giovedì 10 dicembre 2015

Coffee break




Prima di partire verso casa, sono tornata alla vetrina del bar e, schermandomi gli occhi, ho gettato uno sguardo all’interno. Ciaran sedeva al bancone, le braccia incrociate e il mento sui polsi, parlava con il barista. Ha sollevato lo sguardo verso di me e mi sono sentita gelare. Mi sono voltata velocemente. Ci sono rocce conficcate tanto in profondità nella terra che, per quanto si scavi, non vedranno mai la superficie. Credo sia paura.
Paura dell’amore.
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C'è chi pensa che l'amore sia la fine della strada, e che se si è abbastanza fortunati da trovarlo ci si ferma lì. Altri dicono che è come un burrone nel quale si precipita. Ma chiunque abbia vissuto almeno un po’ sa che muta con il passare dei giorni, e secondo l'energia che gli si dedica, lo si conserva o ci si aggrappa, oppure lo si perde, ma a volte capita che non sia nemmeno mai stato lì, sin dall'inizio.


Sfogliando "Questo bacio vada al mondo intero", di Colum McCann

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