsiasi cosa pensassi o facessi veniva immediatamente risucchiata nel dilemma. Faccio un commento stupido: e se mi uccidessi? Perdo l'autobus: meglio farla finita. Lo stesso valeva per le cose belle. Quel film mi è piaciuto: forse non dovrei uccidermi.
In realtà, era solo una parte di me stessa che volevo uccidere: quella che voleva uccidersi, che mi tirava a forza nel dilemma-suicidio e che faceva di ogni minestra, attrezzo da cucina e stazione di metropolitana la prova generale di una tragedia.
Questo, però, non riuscii a capirlo se non dopo aver ingoiato cinquanta aspirine.

 

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