giovedì 7 aprile 2016

Explicit: noi lettori sappiamo cosa sono?



Lo confesso: io, cosa fosse un EXPLICIT, fino a poco tempo fa lo ignoravo completamente. Un giorno, cercando un incipit che mi aveva particolaremente colpito (quello de "Le città invisibili") ho trovato anche il suo....explicit. Ovvero, la sua "chiusa", come diremmo in italiano. La frase finale, quella stampata sull'ultima pagina, quella che dovrebbe essere così bella ed evocativa da racchiudere in  poche parole tutto quello che di buono il libro ci ha lasciato. Il finale ha la sua importanza, l'ho realizzato soltanto nel momento in cui ho letto, uno dopo l'altro, l'incipit e l'explict del romanzo di Calvino: parti opposte di un contorno perfetto, come l'orlo di un vestito  cucito su misura da un bravo sarto. Avrò letto più di 500 explicit in vita mia, eppure non mi ero mai soffermata a pensare al ruolo importante che hanno nella struttura di un romanzo. Questo perché, diciamocelo, il suo ruolo rispetto all'incipit è molto più in ombra e, se vogliamo, anche scomodo. Si tratta pur sempre di mettere la parola fine a qualcosa che, almeno in teoria, dovrebbe essere stato piacevole. L'incipit è fondamentale perché in poche righe deve riuscire a catturare l'attenzione del lettore, deve convincerlo che si tratterà di un buon libro  e deve stamparsi nella nostra memoria. Perché sarà  lui, l'attacco, il pezzo che più di tutti  verrà ricordato a distanza di anni ( se l'autore ha fatto bene il suo lavoro). Ancora oggi, ad esempio, ricordo a memoria l'incipit di Orgoglio e Pregiudizio e di Anna Karenina. Ma l'explicit? L'explicit tanto per cominciare non è prerogativa di tutti: quanti lettori di passaggio cominciano libri senza finire di leggerli? Sono solo gli appassionati che riescono a godere della parola fine; i lettori occasionali, quelli distratti e svogliati si perdono per strada molto prima. In mezzo a questi due opposti c'è anche quella strana tipologia di lettori (come mia zia, ad esmpio) che quando si stufano di un libro, per motivi che nemmeno loro sanno, prima di riporlo sullo scaffale della libreria vanno dritti all'ultima pagina per sapere come finisce, tanto per togliersi la curiosità. Per questi lettori particolarmente pigri l'explicit non ha nessun senso e rimane una frase come un'altra, svuotata di tutto il suo significato. Per tutti gli altri, ovvero per  quelli come me che leggono per il puro piacere di farlo, una "chiusa" che ri rispetti deve sapermi accompagnare verso l'uscita con fermezza,  lasciandomi al tempo stesso una sottile malinconia. Quella sensazione strana, quel misto di dispiacere e di dolcezza che avvertiamo tutte le volte che qualcosa di bello sta per finire, scivolando lentamente nel passato. Deve essere un collante di ricordi, deve contenere in sè il significato di tutta la  storia che ha alle spalle, deve essere il saluto dopo un incontro che mi ha soddisfatto appieno. In effetti, pensandoci bene, non deve essere affatto facile scrivere un buon explicit: sono stati tanti i finali che non mi sono piaciuti perché li ho trovati frettolosi ed inconcludenti, non all'altezza del libro. E' uno scivolone piuttosto comune quello del finale insipido, succede anche ai migliori. 
Mentre riflettevo sugli explicit e sulla loro funzione, ho preso in mano qualche libro a caso dalla libreria ed ho cominciato a leggerne il finale, giusto le ultime cinque o sei righe. Possono avere un loro perché, estrapolati dal loro contesto? Possono offrire spunti di riflessione, regalare piacere a prescindere da tutto il resto, o ancora meglio suscitare in chi lo legge il desiderio di conoscere la storia da cui hanno avuto origine? In fondo l'explicit potrebbe avere un fascino tutto suo. 
Io ci provo. Ogni lunedì scrivo un incipit che segna l'inizio, ogni venerdì scriverò un explicit che segnerà la fine: della settimana lavorativa, scolastica, degli impegni quotidiani. L'inizio e la fine. Nei libri come nella vita.



6 commenti:

  1. Sapevo cosa fossero gli incipit... ma nemmeno io avevo mai sentito parlare degli explicit, ora grazie a te lo so :) effettivamente si parla tanto dell'inizio ma mai della fine, forse per paura degli spoiler

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    1. Si, probabilmente è così. Però se prendi solo le ultime righe, non ti svelano praticamente nulla. Ho scoperto che diversi lettori prima di acquistare un libro leggono proprio le ultime righe....Interessante abitudine! Da parte mia prometto di pubblicare explicit senza spoilerare!

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  2. Io leggo sempre le ultime righe...sono come Sally del film (indovina quale!). Se il libro ha più di 600 pagine leggo tutta la pagina finale, gialli esclusi (se resisto).
    Un saluto da Lea

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    1. Grazie a questo post sto scoprendo cose fantastiche sul mondo dei lettori, cose che voi umani....:-)

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  3. Guarda come ogni giorno si imparano cose nuove... :) Nuova follower! :D

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    1. Grazie per la visita e per esserti unita ai lettori :-)

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