mercoledì 10 febbraio 2016

Recensioni spot - Il cacciatore di aquiloni, di Khaled Hosseini - Edizioni Piemme



La recensione non è recente, perché è passato un pò di tempo da quando lessi questo romanzo. Ma secondo me vale la pena riproporlo, dato che si tratta di una lettura che merita davvero il nostro tempo e i nostri soldi. Che fortunatamente, se lo si acquista ora, saranno davvero pochi. Ormai si trova in edizioni economiche e a prezzi "da mercatino". Per cui, se durante i vostri bibliotours vi imbattete in questo volumetto, non esitate a comprarlo: vi aprirà gli occhi su una realtà a noi sconosciuta, ed impareremo a comprendere meglio  un Paese e un popolo che è stato letteralmente annullato nella sua identità da vicende storiche violente e dolorose.
Per quanto mi riguarda non lo acquistai appena uscito, ma parecchi mesi dopo. Quando un libro riscuote così tanto successo io di solito vado contro la massa, scegliendo altre letture. Era sorta in me quasi una specie di "antipatia" nei confronti di questo romanzo tanto osannato e così per un bel pò durante i miei pellegrinaggi in libreria l'ho decisamente snobbato. Poi un giorno, mentre ero al supermercato, è finito nel carrello della spesa. E mi ha catturato dalla prima riga. Non sarà un capolavoro di letteratura, ma racconta con uno stile impeccabile una storia meravigliosa, toccante, lontana anni luce dalla nostra cultura. Questo romanzo ha un grande merito, quello di aver fatto conoscere a noi occidentali la storia di un paese martoriato da anni di fanatismi religiosi, guerre, occupazioni straniere, attraverso la nostalgia e il dolore di uomini che quel paese lo hanno amato profondamente. Per me, come credo per tanti altri, l'Afghanistan è sempre stato solo sinonimo di terrore e inciviltà. Un luogo dove l'essere umano non è più tale, un paese senza infanzia, senza diritti, senza passato. Hosseini ha restituito al popolo Afghano radici e dignità e anche solo per questo varrebbe la pena di leggere il suo romanzo.

Un breve estratto: 

Kabul era diventata una città di spettri per me. Di spettri con il labbro leporino. L'America era diversa. L'America era un fiume che scorreva tumultuoso, immemore del passato. Potevo immergermi in questo fiume lasciando che i miei peccati venissero trascinati verso il fondo, lasciandomi trasportare lontano. In qualche luogo senza spettri, senza ricordi, senza peccati. Se non altro, almeno per questo io abbracciai l'America.

 Titolo: Il Cacciatore di aquiloni
 Autore: Khaled Hosseini
 Casa Editrice: Piemme
 Pagine: 362

4 commenti:

  1. Bello, commovente, poetico. Sottoscrivo ogni tua parola!

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    1. Hai letto il seguito, Mille splendidi soli? IO no ma credo sia giunto il momento di leggerlo!

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  2. Il seguito non l'ho letto ma quanto mi ha fatto piangere questo libro!

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    1. E' stato emozionante come pochi altri....E, cosa da non sottovalutare, nella sua semplicità è molto istruttivo. Leggere aiuta a comprendere, e togliendoci un po di ingoranza ci rende persone migliori...

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