martedì 21 luglio 2015

Recensione: Revival, di Stephen King - Edizioni Sperling & Kupfer



Sono in molti a sostenere che Stephen King, da quando subì quel terribile incidente d'auto da cui uscì vivo per miracolo, non riesca più a produrre capolavori degni di questo nome. Quindi, su per giù, da fine anni novanta in poi. Io l'ho scoperto tardi come scrittore perché da ragazza ero stupidamente convinta che fosse uno di quei tizi che amano infarcire i libri di un horror gratuito e fine a se stesso, perciò lo tenevo alla larga dai miei interessi. Non riuscivo davvero a capire l'estasi che provavano i miei amici leggendo romanzi tipo ITo l'Ombra dello Scorpione. Avendo letto le sue produzioni più celebri molto dopo la loro prima pubblicazione, a volte addirittura dopo il film che ne è stato tratto, non mi sono sentita orfana del suo talento (a dire il vero non ho letto tutta la sua produzione più famosa : nelle ferie estive attaccherò finalmente le millemila pagine che compongono la sua opera magna, “l'Ombra dello Scorpione”). Probabilmente le cose sono andate realmente così: per una quindicina d'anni si è tenuto su livelli meno alti, producendo comunque roba eccellente. Poi, qualche anno fa, tira fuori dal cilindro un romanzo come “11/22/63”ed il suo pubblico resta di sasso: è nuovamente il capolavoro, il genio si è rivelato ancora una volta in tutta la sua potenza. D'altra parte non è che i capolavori si possano produrre con una frequenza scadenzata, nemmeno se si è artisti estremamente prolifici come lui. Dopo questo ritorno con il botto altre ottime cose sono uscite dalla sua mente geniale: ad esempio Mr Mercedes e Revival, usciti uno dietro l'altro e letti quest'anno, sono la dimostrazione che quest'uomo non si chiama King per una casualità del destino. Non sono capolavori, ma sono libri molto buoni e come per Mr Mercedes anche il mio giudizio su Revival è entusiastico. Ancora una volta King cela il male dietro un'apparente normalità: non c'è un orrore che sia visibile agli occhi, ma qualcosa di molto più subdolo, un'ombra che lentamente si allunga sulle vite dei protagonisti fino ad inghiottirle del tutto. Il buio dell'anima, le tenebre che avviluppano la mente: è questo il male più pericoloso, ed è questo che lui ci offre attraverso la storia di Jamie e Charles.
Siamo negli anni sessanta, Jamie sta giocando con i soldatini in un'assolata giornata estiva del New England quando un'ombra copre la sua visuale: è il giovane reverendo Charles Jacob, appena trasferitosi in paese con la famigliola. I due stringono subito amicizia e cominciano a provare simpatia e curiosità l'uno per l'altro. Jacob ha un hobby particolare ed affascinante: costruisce invenzioni che sfruttano l'elettricità. Il ragazzo è incuriosito da Jacob e dalla sua famiglia perfetta, composta da una bellissima moglie che sprizza sensualità nonostante le gonne lunghe fino alla caviglia ed un bambino adorabile soprannominato da tutti “Morrie la Mascotte”.La vita nella piccola comunità scorre tranquillamente fino a quando una terribile tragedia si abbatte sulla famiglia del Reverendo. In seguito egli perderà completamente la fede in Dio e verrà allontanato dalla comunità perché, nonostante l'umana pietas che tutti provano nei suoi confronti , non è più in grado di guidare il gregge di anime che gli era stato affidato. Jamie nel frattempo cresce, sperimenta quella che è la vita di un adolescente normale, (primo amore compreso) e trova la sua strada nella musica rock. Ma come spesso accade il male è dietro l'angolo, pronto ad irretire con i suoi tentacoli chiunque lo sfiori appena. La sua vita adulta scorre via inutilmente seguendo lungo le strade dell'America un numero imprecisato di band musicali, con il cervello ottenebrato da droghe di ogni tipo. Incapace di tenersi un qualsiasi ruolo nei vari gruppi perché sempre più strafatto, arriverà sull'orlo del baratro fino a quando la mano del Reverendo l'aiuterà a trarsi in salvo. E' questo il secondo inizio, da qui in avanti la vita di Jamie e di Jacob sarà legata indissolubilmente a doppio filo. L'ombra si allunga ancora, Jacob sarà sempre più presente. Poi l'ultimo, fatale incontro: Jamie, ormai completamente fuori dal gorgo della droga, verrà messo a conoscenza di un piano terribile e definitivo, l'esperimento massimo su cui Jacob studia e lavora da anni. Questo male strisciante, questa nube tossica che ammorba le loro vite si manifesta in un crescendo continuo e non molla mai la presa, neppure nei momenti più soft in cui la vita di Jamie appare placida e tranquilla, seppur intrisa di una perenne nostalgia. Un altro elemento cardine di questo romanzo è proprio questo, la nostalgia. Un sentimento inespresso che resta sullo sfondo per tutto il tempo, un desiderio struggente di poter riavvolgere la bobina di quel film che giorno dopo giorno viviamo sulla nostra pelle, troppe volte senza poter scegliere. La vita si prende le persone che hai amato, i tuoi anni migliori, quello che avresti potuto essere... e non ti restituisce nulla. La morte è una porta chiusa oltre la quale non possiamo guardare. La linea di confine che non possiamo attraversare. Chi si può arrogare il diritto di chiedere indietro una vita, di restituire il respiro ad un morto se non dio in persona? Come puoi varcare la soglia e tornare indietro senza impazzire? Ci sono forze sconosciute che governano il genere umano da milioni di anni che non devono essere sfidate, e domande che devono restare senza risposta.
King strizza l'occhio alla letteratura horror del passato, omaggiandola attraverso le ambientazioni sinistre, le notti buie e tempestose, fulmini e scariche di elettricità, esperimenti folli e citazioni che richiamano esplicitamente i suoi mentori. Ed è anche un omaggio alla musica, a quel rock che fa parte della vita dell'autore non meno che della mia. Quei pezzi, quel vagabondare “on the road” con la sola compagnia di una Stratocaster, la certezza di come una canzone possa restare legata per sempre ad un ricordo, rievocandolo ad ogni ascolto. C'è una musica in sottofondo che possiamo sentire nitidamente mentre leggiamo, come se fosse trasmessa da un'emittente radiofonica sintonizzata sul nostro passato....

 Titolo: Revival
Autore: Stephen King
Casa Editrice: Sperling & kupfer
Pagine: 469
Traduttore: Arduino G.



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