giovedì 24 marzo 2016

Recensioni spot: La Camera azzurra, di Georges Simenon - Edizioni Gli Adelphi



"La camera azzurra" è stato il mio primo felice incontro con quell'altro Simenon, quello  che non scrive di Maigret. Un romanzo perfetto, doloroso, introspettivo. Una scrittura asciutta e diretta, priva di fioriture letterarie, che scorre fluida e avvolgente mentre un pò alla volta accompagna il lettore nelle profondità torbide di un amore extraconiugale incomprensibile, folle, distruttivo. Pochi intensi personaggi, rarissime ambientazioni esterne, dialoghi essenziali.
"Se io mi ritrovassi libera... faresti in modo di renderti libero anche tu?"  Andrée si rivolge così al suo amante, poco dopo aver fatto l'amore con lui.  Ed è così che ha inizio il dramma  che stravolgerà l'esistenza di Tony . La sua placida vita familiare nasconde  una trama nera di sentimenti guastati, di dolore, e di una passione rovente che illumina come una lama di luce la  camera azzurra dei due amanti. La loro camera.
Simenon è un acuto osservatore della psicologia umana: il suo modo di narrare l'amore coniugale non ha veli.  Due amanti, due omicidi, due colpevoli..una  vicenda in sé  piuttosto solita e banale, allora (siamo negli anni 60) come oggi. Quello che invece da spessore al romanzo è la particolare tecnica narrativa che utilizza piani temporali differenti, su cui il lettore viene continuamente spostato, e  la bravura di Simenon, che scandaglia come nessuno le anime torbide, portando alla luce gli aspetti più deleteri dell'amore. Mentre il passato dell'omicida viene ricostruito dalla magistratura egli si accorge che la fase istruttoria  ha modificato il senso della sua stessa esistenza: di quello che è successo, delle sue parole, dei suoi pensieri. L'unica cosa che mantiene inalterata è il dato di fatto: l'assassinio.
“Tony percepiva confusamente una verità che era incapace di esprimere, una verità che aveva a che fare – o almeno così gli pareva – con le frasi pronunciate il 2 agosto, quel famoso 2 agosto che lui aveva vissuto a cuor leggero, senza pensare che se ne sarebbe parlato tanto e che i giornali vi avrebbero imbastito sopra titoli a più colonne.
Il cronista di un noto quotidiano parigini aveva persino inventato una formula destinata a essere ripresa da tutti i suoi colleghi: Gli amanti sfrenati.
– Ti piacerebbe passare con me tutto il resto della tua vita?
E Tony aveva risposto: – Certo.
Parole che lui stesso aveva riferito al giudice. Ma quello che contava era il tono, e lui le aveva pronunciate senza crederci. Non era una cosa reale. Non c’era niente di reale nella camera azzurra. O piuttosto si trattava di una realtà diversa, impossibile da comprendere altrove.
Aveva cercato di spiegarlo allo psichiatra, e sul momento Bigot sembrava capire, ma poco dopo gli faceva qualche domanda o qualche osservazione che dimostravano come invece non avesse capito proprio niente.
Se Tony avesse avuto intenzione di vivere con lei, non avrebbe detto: – Certo.

Titolo: La Camera Azzurra
Autore: Georges Simenon
Anno di pubblicazione: 2008
Casa Editrice: Gli Adelphi
Pagine: 153












4 commenti:

  1. Ciao Paola, già da tempo ho adocchiato questo romanzo e dopo la tua recensione ci faccio un pensierino. Rosa

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    1. È un romanzo insolito per chi conosce il Simenon di Maigret ma penso sinceramente che sia tra i suoi lavori più belli. Intenso come pochi.

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  2. La recensione è molto bella, ma ancora non è il mio momento per Simenon. Ho letto l'uomo che guardava i treni passare e pur avendone riconosciuto la bellezza, ho bisogno ancora (alla mia età) di provare empatia per i personaggi.
    Un saluto da Lea

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    1. Hai ragione Lea, per affrontare certe letture ci vuole un po di bagaglio alle spalle, il rischio è quello di non comprendere e di destare i protagonisti di questa rappresentazione umana, talmente vera da fare male....

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