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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2016

Incipit - Cronache marziane, di Ray Bradbury

Fino a un istante prima era ancora l’inverno dell’Ohio,le porte chiuse, i vetri alle finestre ricoperti di brina, stalattiti di ghiaccio a frangia d’ogni tetto, bimbi che sciavano sui pendii, massaie dondolanti come grandi orsi neri nelle loro pellicce sulle vie gelate.
E a un tratto una lunga onda tiepida era passata sulla cittadina. Una marea d’aria calda, quasi che qualcuno avesse lasciato aperta la porta di una panetteria. Il calore pulsava tra le casette, i cespugli, i ragazzi. Le stalattiti di ghiaccio si distaccavano, rovinose, e, in frantumi, si scioglievano rapidamente. Le porte si spalancavano. l vetri delle finestre si alzavano impetuosi. l ragazzi buttavano via gli indumenti di lana. Le massaie si spogliavano delle loro pelli d’orso. La neve si scioglieva a mostrare la verde antica prateria dell’ultima estate.
L’estate del razzo. Le parole passavano di bocca in bocca nelle case aperte, bene aerate. L’estate del razzo. La calda aria del deserto che mutava i ghirigori di ghiac…

Coffee break

Ho compiuto 108 anni, Elaine, ne avevo 44 l'anno in cui John Coffey entrò nel miglio verde. Non è stata colpa sua, lui non poteva evitare quel che è successo, era... una forza della natura! Oh, ne ho viste di cose incredibili nella mia vita Ely... Un altro secolo sta per passare ma a me è toccato vedere i miei amici e i miei cari morire nel corso degli anni [...] E tu, Elaine, anche tu morirai e la mia maledizione è sapere che io sarò ancora lì. È la mia espiazione, capisci, la mia punizione per aver lasciato che John Coffey cavalcasse il fulmine, per aver ucciso un miracolo di Dio. Te ne andrai anche tu come tutti gli altri e io dovrò rimanere. Ah, prima o poi morirò, di questo sono sicuro, non mi illudo di essere immortale, ma avrò desiderato la morte prima che la morte mi prenda con sé. In verità... la desidero già adesso. [...] Ci penso quasi tutte le notti mentre sono a letto, e aspetto. Penso a tutte le persone che ho amato e non ci sono più. Penso alla mia bella Jane, a com…

Recensioni spot - I pascoli del cielo, di John Steinbeck - Edizioni Bompiani

Steinbeck non delude mai! E' lo scrittore che amo di più in assoluto...Questo piccolo libricino contiene vere meraviglie. I "Pascoli del Cielo" è il nome di una valle della California, chiamata così per la dolcezza del paesaggio, talmente bello da sembrare quasi divino, e talmente invitante da ispirare nelle persone fiducia nel destino che li ha condotti fino a lì. La suggestiva bellezza della vallata però è solo una cornice che è in aspro contrasto con la vita delle persone che la abitano: uomini e donne con i loro segreti inconfessabili, i loro tormenti, il loro dolore, con la loro follia e la loro straordinaria semplicità. Il libro è composto da dodici capitoli, ma non si svolge come un romanzo vero e proprio, perché non c'è una trama  a tenere uniti i vari "pezzi": ogni vicenda raccontata è a sè, ma tutte sono accomunate dal legame che i protagonisti hanno con quel paesaggio incantato: un'ingannevole replica dell' Eden sulla terra…

Incipit - Il Grande Gatsby, di Francis Scott Fitzgerald - Edizioni Oscar Mondadori

Quand’ero più giovane e indifeso, mio padre mi ha dato un consiglio che ho fatto mio da allora. «Tutte le volte che ti viene da criticare qualcuno», mi ha detto, «ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu». Non ha detto nient’altro, ma siamo sempre stati insolitamente comunicativi in modo riservato, e capii che intendeva molto più di questo. Di conseguenza, tendo a evitare ogni giudizio, un’abitudine che mi ha fatto incontrare molti tipi curiosi e reso vittima di non pochi inveterati scocciatori. La mente anormale è rapida nell’individuare e attaccarsi a questa qualità quando si rivela in una persona normale, e perciò al college sono stato ingiustamente accusato di essere un politicante, perché ero a conoscenza dei dolori segreti di uomini sconosciuti e sfrenati. Molte confidenze non erano cercate – spesso ho finto di dormire, di essere preoccupato, oppure mostravo un’ostile frivolezza quando mi rendevo conto da qualche segno inconfondibile che si …

Coffee break

Al principio della sera, nuvole ad alta quota nella porzione occidentale del cielo, si allinearono in una striscia sottile di giallo, che si addensò col passare delle ore e infine si fece più spessa, mentre un diffuso bagliore aranciato, calava sulle gigantesche creste degli alberi nel parco; le foglie assunsero un caldo color noce, i rami in mezzo alle fronde brillavano di un nero compatto, e l'erba inaridita prese le sfumature del cielo.
Un fauve impegnato in un improbabile ricerca cromatica avrebbe potuto immaginare un paesaggio del genere, specie quando tra cielo e terra esplose una fioritura di rossi, e i tronchi gonfi delle vecchie querce si fecero talmente neri da sembrare blu.                                                   **** Negli anni a venire avrebbe ripensato spesso a quel momento, al percorso lungo il sentiero che tagliava attraverso il querceto e si congiungeva alla strada, dove questa curvava verso il lago e la villa.
Non era in ritardo, ma faceva fatica a rallent…

Recensioni spot - Papà Goriot, di Honoré de Balzac - Oscar Mondadori

Che meravigliosa scoperta è stata Balzac! Mi piace alternare letture moderne con i grandi autori del passato, ma questa volta la differenza di stile l'ho trovata davvero minima: sembra un romanzo scritto appena ieri. Papà Goriot è un grandissimo affresco della società parigina del 1830 e della sua "varietà umana", con personaggi al limite dell'assurdo eppure così  straordinariamente reali. Con poche e sapienti "pennellate" e con l'aiuto di una scrittura fluida, priva di qualsiasi fronzolo letterario tanto utilizzati a quei tempi, Balzac ci regala una caratterizzazione perfetta dei vivaci protagonisti insieme a indimenticabili momenti di ilarità, riflessione, tristezza. Papà Goriot è un uomo schiavo dell'amore insensato che nutre per le figlie, egoiste e viziate, felice solo nella sua totale abnegazione, e ridotto per questo alla povertà e alla solitudine...un amalgama perfetto di tragicità e comicità che non può non entusiasmare, diverti…

Cose da scrittrici - Beethoven's silence, di Sonia Paolini - Edizioni Lettere Animate

Un'altra cosa che ho capito del mondo dei blog "letterari" è che, qualche volta,  si viene contattati da autori emergenti che chiedono un piccolo spazio pubblicità per il loro romanzo d'esordio. Sono molto contenta di regalare un post a una di loro. Prima di tutto perché dalla descrizione che  ne fa l'autrice questo è un romanzo che affronta tematiche difficili e nient'affatto banali, come piacciono a me; in secondo luogo ritengo che chiunque provi a scrivere una storia uscendo dagli stereotipi e dai soliti cliché meriti un'opportunità. Quindi, se nel mio piccolo posso dare una mano, lo faccio volentieri. Pubblico qui di seguito il messaggio con cui l'autrice accompagna il suo libro.
"Gentile Paola buona sera. Mi presento, sono Sonia e, come te, sin da piccola mi sono immersa nei libri e ancora oggi, più che mai, con due lavori da portare avanti ogni giorno, tre figli, un marito e una casa, continuo a leggere e a scrivere senza tregua (solo un p…

Incipit - La bella estate, di Cesare Pavese

A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e traversare la strada, per diventare come matte, e tutto era così bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che qualcosa succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, e magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare camminare fino ai prati e fin dietro le colline. - Siete sane, siete giovani, - dicevano, - siete ragazze, non avete pensieri, si capisce-. Eppure una di loro, quella Tina che era uscita zoppa dall’ospedale e in casa non aveva da mangiare, anche lei rideva per niente, e una sera, trottando dietro gli altri, si era fermata e si era messa a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all’allegria. Ginia, se queste crisi la prendevano, non si faceva accorgere ma accompagnava a casa qualche altra e parlava par- lava, finché non sapevano più cosa dire. Veniva così il momento di lasciarsi, c…

Coffee break

Sentivo l'incombere di uno di quei momenti decisivi che ti cambiano la vita: una di quelle svolte in cui o afferri l'opportunità fugace che ti si presenta o la guardi inerme scivolare via dalle tue mani e ritornare nel nulla. Dunque sapevo, a parte il resto, che dovevo continuare a parlare, anche se non avevo più molto da dire.
                                               ****
Dissi: "Non hai nulla di cui preoccuparti, Fiona. La dottoressa Gillam mi ha spiegato tutto e adesso so. Fatto sta che avevo ragione io. Avevo ragione io e tu avevi torto. Non credo più nel caso. C'è una spiegazione per tutto: e c'è sempre un colpevole. Adesso so perché tu sei qui. Sei qui per colpa di Henry Winshaw. Strano, eh? Eppure lui vuole che tu sia qui perché si rifiuta di pensare che il suo danaro o il danaro della gente come lui si possa usare per impedire che accadano cose come queste. Lapalissiano. E' così semplice, come nei romanzi gialli. Un caso aperto e chiuso. Non ci res…

Partecipo a....sbarazzi e giveaway in corso!

Finalmente sto cominciando a capire qualcosa in più del mondo della blogosfera, soprattutto per quanto riguarda i famosi "giveaway", roba di cui sento parlare da quando mi sono iscritta a blogger senza capire mai un granché di cosa fossero.  Come ho scritto nel mio post di presentazione (che trovate nella sezione "About me") ho deciso di non partecipare a molte iniziative perché non ho il tempo di seguirle tutte. Credetemi, se girate un attimo tra i blog letterari, troverete innumerevoli iniziative, una più invitante dell'altra. Ci si perde la testa! I "giveaway" hanno il pregio di essere poco impegnativi da seguire, e sono un modo piacevole per conoscere blog nuovi ed interessanti. Ma, per l'appunto, sono una valanga!! Per cui devo necessariamente fare una selezione in base ai miei gusti di lettrice. Questo mese partecipo a due eventi: uno ad opera di un nuovo posticino che ho scovato, veramente delizioso, ovvero Last Century Girl (www.lastcentur…

I "B-SIDES" della letteratura. Nuova rubrica! (Forse)

Cosa sono esattamente i “B-sides”? Forse chi è appassionato di musica potrebbe rispondere a questa domanda. La nascita di questo neologismo risale all'invenzione del 45 giri, quando l'unico supporto musicale esistente era rappresentato dal disco in vinile. I 45 giri, a differenza dei 33 giri, potevano contenere due brani ed in genere si incideva il pezzo di lancio sul lato A, mentre il lato B era più un riempitivo che altro. Questa parola , B-side, nell'epoca del digitale ha perso il suo significato ma è rimasta comunque nel linguaggio gergale ad identificare la parte meno significativa di un certo “qualcosa”. Cosa capitava poi, nella realtà, quando veniva lanciato sul mercato il brano di punta con un 45 giri che conteneva una doppia possibilità di ascolto? Spesso il pezzo contenuto nel lato B anziché limitarsi ad essere un supporto diventava una grande hits, addirittura ancora più popolare di quello principale. Un esempio emblematico è quello dei Beatles, che lan…

Recensioni spot - Il cacciatore di aquiloni, di Khaled Hosseini - Edizioni Piemme

La recensione non è recente, perché è passato un pò di tempo da quando lessi questo romanzo. Ma secondo me vale la pena riproporlo, dato che si tratta di una lettura che merita davvero il nostro tempo e i nostri soldi. Che fortunatamente, se lo si acquista ora, saranno davvero pochi. Ormai si trova in edizioni economiche e a prezzi "da mercatino". Per cui, se durante i vostri bibliotours vi imbattete in questo volumetto, non esitate a comprarlo: vi aprirà gli occhi su una realtà a noi sconosciuta, ed impareremo a comprendere meglio  un Paese e un popolo che è stato letteralmente annullato nella sua identità da vicende storiche violente e dolorose. Per quanto mi riguarda non lo acquistai appena uscito, ma parecchi mesi dopo. Quando un libro riscuote così tanto successo io di solito vado contro la massa, scegliendo altre letture. Era sorta in me quasi una specie di "antipatia" nei confronti di questo romanzo tanto osannato e così per un bel pò durante i miei pelleg…

Incipit - Il Suggeritore, di Donato Carrisi - Edizioni Longanesi

La grande falena lo portava, muovendosi a memoria nella notte. Vibrava le sue ali polverose, schivando l’agguato delle montagne, quiete come giganti addormentati spalla a spalla.
Sopra di loro, un cielo di velluto. Sotto, il bosco. Fittissimo.
Il pilota si voltò verso il passeggero e indicò davanti a sé un enorme buco bianco al suolo simile alla gola luminosa di un vulcano.
L’elicottero virò in quella direzione.
Atterrarono dopo sette minuti in una banchina della statale.
La strada era chiusa e l’area presidiata dalla polizia. Un uomo dal vestito blu andò ad accogliere il passeggero fino sotto le eliche, trattenendo a stento un’imbizzarrita cravatta.
«Benvenuto dottore, la stavamo aspettando», ad alta voce, per sovrastare il rumore dei rotori.
Goran Gavila non rispose.
L’agente speciale Stern continuò: «Venga, le spiegherò strada facendo».

Coffee break

Era la loro ora più bella: come se di risvegli simili ne avessero vissuti insieme già tanti.E invece, per quanto sembrasse incredibile, era solo la seconda volta che si svegliavano così,l'uno accanto all'altro nello stesso letto, in una intimità carnale che dava loro l'impressione di essere amanti da sempre.
                                                                       ***
Alla lunga, quella marcia silenziosa nella notte andava assumendo l'andatura solenne di una marcia nuziale, e se ne rendevano conto tutti e due, non come due amanti ma come due esseri che dopo aver vagato a lungo nella solitudine avessero finalmente ottenuto la grazia insperata di un contatto umano. Anzi, non erano neanche più un uomo e una donna. Erano solo due creature, due creature che avevano bisogno l'una dell'altra.


                                                                       ***

Lui la guardò. Era ancora senza trucco, senza alcun segno di civetteria, indifferente a quella…

Recensioni spot - Per chi suona la campana, di Ernest Hemingway - Edizioni Oscar Mondadori

Questo è stato il primo romanzo di Hemingway che ho letto. Ho aspettato tanto a leggerlo pur essendo nella libreria di mia madre da almeno vent'anni... Non so perché ho sempre aggirato quel volume, preferendo altre letture. Probabilmente lo ritenevo una lettura troppo adulta ed impegnativa, cosa che in effetti è. Hemingway è un autore da scoprire con la maturità, letto da giovani non  si comprende. Come racconta Guccini nella sua bellissima canzone "Incontro", due ex amanti  si rincontrano nella stessa città dopo dieci anni scoprendo nella ritualità degli stessi gesti di allora un qualcosa di profondamente diverso e nuovo, più maturo e sconosciuto all'altro, come "la scoperta" di Hemingway, che segna inevitabilmente il passaggio dalla gioventù ad una diversa fase della vita. Un passaggio intriso di nostaglia, che li lascia nuovamente soli, e un po' più infelici. Non poteva che essere Hemingway lo scrittore simbolo di questa malinconia del diventare adul…

Recensioni spot - Gli anni difficili, di Almudena Grandes - Edizioni Guanda

Non avevo mai letto nessun libro della Grandes, e scelsi proprio questo romanzo grazie alle ottime recensioni che trovai su "Anobii". All'inizio ero un pò scettica ed ho impiegato un pò di tempo prima di riuscire a capirne e ad apprezzarne lo stile, così denso e fitto, ma una volta entrata nel suo mondo ne sono stata sopraffatta. Sono stata annientata dalla quantità di parole, dall'intensità con cui mette a nudo l'amore senza mai banalizzarlo, dall'abilità con cui riesce a commuovere mentre ci mette di fronte a sentimenti orribili. Sono stata schiacciata dall'umanità dei suoi personaggi imperfetti e pieni di contraddizioni, da Juan, Sara, Alfonso, Charo, Maribel, Andrès e Tamara. Un pugno di esseri umani sopravvissuti alla vita che in qualche modo riescono a ritrovare una strada da percorrere, scegliendosi e amandosi, al di là dei segreti che ognuno porta con se.
Un breve estratto: Da quando viveva nella casa sulla spiaggia, aveva pianto solo tr…

Incipit - Moby Dick, di Herman Melville

Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa - non importa quanti esattamente - avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m'interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. E' un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione. Ogni volta che m'accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell'anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto. Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola. Con un bel gesto filosofico Catone si getta sulla spada: io cheto…