mercoledì 8 luglio 2015

Recensione: Memorie di una geisha, di Arthur Golden - Edizioni TEA


Per molto tempo ho desiderato leggere questo romanzo, incuriosita sia dalla particolarità dell’argomento trattato sia dai commenti entusiastici che lo hanno accompagnato da quando è stato pubblicato. Devo dire che non sono rimasta delusa: è un romanzo semplicemente meraviglioso, perfetto. La storia di Sayuri, il mondo delle Geishe svelato in tutta la sua straordinarietà, così incomprensibile per noi occidentali eppure così affascinante. Fin dalle prime righe la storia letteralmente cattura noi lettori col suo stile delicato ed essenziale: ad ogni pagina è come entrare in una realtà talmente lontana nel tempo e nello spazio, e talmente distante dalla nostra cultura che pare pura fantasia. Nonostante l’aura di magia che lo pervade, è comunque un racconto straziante: la protagonista è infatti una bambina di appena nove anni che vive con la sorella maggiore e i genitori in un piccolo villaggio di pescatori. Quando la madre, gravemente malata, muore lasciando la famiglia nell’ indigenza più assoluta, il padre decide di vendere le bambine ad un mediatore, che poi le rivenderà a sua volta nel quartiere del piacere a pagamento. Sayuri e sua sorella vengono divise e così la piccola si ritrova nuovamente sola e in preda ad un dolore infinitamente più grande di lei. All’inizio, in cambio di vitto e alloggio, lavora come domestica in una casa per appuntamenti. Dopo i primi durissimi anni, inizierà a frequentare una scuola in cui imparerà l’arte della danza, della musica, e tutto quello che comporta l’intrattenimento degli uomini come la tipica “cerimonia del tè”. Sayuri ha un’arma in più rispetto alle altre ragazze della casa: il colore degli occhi, un azzurro fuori dal comune che per gli uomini orientali rappresenta una autentica rarità, che li incuriosisce e li attrae. Grazie alle sua innata grazia e alla dura disciplina, in poco tempo Sayuri riuscirà a diventare la geisha più famosa e desiderata del Giappone.
Molto di questo mondo può essere descritto attraverso ciò che la grande Geisha Mameha insegnò presto alla piccola Sayuri : ” Non diventiamo geishe perchè desideriamo una vita felice, ma perchè non abbiamo altra scelta”.
Lei si dipinge il viso per nasconder il viso. I suoi occhi sono acqua profonda. Non è per una geisha desiderare. Non è per una geisha provare sentimenti. La geisha è un’artista del mondo, che fluttua, danza, canta, vi intrattiene. Tutto quello che volete. Il resto è ombra. Il resto è silenzio.





0 commenti:

Posta un commento