sabato 26 marzo 2016

Coffee break




Entrò nel bar un barbone, che si mise a fissare il gruppetto dall'altra parte della sala. Frank fece quello che faceva con tutti gli stranieri: si avvicinò all'uomo, che aveva evidente bisogno di un goccetto, e gli diede una pacca sulla schiena. "Stammi bene a sentire, vecchio. Se indovini qual è l'occhio di vetro, ti offro da bere."
Gli amici risero, perché era impossibile distinguere l'occhio vero da quello falso, ma il vecchio lo guardò e senza battere ciglio rispose. "Il sinistro."
Gli amici risero ancora più forte e Frank, pur essendo rimasto colpito, pensò che il vecchio avesse avuto fortuna e gettò mezzo dollaro sul banco.
Il barista guardò gli uomini andarsene, poi si rivolse al vecchio. "Che cosa prende?"
"Whisky."
Gli riempì un bicchiere. "Ehi, come ha fatto a capire quale era l'occhio di vetro?"
Il vecchio bevve il whisky e rispose: "È stato facile. Aveva uno sguardo più umano."

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E perchè, quando gli uomini volevano umiliare gli altri uomini, li chiamavano donnicciole? Come se fosse la cosa peggiore del mondo. Che cosa abbiamo fatto per esssere considerate in questo modo? Per essere chiamate vacche? La gente non insultava più i negri, almeno non in faccia. Gli italiani non erano più chiamati cani e, conversando tra loro, le persone non chiamavano più musi gialli gli orientali, o figli di Giuda gli ebrei. Tutti avevano un gruppo che protestava per loro e li difendeva. Solo le donne venivano ancora mortificate dagli uomini. Perchè? Dov'era il loro gruppo? 
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 Si, la vita era una cosa meravigliosa: donne, discorsi importanti, alta sovranità, i diritti della gente di colore, i diritti della gente di strada, le acque di Colonia per uomo, le donne con gli abiti di satin color pesca o ricoperte di lame' fino a terra, bombette e cappotti con il collo di pelliccia porpora, marrone o verde, donne color della pece che ti davano la buonanotte con un bacio, sigari arrivati da Cuba, un vecchio orologio da taschino che non mancava mai di fare colpo quando veniva estratto dal panciotto, i bei momenti nei locali notturni.   

Sfogliando "Pomodori verdi fritti", di Fannie Flagg                                           

3 commenti:

  1. La Flagg l' adoroooo!!! Pomodori verdi fritti mi manca ma se ti posso consigliare un' altro suo libro, devi assolutamente leggere Voli acrobatici e pattini a rotelle, semplicemente meraviglioso!

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    1. La Flagg è fantastica, anche io la amo! Voli acrobatici l'ho letto, mi è piaciuto davvero molto, qui sul mio blog trovi la recensione se ti va di leggerla...Dato che la versione che ho letto di Pomodori verdi fritti era delle biblioteca, ora cerco un'edizione da comprare, l'ho vista girando tra i vari blog ma non mi viene in mente di che casa editrice è..ha una copertina semplicemente fantastica, molto vintage...se a qualcuno di voi viene in mente che edizione sia me lo scriva!! Grazie :-)

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    2. Sonzogno?????? Io pure adoro la Flagg. Tengo per quando sarò triste In piedi sull'arcobaleno. Mi hanno detto che ne è appena uscito uno nuovo. Sarà mio.
      Ciao da lea

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