domenica 10 gennaio 2016

Coffee break




Mi stava osservando attentamente. “Ditemi qualcosa di voi signor Marlowe. Purché non vi dispiaccia naturalmente”.
“Che cosa volete sapere? Sono un investigatore privato autorizzato e faccio questo mestiere da un pezzo. Sono un lupo solitario, non ho moglie, sto arrivando alla quarantina e non sono ricco. Mi hanno messo dentro più di una volta e non mi occupo di divorzi. Mi piacciono i liquori, le donne e il gioco degli scacchi e alcune altre cose. I poliziotti non mi hanno eccessivamente in simpatia, ma ne conosco un paio con i quali vado d’accordo. Sono di origine americana, nato a Santa Rosa: ho perduto entrambi i genitori, non ho fratelli né sorelle e quando, una volta o l’altra, mi faranno la pelle in qualche vicolo scuro, come potrebbe accadere a chiunque nel mio mestiere, e a moltissima gente che faccia altri mestieri o non ne abbia alcuno, di questi tempi, nessun uomo o nessuna donna se ne dispereranno”.
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"Sono romantico, Bernie. Odo voci gridare nella notte e vado a vedere che cosa succede. In questo modo non si guadagna un centesimo. Voi invece avete buon senso; chiudete le finestre e aumentate il volume del televisore.” 
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“Andai in cucina a preparare il caffè... fiumi di caffè. Denso, forte, bollente, spietato, corrotto. Il sangue degli uomini esausti.” 

Sfogliando "Il lungo addio", di Raymond Chandler 

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