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Visualizzazione dei post da Maggio, 2016

Cose da scrittrici: Lieberstraume, di Daniela Iannone - Edizioni Gruppo Albatros I Fili

Oggi vi voglio segnalare il nuovo libro della scrittrice emergenteDaniela Iannone, che mi ha contattata  chiedendomi gentilmente un po' di pubblicità per il suo nuovo lavoro. Ha già all'attivo un altro  romanzo, "IL VELENO DEI SANTI", edizioni "GRUPPO ALBATROS IL FILO". Mi ha incuriosito molto la sinossi che pubblico qui di seguito: amo i gialli, soprattutto quelli ambientati in Italia. E amo soprattutto l'idea di poter dare un piccolo aiuto a tutti coloro (giovani e meno giovani) che provano a cimentarsi con la scrittura, cercando di ritagliarsi uno spazio in un mondo in cui emergere è ancora troppo difficile.
SINOSSI:
La fitta coltre di nebbia che impediva di vedere il cielo, a qualsiasi ora del giorno, era davvero insolita. C'era chi lavorava tutto il giorno in miniera e quindi non ci faceva caso, chi scrollava le spalle non curandosene e c'era una vecchina che con le sue carte aveva letto che il colore che l'aria aveva da un mese fosse se…

Incipit: la ragazza di Bube, di Carlo Cassola

Mara sbadigliò. Era una bella noia essere costretta a stare in casa per colpa del fratello! Le venne in mente che avrebbe potuto lo stesso andarsene fuori: Vinicio si sarebbe messo a strillare, e poi la sera lo avrebbe raccontato alla madre; ma lei avrebbe potuto sempre dire che non era vero. E, dopo, gliele avrebbe anche date, a Vinicio.
Le piacque talmente l'idea che le venne una gran voglia di farlo. Ma poi indugiò a guardarsi nello specchio ovale del cassettone. Si mise le mani sotto i capelli, per vedere come sarebbe stata se li avesse avuti gonfi. Il vetro era scheggiato per traverso, sì che non ci si poteva specchiar bene: la faccia non entrava tutta.

Coffee break

A questo punto, per quanto mi riguardava, le 42.500 miglia di autostrade larghe e dritte potevano anche andare all'inferno; io preferivo viaggiare sui tre milioni di miglia costituiti dalle strade rurali americane, strette, tortuose e a due sole carreggiate, quelle cioè che portano a Podunk e Toonerville, tra i campi, i boschi, i piccoli borghi, gli stagni, le stazioncine sperdute, i punti-panoramici-della-strada e i paesini che "se ti distrai un attimo li hai già superati". In quei posti dove viene da dirsi: "Mio Dio! Pensa se vivessi qui!" Nel bel mezzo del Nulla
                                                                       *** Etimologia: curioso - stessa radice di cura - una volta significava "colui che osserva con cura", attentamente. Forse il tonico della curiosità potrebbe contrastare la sensazione paralizzante che la vita si muova inesorabile verso l'assurdo. Assurdo, peraltro, deriva da una parola latina che significa "sord…

Explicit - Le città invisibili, di Italo Calvino

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

Recensioni: Un incantevole aprile, di Elizabeth Von Armin - Edizioni Bollati Boringhieri

Prima di recensire il romanzo mi piacerebbe fare una piccola digressione sull'autrice, Elizabeth Von Armin. Non sono solita a parlare degli autori che leggo, ma comincio a pensare che invece sarebbe interessante dedicare loro qualche riga: capita spesso di imbattersi in curiosi aneddoti, spesso strettamente collegati ai romanzi a cui danno vita. E' proprio questo il caso della nostra autrice, il cui vero nome è Mary Annette Beauchamp. Nacque nel 1866 a Sidney, in Australia, da una famiglia borghese: fu una donna audace per quei tempi, si sposò due volte ( prima con un conte tedesco, poi con un duca inglese), ebbe un certo numero di amanti e cinque figli che le diedero ben poche soddisfazoni. Era affascinante, colta, intelligente ed ironica e per questo piaceva molto agli uomini. Scrisse ben 21 romanzi, il primo dei quali,“Il giardino di Elizabeth”, edito nel 1898,divenne subito un “best seller” che superò di gran lunga le vendite degli autori (maschi) che in quegli anni andav…

Incipit - Novecento

Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa... e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire... Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi... Eppure c'era sempre uno, uno solo, uno che per primo... la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte... magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni... alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare... e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov'era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l'America. Poi rimaneva lì, immobile come se avesse dovuto entrare in una fotografia, con la faccia di uno che l'aveva fatta lui, l'America. La sera, dopo il lavoro, e le domeniche, si era fatto aiutare dal cognato, muratore, brava persona... prima aveva in mente qualcosa in c…

Coffee break

Lo splendore dell'aprile italiano era ai suoi piedi. Il sole la inondava di luce e il mare giaceva addormentato, muovendosi debolmente. Al di là della baia, anche le incantevoli montagne, dai colori squisitamente variegati, erano addormentate nella luce; e sotto la sua finestra, in fondo al pendio erboso costellato di fiori dal quale si ergevano le mura del castello, un grande cipresso si stagliava come un'enorme spada nera contro le tenui sfumature azzurre, violette e rosa delle montagne e del mare.
Restò a bocca aperta. Una simile bellezza… e lei lì ad ammirarla. Una simile bellezza… e lei lì, viva, a parteciparne. Il suo volto era immerso nella luce. Profumi deliziosi salivano alla finestra e l'accarezzavano, una brezza leggera le sollevava dolcemente i capelli. Laggiù nella baia un gruppo di barche da pesca quasi immobili stavano sospese sul mare calmo, come uno stormo di uccelli bianchi. Che meraviglia, che splendore! Non essere morta prima… aver avuto la possibilità…

Explicit: Espiazione, di Ian McEwan

Ho osservato il primo chiarore grigio rivelare i contorni del parco e dei ponti sul lago che non c’è più. E del viale lungo e stretto sul quale portarono via Robbie, nella luce bianca. Mi piace pensare che non sia debolezza né desiderio di fuga, ma un ultimo gesto di cortesia, una presa di posizione contro la dimenticanza e l’angoscia, permettere ai miei amanti di sopravvivere e vederli riuniti alla fine. Ho regalato loro la felicità, ma non sono stata tanto opportunista da consentire che mi perdonassero, non proprio, non ancora. E se avessi il potere di evocare la loro presenza alla mia festa di compleanno… Robbie e Cecilia, ancora vivi, ancora innamorati, seduti accanto in biblioteca, a sorridere delle Disavventure di Arabella? Non è escluso. Ora basta però, devo dormire.

Liebster Award 2016. Discover new blogs.

Dal momento che il mio blog è attivo solo dall'estate scorsa, mi ero persa il Liebster Award. Ho scoperto che esiste da un po', e consiste in un premio-tag che permette ai vari blog di farsi conoscere. Quest'anno l'obiettivo è quello di dare spazio ai blog piccolino come il mio, che hanno meno di 200 follower. Non partecipo sempre ai book tag per motivi di tempo, però a questo non ho voluto rinunciare. Mi piace molto come è strutturato, inoltre da la possibilità di parlare un po' di se e della propria casa virtuale in modo simpatico e (credo) non noioso. Insomma, ogni tanto un po di pubblicità ci vuole!  Partiamo dunque con le regole: 
1)Ringraziare chi ci ha premiato
Ringrazio per avermi nominato Roberta del blog La libreria di Tessa: andate a curiosare, se ancora non lo conoscete. Seguo il suo blog sempre molto volentieri, abbiamo gusti affini in fatto di letture e credo anche caratterialmente, almeno da quanto traspare attraverso ciò che scrive. Se volete farvi u…

Incipit - Mucho Mojo, di Joe R. Lansdale

Era luglio e faceva caldo e io stavo interrando piantine e l’idea dell’omicidio manco mi passava per l’anticamera del cervello.
Tutti i lavori da roseto sono brutti, tipo fare innesti, o scavare, ma interrare è un lavoro buono per i peccatori all’inferno.
È nel pieno dell’estate che bisogna farlo. Funziona così: ti danno questa manciata di piantine e tu le prendi e sospiri e ti giri a guardare tutto il roseto, che va da dove ti trovi tu a un qualche posto a est della Cina, e ti rimbocchi le maniche, e ti chini, e infili le piantine nei filari, un po’ distanziate. Non ti tiri più su se proprio non ci sei costretto, perché altrimenti non finirai mai. Tieni la schiena piegata e continui a interrare, seguendo il filare polveroso, sperando che prima o poi riuscirai a dare un taglio alla tortura, anche se pare che non succeda mai, e ovviamente il sole del Texas dell’Est, che alle dieci e mezzo di mattina è come una piaga infetta che lascia colare pus fuso, non migliora le cose.

Ebook? No, grazie. Ecco perché!

Forse è perchè in fondo sono un po' retrò. Forse è perché se un libro non lo vedo posizionato in casa da qualche parte, mi sembra di non possederlo veramente. Non è solo un fatto sentimentale, una mania  o  il semplice desiderio a farmi sempre optare per questa soluzione. Ho analizzato la questione obiettivamente e sono giunta alla conclusione che le mie motivazioni sono reali, e  fanno tutte assolutamente parte della mia natura. Quindi non c'è modo di farmi cambiare idea. Ma quali sono questi motivi? 1) Lavoro tutto il giorno al PC. Otto ore allo schermo sono tante, sono troppe, mi stancano increbilmente gli occhi e la mente al punto che spesso quando torno a casa la sera anche guardare un po' di TV per me è un supplizio. Non ne posso più di schermi illuminati, voglio la quiete domestica con le sue luci naturali. Quando sono sola  spesso cucino con lo stereo acceso, mentre la minestra sobbolle sfoglio qualche pagina di libro, oppure una rivista di moda. Ma la tv spesso res…

Incipit - Tokyo Blues (Norwegian wood)

Avevo trentasette anni, ed ero seduto a bordo di un Boeing 747. Il gigantesco velivolo aveva cominciato la discesa attraverso densi strati di nubi piovose, e dopo poco sarebbe atterrato all’aeroporto di Amburgo. La fredda pioggia di novembre tingeva di scuro la terra trasformando tutta la scena, con i meccanici negli impermeabili, le bandiere issate sugli anonimi edifici dell’aeroporto e l’insegna pubblicitaria della Bmw, in un tetro paesaggio di scuola fiamminga. È proprio vero: sono di nuovo in Germania, pensai.  Quando l’aereo ebbe completato l’attcrraggio, la scritta “Vietato fumare” si spense e dagli altoparlanti sul soffitto cominciò a diffondersi a basso volume una musica di sottofondo.
Era Norwegian Wood dei Beatles in una annacquata versione orchestrale. E come sempre mi bastò riconoscerne la melodia per sentirmi turbato.
Anzi, questa volta ne fui agitato e sconvolto come non mi era mai accaduto.
Nel tentativo di calmarmi, mi piegai coprendomi la faccia con le mani e restai as…

Explicit - Cent'anni di solitudine, di Gabriel Garcia Marquez

...Allora saltò oltre per precorrere le predizioni e appurare la data e le circostanze della sua morte. Tuttavia, prima di arrivare al verso finale, aveva già compreso che non sarebbe mai più uscito da quella stanza, perché era previsto che la città degli specchi (o degli specchietti) sarebbe stata spianata dal vento e bandita dalla memoria degli uomini nell’istante in cui Aureliano Babilonia avesse terminato di decifrare le pergamene, e che tutto quello che vi era scritto era irripetibile da sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent’anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra.

Cose da scrittrici - Maledetta Mente, di Adriana Pitacco - Edizioni Lettere Animate

Mi piace, e non mi stancherò mai di ripetere quanto mi piace, quando gli autori esordienti mi mandano mail (sempre gentilissime tra l'altro) chiedendo un piccolo ritaglio di tempo e di spazio sul blog per segnalare il loro romanzo d'esrodio. Confesso che ad alcuni ho risposto di no, ma non si tratta di "snobismo letterario". Il fatto è che "Cose da lettrici" è un blog che segue un percorso particolare, ed un'idea di fondo che non posso e non voglio tradire per qualche click in più. Non parlerò mai di romanzi (troppo) rosa, di young adult, di fantasy/horror, e di softcore: non mi piacciono, non li leggo, non fanno parte del mio mondo, nemmeno quello della fantasia. Per tutti gli altri generi... mi prodigo con piacere!   Faccio pertanto  un sincero "in bocca al lupo" ad Adriana Pitacco e vi lascio alla presentazione del romanzo: buona lettura! "Maledetta Mente" è un romanzo che in vari tratti può essere definito “psicologico” per la for…

Incipit - La passione di Artemisia

Mio padre mi camminava accanto per darmi coraggio e con la mano sfiorava lieve i pizzi che ornavano le spalle del mio corpetto. La luce abbagliante, quasi allo zenit, infuocava già le pietre che pavimentavano la piazza. Sopra Tor di Nona, l'ombra immobile del nodo scorsoio dell'Inquisizione, il tribunale papale, si proiettava in modo sinistro sul muro e il suo profilo pareva l'immagine di una lacrima. "Un disagio di breve durata Artemisia", disse mio padre, guardando diritto davanti a sé. "Non più di una piccola strizzatina". Stava parlando della sibilla. Se, con le dita strette alle funi, avessi reso la stessa testimonianza della settimana precedente, avrebbero compreso che dicevo la verità e il processo sarebbe terminato. Processo non mio. Continuavo a ripetermi che non ero io quella sotto processo. Agostino Tassi era sotto processo.