mercoledì 30 settembre 2015

LE "CINELIBRERIE PIU' FAMOSE" tratto da un articolo di Cristina Prasso (www.illibraio.it)

Le librerie sono luoghi che hanno un fascino irresistibile, noi lo sappiamo bene. Quando il sabato pomeriggio varco la soglia delle mia libreria preferita sono in grado di trascorrere  un'ora intera a curiosare tra i suoi scaffali: perdo letteralmente  la cognizione del tempo, come se fossi sospesa dalla realtà; la mente si svuota, mi rilasso, e provo un sottile piacere difficile da spiegare. Sono sicura di rilasciare endorfine in quel momento, proprio come dopo una lunga corsa. Vi ricordate del film “Colazione da Tiffany”, con Audrey Hepburn e George Peppard? Holly Golightly adorava  aggirarsi con caffè e brioche, alle primi luci del mattino, davanti alla vetrina di Tiffany:  fissava  imbambolata quella  magnifica esposizione di gioielli convinta che in quel posto, avvolto da tanta magica bellezza, nulla di brutto le sarebbe potuto accadere. Era il suo antidoto contro la malinconia. “Io vado pazza per Tiffany: specie in quei giorni in cui mi prendono le paturnie. Le paturnie sono orribili: è come un'improvvisa paura di non si sa che cosa”. Ecco. Le librerie sono le nostre vetrine di Tiffany. Passeggiare su e giù tra le ultime novità, i bestsellers e quell'angolo dimenticato in cui finiscono i libri che nessuno compra mai, è un antidepressivo naturale per quelle giornate un po' storte e il regalo giusto da farci quando sentiamo che abbiamo assolutamente bisogno di prenderci un po' di tempo tutto per noi. Siamo noi quelle strane? Io penso di no. Penso invece che sia una terapia largamente riconosciuta: si da  il caso infatti che il cinema spesso abbia preso in prestito questi luoghi al nostro mondo trasformandole nelle locations  ideali per incontri inaspettati e romantici, o per ambientarvi le scene “clou” della storia. I libri sono magia. Chi legge lo sa.
Questo articolo di Cristina Prasso è comparso qualche mese fa sul magazine on line “IL LIBRAIO”: è un elenco delle librerie newyorkesi che hanno fatto la storia del cinema, rimanendo impresse nella memoria collettiva di ognuno di noi. Dai film di Woody Allen a quelli di Roman Polansky, da C'è Posta per te a Harry ti presento Sally, ecco le  indimenticabili cine-librerie, con una serie di curiosità in proposito tutte da scoprire:

1) Embryo Concepts


Dove: nel Greenwich Village
Appare in: Cenerentola a Parigi (Funny Face, 1957) di Stanley Donen
Commessa: Jo Stockton (Audrey Hepburn)
Frequentata da: Dick Avery (Fred Astaire)
È il luogo in cui: il fotografo di moda Dick Avery (ispirato a Richard Avedon) “scopre” Jo, libraia intellettualissima, e, tra una canzone e un balletto, la fa diventare un nuovo modello femminile, per tutte le donne «cui non interessano i vestiti», dato che «si può essere belle ed erudite insieme».
Esiste davvero? No. La libreria fu interamente ricostruita nei Paramount Studios a Los Angeles. Le sequenze parigine furono invece girate nella capitale francese e la troupe dovette affrontare non poche difficoltà: dalla pioggia continua (e infatti la sceneggiatura venne modificata in questo senso), al fatto che Hepburn avesse imposto di girare lì esclusivamente nel periodo in cui anche suo marito Mel Ferrer si trovava a Parigi (come interprete del film di Jean Renoir Eliana e gli uomini).


2) Gotham Book Mart


Dove: 16, East 46th Street
Appare in: Rosemary’s Baby (1957) di Roman Polanski
Frequentata da: Rosemary Woodhouse (Mia Farrow)
È il luogo in cui: Rosemary va a cercare qualche libro sulla stregoneria e si convince che il marito (Guy, interpretato da John Cassavetes) sia coinvolto nella cospirazione “diabolica” dei loro vicini di casa, i coniugi Minnie e Roman Castevet (Ruth Gordon e Sidney Blackmer).
Esiste davvero? Sì, anche se è stata chiusa nel 2007. Attiva dal 1920 e scelta da Polanski perché meravigliosamente caotica e sottilmente inquietante, questa libreria ‒ su tre piani ‒ è stata frequentata da quasi tutti i più grandi scrittori americani, da John Dos Passos ad Arthur Miller, da Saul Bellow a J. D. Salinger e ad Allen Ginsberg. I duecentomila oggetti che ospitava – non solo libri ma anche stampe, disegni e fotografie – sono stati donati all’University of Pennsylvania dall’anonimo acquirente che li aveva comprati all’asta dopo la chiusura.



3) The shop around the corner / Fox and Sons Book 

Dove: West 69th Street / West 17th Street e 7th Avenue
Appaiono in: C’è posta per te (You’ve Got Mail, 1998) di Nora Ephron
Proprietari: Kathleen Kelly (Meg Ryan) / Joe Fox (Tom Hanks)
Sono i luoghi in cui: si scontrano, idealmente, due diversi modi di pensare la libreria e i libri. Mentre Kathleen punta tutto sul calore e sulla competenza, Joe agisce in modo sfacciatamente “industriale”. Ignari delle loro rispettive identità, i due cominciano una fitta (e tenera) corrispondenza per e-mail e scopriranno di essere acerrimi nemici quando (forse) è ormai troppo tardi…
Esistono davvero? No. Il negozio di Kathleen, The Shop Around The Corner (in omaggio al bellissimo film di Ernst Lubitsch di cui C’è posta per te è il remake), era il Maya Schaper’s Cheese and Antiques Shop, un negozio così amato da Nora Ephron da spingerla a trasformarlo nella libreria del film. Così Ephron mandò la proprietaria in vacanza (pagata), lo modificò e, a riprese concluse, lo riallestì esattamente come prima. Oggi è una lavanderia, La Mode Cleaners.
Il palazzo che ospita Fox and Sons Books esiste ancora, ma ovviamente non ha più nulla della megalibreria di Joe.


4) Shakespeare & Co.


Dove: 2259 Broadway
Appaiono in: Harry ti presento Sally (When Harry Met Sally, 1989) di Rob Reiner
Frequentato da: Harry Burns (Billy Crystal), Sally Albright (Meg Ryan)
È il luogo in cui: «C’è uno che ti guarda dagli scaffali di psicologia», sussurra Marie (Carrie Fisher) a Sally, riferendosi a Harry che sta sbirciando da sopra un libro. Così, dopo cinque anni, Harry e Sally si ritrovano. Entrambi single, entrambi non ancora pronti ad ammettere…la verità.
Esiste davvero? Sì, sebbene sia stata chiusa nel 1996, dopo una strenua lotta durata tre anni contro il “colosso” Barnes & Noble, che aveva aperto una sua libreria a un isolato di distanza (e fu proprio questa lotta che ispirò la sceneggiatrice del film, Nora Ephron, a scrivere C’è posta per te). A New York, rimane comunque ancora attiva la Shakespeare and Co. di Lexington Avenue.


5) Pageant Book & Print Shop


Dove: East 9th Street
Appaiono in: Hannah e le sue sorelle (Hannah and her Sisters, 1986) di Woody Allen
Frequentato da: Lee (Barbara Hershey), Elliot (Michael Caine)
È il luogo in cui: s’incontrano “per caso” Lee ed Elliot, marito di Hannah (Mia Farrow) e sorella di Lee; grazie anche a un libro di poesie di E.E. Cummings, diventano amanti.
Esiste davvero? Sì, ma nel 1999 ha dovuto chiudere per via dell’impennata degli affitti nella zona. È diventato quindi il Pageant Bar and Grill e adesso è il Central Bar. Però la libreria continua la sua attività online.

Non me ne voglia la brava giornalista, però nell'articolo c'è una grave dimenticanza... E la Libreria Rizzoli? Quella dove si incontrano Molly e Frank, ovvero Robert de Niro e Meryl Streep nel film “Innamorarsi”? Avevo trovato un articolo in proposito questa estate, perché questa libreria ha fatto davvero la storia non solo del cinema, ma anche di New York stessa (oltre ad essere un importante simbolo dell'eccellenza italiana). Aggiungo subito due appunti!

Dove: 1133 Broadway, Manhattan.
Appare in : Innamorarsi (Falling in love, 1984) diretto da Ulu Grosbard
Frequentata da : Molly (Meryl Streep) e Frank (Robert de Niro)
E' il luogo in cui: accidentalmente, scontrandosi, Molly e Frank si scambiano i libri che avrebbero dovuto regalare ai rispettivi coniugi. A distanza di tre mesi si incontrano nuovamente in treno. Finiscono col darsi appuntamento sempre più spesso, e durante i loro incontri, nei quali si raccontano le rispettive vite, scoprono di stare bene l'uno in compagnia dell'altro.

Esiste davvero? Sì, e recentemente ha riaperto. Da quando è stata fondata nel 1964, è il terzo cambio di sede, ed ogni volta non ha mai perso il prestigio, anzi. E' stata inaugurata al pubblico il 27 luglio scorso: e pensare che quando chiuse, circa un anno fa, molti credevano avesse tirato giù la serranda definitivamente.
Mai sottovalutare il potere della cultura e delle tradizioni. E dei libri.











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