sabato 21 maggio 2016

Coffee break



Lo splendore dell'aprile italiano era ai suoi piedi. Il sole la inondava di luce e il mare giaceva addormentato, muovendosi debolmente. Al di là della baia, anche le incantevoli montagne, dai colori squisitamente variegati, erano addormentate nella luce; e sotto la sua finestra, in fondo al pendio erboso costellato di fiori dal quale si ergevano le mura del castello, un grande cipresso si stagliava come un'enorme spada nera contro le tenui sfumature azzurre, violette e rosa delle montagne e del mare.
Restò a bocca aperta. Una simile bellezza… e lei lì ad ammirarla. Una simile bellezza… e lei lì, viva, a parteciparne. Il suo volto era immerso nella luce. Profumi deliziosi salivano alla finestra e l'accarezzavano, una brezza leggera le sollevava dolcemente i capelli. Laggiù nella baia un gruppo di barche da pesca quasi immobili stavano sospese sul mare calmo, come uno stormo di uccelli bianchi. Che meraviglia, che splendore! Non essere morta prima… aver avuto la possibilità di vedere, respirare, sentire tutto questo… Restò a bocca aperta, incantata. Era la felicità? Com'era povera e mediocre la vita di tutti i giorni. Ma cosa dire, come descriverla? Non stava più nella pelle, era come se fosse troppo piccola per contenere tutta quella felicità, come trovarsi in un bagno di luce. Era sorprendente provare questa beatitudine totale, perché qui lei si trovava, e non faceva né avrebbe fatto una sola cosa per gli altri, non doveva fare nulla che non avrebbe desiderato.

                                                                            ***

Desiderava stare sola, ma non sentirsi sola. Questo era molto diverso, era una sensazione che faceva male, che feriva spaventosamente nel profondo, era ciò che spaventava di più. Era il motivo per cui si andava a tutti quei ricevimenti, e negli ultimi tempi anche i ricevimenti qualche volta non erano sembrati un rifugio del tutto sicuro. Ci si poteva sentire soli indipendentemente dalle situazioni, ma dipendeva forse dal modo in cui le si affrontava?

                                                                            ***

Con che intensità desiderava di nuovo essere importante per qualcuno! Non di esserlo sulle tribune, o come membro di un'organizzazione, ma importante nella vita privata, per una persona soltanto, nell'intimità, senza nessuno che lo sapesse o vi badasse. In un mondo così affollato, non sembrava pretendere troppo: chiedeva solo una persona, una tra tutti quei milioni, tutta per sé. Qualcuno che avesse bisogno di te, che ti pensasse, che fosse ansioso di vederti… oh, com'era forte il desiderio di sentirsi preziosi!

 Sfogliando "Un incantevole aprile", di Elizabeth Von Armin                                                              

6 commenti:

  1. Che bellissimi stralci di lettura Paola...immagini vivide hanno preso forma nella mia mente, segno il titolo, grazie. Ciao da Cuore

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    1. E' un libro bellissimo, incantevole proprio come dice il titolo...tre donne e una rinascita: come perderselo?

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  2. Sono molto curiosa di sapere il tuo pensiero sulla lettura che stai affrontando, due colleghe blogger ne hanno parlato bene e mi hanno incuriosita.

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    1. L'ho terminato ieri sera. E' una delle letture migliori che abbia fatto fino ad ora. Elizabeth Howard scrive magistralmente e leggere la saga dei Cazalet secondo me è piacere allo stato puro. Ne parlerò a breve!

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  3. L'ho letto un secolo fa nella preziosa (per me) edizione Bollati Boringhieri. Un libro incantevole, come il titolo. Prima o poi lo rileggerò, quando avrò veramente bisogno di un po' di serenità o di una rinascita.
    Un saluto da lea

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    1. E pensare che non ne conoscevo nemmeno l'esistenza! E' proprio vero che non si finisce mai di imparare. E' davvero un libro che regala pace e serenità.

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