sabato 20 febbraio 2016

Coffee break


Al principio della sera, nuvole ad alta quota nella porzione occidentale del cielo, si allinearono in una striscia sottile di giallo, che si addensò col passare delle ore e infine si fece più spessa, mentre un diffuso bagliore aranciato, calava sulle gigantesche creste degli alberi nel parco; le foglie assunsero un caldo color noce, i rami in mezzo alle fronde brillavano di un nero compatto, e l'erba inaridita prese le sfumature del cielo.
Un fauve impegnato in un improbabile ricerca cromatica avrebbe potuto immaginare un paesaggio del genere, specie quando tra cielo e terra esplose una fioritura di rossi, e i tronchi gonfi delle vecchie querce si fecero talmente neri da sembrare blu.
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Negli anni a venire avrebbe ripensato spesso a quel momento, al percorso lungo il sentiero che tagliava attraverso il querceto e si congiungeva alla strada, dove questa curvava verso il lago e la villa.
Non era in ritardo, ma faceva fatica a rallentare l'andatura. L'intensità di quei pochi minuti raccoglieva molteplici piaceri immediati e altri meno vicini. [...]
A incrementare la sua felicità contribuivano altre risorse: una certa soddisfazione ancora gli derivava dagli esiti degli esami (i migliori di quell'anno, gli avevano detto), la conferma della volontà di Jack Tallis di continuare ad aiutarlo economicamente, e la novità dell'avventura che lo aspettava, altro che esilio, all'improvviso ne fu certissimo, perché il suo progetto di studiare medicina era giusto e lodevole.
Non avrebbe saputo spiegare in termini logici tanto ottimismo: era felice, e pertanto destinato al successo.
Una parola conteneva tutto ciò che lo agitava interiormente, e chiariva la ragione per cui in seguito sarebbe tornato con insistenza su quel momento. Libertà. Nella vita e nel corpo.
                                           
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Attraverso la stoffa della giubba, tastò il gonfiore delle lettere di lei. Ti aspetterò. Torna da me. Non che quelle parole avessero perso significato, ma non lo toccavano più. Il concetto era chiarissimo: una persona in attesa di un'altra era come una somma aritmetica, e altrettanto priva di calore. L'attesa. Semplicemente una persona inerte nel tempo, e un'altra in progressivo avvicinamento. Attesa era una parola forte. La sentiva premere sulla palandrana, schiacciandolo. In quella cantina, sulla spiaggia, tutti aspettavano. Cecilia lo aspettava, d'accordo, e poi? Si sforzò di far pronunciare a lei quelle parole, ma era la sua voce che sentiva appena sotto il battito di cuore. Di lei, non ricordava nemmeno più la faccia.


Sfogliando "Espiazione", di Ian McEwan

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