giovedì 12 maggio 2016

Ebook? No, grazie. Ecco perché!


Forse è perchè in fondo sono un po' retrò. Forse è perché se un libro non lo vedo posizionato in casa da qualche parte, mi sembra di non possederlo veramente. Non è solo un fatto sentimentale, una mania  o  il semplice desiderio a farmi sempre optare per questa soluzione. Ho analizzato la questione obiettivamente e sono giunta alla conclusione che le mie motivazioni sono reali, e  fanno tutte assolutamente parte della mia natura. Quindi non c'è modo di farmi cambiare idea. Ma quali sono questi motivi?
1) Lavoro tutto il giorno al PC. Otto ore allo schermo sono tante, sono troppe, mi stancano increbilmente gli occhi e la mente al punto che spesso quando torno a casa la sera anche guardare un po' di TV per me è un supplizio. Non ne posso più di schermi illuminati, voglio la quiete domestica con le sue luci naturali. Quando sono sola  spesso cucino con lo stereo acceso, mentre la minestra sobbolle sfoglio qualche pagina di libro, oppure una rivista di moda. Ma la tv spesso resta spenta, ed ogni giorno che passa diventa sempre di più un oggetto d'arredamento e sempre meno un piacevole passatempo. In queste condizioni psico-fisiche leggere con un supporto digitale è fuori discussione, anche se lo schermo degli ereader è retro-illuminato e quindi riposante per gli occhi e bla bla bla non mi interessa: mi disturba solo per il fatto che è un aggeggio  che necessita di una presa USB per sopravvivere.
2) Credo che dopo aver letto il punto precedente si capisca molto bene una cosa: la tecnologia non mi piace. Diciamo che la utilizzo, la conosco, e soprattutto ne riconosco l'indubbia utilità e i grandi vantaggi, ma ho un pessimo rapporto con tutto quello che diminuisce l'elasticità mentale ed i contatti umani. Cellulari di ultima generazione, tablet, psp 4, wii U...fosse per me si potrebbe ancora comunicare tranquillamente con il Nokia 6630 e trastullarsi con il Commodore 64, che tanto a caricare un gioco ci mettevi 57 minuti e nel mentre si potevano fare due chiacchiere con gli amici (i quali grazie a dio erano seduti lì con te sul divano, non erano ectoplasmi fluttuanti in una connessione wi fi). Tutto questo smanettamento e  questa smania di essere sempre e comunque connessi con un mondo virtuale che  non esiste (rendiamoce conto per favore) la considero un'involuzione della specie umana. Siamo sempre più tencologici, e sempre più soli. Le emozioni che proviamo ancora prima di essere elaborate dal nostro cevello vengono fotografate, opportunatamente filtrate e instagrammate. Diamo in pasto la nostra vita intima a internet, come se fosse una medaglia da esibire, e misuriamo la felicità contando i "like". 
Non rifiuto il secolo in cui vivo, non sono una Amish. La verità è che la tecnologia mi annoia a morte.Non capisco cosa ci sia di entusiasmante in un telefono che fa tutto il possibile immaginabile tranne quello per cui è stato progettato, ovvero telefonare. Millemila applicazioni diverse per fare quello che in teoria dovrebbe essere un istinto naturale degli esseri umani: socializzare. Sì, sono retrò. Ed in questo caso lo considero un pregio.
3) Da qualche tempo colleziono segnalibri. Ogni volta che viaggio o che giro  per la città  e noto in libreria o in qualsiasi altro esercizio commerciale segnalibri particolari, li compro. Meglio ancora quando mi aggiro tra  bancarelle, mercatini dell'usato e similari: lì si trovano delle vere chicche. Spesso riesco a scovare segnalibri fatti a mano davvero originali e leziosissimi. Non si tratta certamente di un collezionismo di valore, ma è quel tipo di chincaglieria che riesce a donare un'aria festosa al  mio angolo dei libri  e che mi piace vedere ogni volta che lo spolvero, che cambio la disposizione degli oggetti, o che semplicemente lo osservo compiaciuta. Ma il momento che mi da più soddisfazione in assoluto è quando mi avvicino al portapenne che li contiene per scegliere quello  che segnerà le pagine della mia nuova lettura. Prima decido  il nuovo romanzo da leggere (altro momento topico, rulli di tamburi, momenti di tensione) e poi scelgo l'oggetto che mi accompagnerà per tutta la lettura. Mi dite come faccio, se leggo un ebook? Come posso utilizzare un anonimo segnalibro elettronico, che nemmeno vedo?
4) Sono una di quelle lettrici che segnano le frasi, i pensieri, addirittura brani interi del libro che sta leggendo. Una pratica molto diffusa tra i bibliofili, a quanto ne so. Una volta, quando ero una sconsiderata che leggeva prevalentemente edizioni tascabili ed economiche, li segnavo facendo antipatiche orecchie alle pagine, o addirittura sottolineavo a matita i passi che mi interessavano. Poi mi sono evoluta, ho cominciato ad acquistare le prime edizioni e non volendo rovinare nulla del loro contenuto ho iniziato ad utilizzare post it colorati per sottolineare ciò che mi  colpiva di più. Ogni tanto prendo tutti questi post it, trascrivo le righe segnate su un blocco per appunti o sul pc, et voilà. Ho la mia piccola enciclopedia delle frasi. A pensarci bene, è tantissimo tempo che non ricopio più le frasi dai post it, quando mi deciderò a farlo dovrò scrivere per ore. Magnifico!
5) Tornando all'inizio del post: se una cosa non la vedo, non la tocco e non occupa uno spazio fisico  è come se non mi appartenesse. Non la sento mia. La percepisco come effimera, inconsistente, inesistente. E' lo stesso motivo per cui compro anche la musica che mi piace davvero, spendendo cifre e cifre che non vi dico in cd e vinili: gli mp3 mi servono solo da riempitivo o da sottofondo mentre faccio le pulizie.  I libri e la musica per me non esistono in formato virtuale. Sono come i vestiti: devo aprire l'armadio e godere di quella vista, provare piacere e soddisfazione realizzando che, seppur tra mille difficoltà,  sono riuscita a crearmi una zona di comfort che mi rappresenta in pieno, che mi contraddistingue, e che segna il mio passo in questo mondo in modo deciso. Come direbbe Carrie in Sex and the City :" I miei soldi li voglio là dove posso vederli: tutti appesi nel mio armadio". Libreria o armadio , che differenza fa? 

 

20 commenti:

  1. Premetto che io, se potessi, cambierei tutti i cartacei che ho in ebook, ma ho voluto leggere questo post proprio per curiosità verso chi, invece, non la pensa come me. Non voglio fare nessuna polemica, anzi su alcuni punti mi trovo anche d’accordo con te. E poi penso che a prescindere, uno dovrebbe leggere come preferisce, è un hobby personale, non una ricetta che ti dà il medico e che va seguita alla lettera, quindi è giusto scegliere quello che più ci piace, senza nemmeno dover trovare delle motivazioni razionali.
    Sul punto uno vorrei dirti che anche io passo molte ore ogni giorno davanti al pc e il kindle mi piace proprio per questo: sapevo cosa volesse dire stare davanti ad uno schermo per tante ore, stancarsi gli occhi, avere la vista che ogni tanto si abbassa e dover riandare dall’oculista, poi ho provato il kindle e ho scoperto che non è come stare davanti ad uno schermo, anzi è fatto così bene che i miei occhi nemmeno si accorgono di stare leggendo, è come avere un libro però con l’illuminazione sempre perfetta e i caratteri sempre della grandezza perfetta. Un ereader può stare per intere settimane senza collegarsi a nulla, né con il wifi né con l’usb e funzionare lo stesso perfettamente. È uno schermo di un dispositivo elettronico, è vero, ma è come se non lo fosse.
    Sul punto due sono d’accordo con te. Oggi si usa decisamente troppo la tecnologia e molto spesso, secondo me, ci si è dimenticati del punto fondamentale: la tecnologia non è fine, ma un mezzo per rendere alcune cose più comode e facili. I telefoni con tremila app a volte mi sembrano solo accessori per far passare il tempo, un semplice cellulare per chiamare invece è un mezzo comodo e utile.
    Sul punto tre sono d’accordo: non puoi collezionare segnalibri con un ereader.
    Sul punto quattro non sono d’accordo: sull’ereader si possono evidenziare i passaggi che maggiormente ci interessano, scrivere delle note in un punto qualsiasi, ma soprattutto quando si apre l’ebook possiamo scegliere se leggere i capitoli o andare a vedere soltanto le note che abbiamo evidenziato, inoltre salva tutte le note di tutti i libri in un documento a parte.
    Sul punto cinque hai ragione: molte persone sentono di non possedere un oggetto se non possono toccarlo. Io invece preferisco la sensazione che, ovunque vado, come una piccola borsa di mr poppins, ho tutta la mia libreria costantemente con me.
    Comunque, a prescindere da tutto, alla fine quello che per me conta è leggere, non mi importa se è un libro o un ebook. Riuscivo a leggere prima che ci fossero gli ereader e ci riuscirò anche dopo.

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    1. Ciao Arianna! Hai ragione su tante cose, soprattutto quando dici che leggere è un piacere e come tale va assecondato...ognuno di noi nel modo che ritiene più gratificante. Temo che la diatriba cartaceo vs ebook non si placherà mai, per noi lettori è un tema caldo ma lo è ancora di più per le case editrici e le librerie, che rischiano grosso se la tecnologia prendesse il sopravvento. La coesistenza sarebbe la cosa migliore, ma il mercato cartaceo è in crisi da sempre e gli ereader non aiutano, anzi. Comunque sia io ho un ereader del paleozoico, tra i primi modelli usciti, su cui conservo tanti volumi. A parte lo schermo che effettivamente non da fastidio più di tanto, non ho la possibilità di segnare nulla, ed inoltre la batteria non dura granchè. Magari se avessi un bel KIndle nuovo chissà...potrei innamorarmi anche io degli ebook! Beh dai innamorarmi magari no, diciamo provare simpatia :-) Grazie per essere passata e per il tuo interessantissimo contributo alla discussione.

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  2. Ciao, molto interessante il tuo post ^^
    Io leggo da sempre cartacei, ma da qualche tempo mi sono avvicinata agli ebook ed ho acquistato anche un e-reader.
    Anch'io, come te, preferisco poter toccare i libri che possiedo - sono un'adoratrice delle librerie in ordine e con i gadget! -, perciò preferisco sempre spendere qualche euro in più ed avere il cartaceo, soprattutto per i libri che mi interessano veramente.
    Concordo anche con Arianna Lan (del commento sopra): se un giorno volessi provare la lettura digitale, ti assicuro che gli e-reader hanno uno schermo davvero particolare, non affatica la vista ed è in ogni caso regolabile a piacimento ;)

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    1. Forse è il caso me mi procuri un kindle...Il mio, come dicevo sopra ad Arianna, è uno dei primissimi modelli usciti ed è davvero limitato nelle sue funzione e...triste. Sì, mi fa venire la tristezza. E' tutto grigio, le copertine dei libri sono tutte monocolore e non posso sfogliare le pagine...sentire l'odore della carta...Sono malata!! Però continuo ad usarlo, di solito per i libri che non sono convintissima di acquistare o quelli che si possono trovare gratuitamente perché troppo datati. Insomma, è un supporto utile e comodo, ma l'amore vero è solo per il cartaceo :-)

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  3. Ciao a tutti. Io non riesco a leggere da un ebook perché mi stanca la vista. Ho provato diverse volte ma preferisco toccare le pagine. Non significa che non ami la tecnologia altrimenti non userei il PC, ma dopo aver parlato con l’oculista scelgo e preferisco leggere un libro sulla carta e non su un supporto tecnologico….. il monitor secca gli occhi, causa lacrimazione e quindi indebolisce la vista, meglio non abusare, per proteggere la vista preferisco la classica carta

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    1. Ciao Innassia, come ti capisco. A volte arrivo a sera con gli occhi in mano, stanchi e stressati. Porto gli occhiali da vista, e il momento migliore della giornata è quando posso finalmente togliermeli. Forse è anche questo uno dei motivi che mi fa respingere la tecnologia libresca. In ogni caso sono per la pacifica coesistenza....l'importante, come diceva Arianna, è che si legga.

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  4. Ciao Paola! Ebook o cartaceo? Il cartaceo è sempre preferibile ma devo ammettere che leggere in digitale è comodissimo! Un dei maggiori benefici (secondo me) è la convenienza economica! Gli ebook costano meno e addirittura a volte trovo dei titoli molto interessanti in offerta. Buona serata Rosa

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  5. Ciao Paola! Ebook o cartaceo? Il cartaceo è sempre preferibile ma devo ammettere che leggere in digitale è comodissimo! Un dei maggiori benefici (secondo me) è la convenienza economica! Gli ebook costano meno e addirittura a volte trovo dei titoli molto interessanti in offerta. Buona serata Rosa

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    1. Ciao Rosa, hai indubbiamente ragione. Gli ebook spesso sono economici, si risparmia denaro e spazio. Come con gli mp3: vuoi mettere la quantità di musica che possiamo avere a disposizione su un hard disk? Ma il concetto è proprio questo: se qualcosa lo desidero davvero, ho bisogno di posserlo fisicamente. Piuttosto rinuncio ad altre cose, ma non alla prima edizione di un libro a cui tengo!

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  6. Cara Paola, concordo su tutto, ma devo fare i conti con la realtà. Ho un piccolo appartamento, due figli, un marito che ha sempre la tv accesa. Non c'è posto per i miei libri e allora il kobo diventa un rifugio, un angolo di mondo solo mio che può contenere migliaia di libri. Certo continuo a leggere anche i cartacei (quelli della biblioteca) e a comprarli (per poi donarli alla biblioteca), ma non posso tenerli in casa: ogni libro che si trova in casa ha superato un esame ed è un privilegio che hanno solo i libri della Austen, di Dickens, di Coe e pochi altri. Tutto questo mi pesa e continuo a sognare in futuro di poter avere "una stanza tutta per me".
    Bellissimo post. :-)
    un saluto da Lea

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    1. Ciao Lea! Eh certo che anche su questo punto non posso darti torto: spesso la realtà delle nostre vite non prevede lo spazio per una libreria come la intendiamo noi...e quindi ben venga il compromesso del digitale. Anche io vivo in un bilocale e non c'è molto posto per i libr, al punto che molti invadono ancora casa di mia madre. E' che davvero io sono così: piuttosto un libro in meno, anche dieci libri in meno, ma li devo poter toccare :-)

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  7. Sempre interessante e ben articolato il tuo pensiero, Paola.
    Io sono "antica" in molte cose, ho anche un'età non più verdissima, e ho sempre amato leggere in cartaceo..fino a quando ho iniziato ad avere problemi di presbiopia: i caratteri piccoli e vicini, specie dei tascabili- economici, sono in breve diventati insopportabili, perfino con gli occhiali.
    Ho fatto di necessità virtù e ho imparato a leggere in digitale. Ora non posso farne più a meno. Certo non ho smesso di comprare cartacei, di sfogliarli, di trovare loro posto nella libreria, ma lo faccio solo con i romanzi per me irrinunciabili, tutto il resto lo prendo in ebook, viaggio più leggera e risparmio qualcosa in spazio e denaro (in pratica compro più titoli).
    Non mi piace dipendere psicologicamente dalla tecnologia, ma quando è di aiuto..ben venga!
    Baci!

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    1. Ciao Tessa, in effetti sulla questione non posso ribattere. Soporattutto le edizioni tascabili sono inaffrontabili se si hanno problemi di vista. Caratteri minuscoli e vicinissimi, un incubo. Io sono miope e uso gli occhiali tutto il giorno per lavorare al pc, a volte uso le lenti a contatto e molto spesso arrivo a sera con gli occhi rossi come dracula. Forse sbaglio, ma mi sembra che il libro di carta stanchi meno gli occhi. Probabilmente ho un sacco di pregiudizi, come ne avevo per gli smartphone quando sono usciti: ho resistito fino all'ultimo e poi ho ceduto. Oggi non ne posso più fare a meno...forse succederà anche con il Kindle?

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  8. Eccomi qui! Ho letto questo post con la mia tazza di latte in mano e seduta nella "Stanza Librosa", che, come nome suggerisce, contiene (prevalentemente) libri! Fuori da quel "prevalentemente" si racchiudono un iMac, un iPhone, un iPad e un Kobo. Sì, lo ammetto: sono malata di tecnologia (e di Apple). Ma sono anche malata di carta, talmente malata che in una stanzetta di 2 metri x 3 ho stipato librerie sino al tetto! Ma, come Lea, pur non avendo problemi di spazio e la fortuna di condividere con mio figlio l'amore per i libri, anche io non posso fare a meno del mio Kobo. E il perché è semplice: sono una blogger e collabora con tante Case Editrici, che, salvo qualche rara eccezione, tendono a propinarci e-book. Poi c'è anche da dire che il Kobo (o il digitale più in generale) mi aiuta a fare una selezione di ciò che reputo davvero indispensabile nella mia stanzetta. Ci sono libri che compro in cartaceo senza pensarci su due volte; ma ce ne sono altri sui quali, magari, ho qualche riserva. E allora preferisco ripiegare sul formato digitale e, se ne vale la pena, acquistare poi il cartaceo. Ecco sì, io sono una di quelle che se un libro vale, lo compra in cartaceo pur avendolo già letto!
    Hai ragione: la nostra è una società costantemente connessa. Facebook, Twitter, Instagram, ecc. Posso spezzare una lancia a favore di tutto ciò? Vivo in un posto piccolissimo, lontana migliaia di chilometri dai miei familiari e dai miei amici più cari. Senza tutta questa "connessione", senza la possibilità di condividere con loro uno scatto appena fatto, probabilmente dovrei accontentarmi di una semplice voce al telefono. Amo poter cogliere un momento della vita di mio figlio grazie al mio smartphone e poterlo immediatamente condividere con chi amo di più, amo entrare in libreria, acquistare un libro e poterlo immediatamente comunicare alle mie amiche "librose"! E concludo dicendoti che, senza tutto questo io non avrei mai conosciuto persone splendide come alcune delle fanciulle che mi hanno preceduta nei commenti ;)

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    1. Cara Laura, credo che la questione sia apertissima a tanti punti di vista, è per questo che mi piace si affrontano certi argomenti " caldi". Mi immagino la tua stanza librosa, vorrei averne una anche io stipa di tutto quello di cui parli! Sicuramente se l'essere blogger diventa quasi un lavoro i supporti digitali diventano indispensabili, immagino poi che quelli di ultima generazione siano davvero funzionali, molto più del mio che è un modello ormai vetusto. Credo di pensarla in modo molto simile a te: se un libro lo desidero davvero, lo acquisto cartaceo. Ecco, la mia pecca sta nel fatto che quelli che ritengo non indispensabili non li acquisto in formato ebook a parte qualche caso, e quindi non li acquisto proprio. Questo secondo me è un mio limite. Hai ragione quando parli della tecnologia in senso positivo, è sbagliato demonizzarla: il mio era ovviamente un post provocatorio, perché facebook o instagram hanno davvero tanti pregi:quello di farci sentire uniti anche se siamo lontaissimi, aiuta a coltivare le amicizie e a farne di nuove. L'importante è non limitarsi al virutale, cosa che purtroppo vedo spesso nelle nuove generazioni: mi sa che sarà compito nostro insegnare ai giovani che un caffè con gli amici non può ancora essere rimpiazzato da una chat!

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    2. Ecco, su questo punto sono assolutamente d'accordo con te: dobbiamo insegnare ai nostri figli che un incontro di occhi, un caffè e quattro chiacchiere vis-a-vis non potranno mai essere sostituiti! Io cerco di incontrare, appena posso, tutte le persone a cui voglio bene e se con alcune è più facile, perché la distanza non è così incolmabile, con altri, purtroppo, sono costretta a dovermi accontentare del "virtuale".

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  9. Ciao, grazie al Linky party di Book Blogger sono diventata una tua nuova follower, questo è il mio piccolo spazio di web ( http://librielibrai.blogspot.it/) se ti va!
    Prometto, che fino a qualche tempo fa non ero una " lettrice- compulsiva - ossessiva", anzi i libri mi annoiavano un bel po', non amavo leggere, ora sono diventata una lettrice in piena regola, se mi posso definire tale. Quando mi sono avvicinata ai libri è stato per gioco, per divertimento, ma quando ho iniziato a capire che era un metodo per fuggire da questa vita reale è diventato un rifugio per quei momenti no, ogni qualvolta che potevo scappavo in libreria e l' odore dei libri, in quel luogo magico, mi rilassava e tutt'ora mi fa lo stesso effetto, quando uscivo da lì con buste strapiene di libri e libri, ero felice ma quando la mia piccola biblioteca è stata riempita fino al collasso, sono passata agli e-book, certo non è bello come avere un libro fra le mani, ma ha i suoi pro e contro. Stavo letteralmente, con un tablet o cellulare in mano ( la maggior parte dei libri li leggevo da questo aggeggio ) fino ai isolarmi completamente, fino a un paio di giorni fa, quando stanca di questo " isolamento" sono tornata ai buon vecchi cartacei...
    Certo non posso dire che non sono immune al " fascino " degli e-book, ma alcune case editrici fanno uscire prima l' e-book e poi il cartaceo, se va bene altrimenti solo e-book... Fin quando posso leggerò in cartaceo, il mio Tablet per altro strapieno di libri è in pausa, il cellulare non è cosi necessario, ma non posso vivere senza cartacei...
    Ho costruito un' altra biblioteca anche questa riempita in poche volte e mi va bene cosi, fin quando c'è spazio si può fare, questo per quando riguarda la sottoscritta nella vita reale...
    L'altra parte, quella che vuole diventare una blogger, e solo una piccola blogger che deve ancora crescere, si ostina a voler leggere i libri in e-book, per averli sempre a portato di mano. Insomma sono l' eterna indecisa, che no sa cosa sia meglio fra e-book e cartaceo... XD
    Ella

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    1. Ciao Ella, piacere di averti qui! Mi sono iscritta anche io al tuo blog, sarò felice di seguirlo d'ora in poi. Come dicevo prima questo è un argomento tosto per noi lettori, che non smette di animare discussioni. Credo che la decisione finale la prenderai d'istinto, quando capirai cosa ti da più soddisfazione. Oppure rimarrai altalenante tra queste due facce della lettura: e perché no? Probabilmente questo ti rende molto più elastica e aperta di me! Io seguirei il desiderio del momento, senza farmi troppe domande. E' il bello delle passioni, le seguiamo ognuno a modo proprio, perché per fortuna almeno lì non esistono regole dettate da qualcun a altro.Nessuno ci può imporre niente, ognuno di noi fa da se, e come gli pare. E poi se ne parla tutti insieme. Io trovo sia perfetto così.

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  10. Il primo libro che ho letto in ebook è stato "Il Grande Gatsby", lo leggevo sull'Ipad nei miei viaggi in treno casa/università (non mi sono caduti gli occhi solo perché leggevo in piena luce.) A parte il fatto che la storia mi è piaciuta moltissimo devo dire che la prima cosa che mi ha colpita è stata la consapevolezza della grande differenza che c'è tra il Racconto in sé e l'oggetto che lo contiene. Io mi affeziono moltissimo agli oggetti, ed ancora di più ai libri, quindi realizzare questa cosa non è stata banale, anzi. La cosa veramente più incisiva resta la traduzione, quella cambia davvero tutto. Non so, io ho poco spazio a casa e comunque la maggior parte dei libri che prendo vengono dai mercatini più che dalle librerie, mi piacerebbe prendere un reader come si deve. Penso che ebook e cartaceo possano coesistere, perché l'ebook ti permette di dare più chance a titoli poco convincenti che poi eventualmente andrai a comprare in cartaceo. Forse dovrebbero puntare di più sulla qualità del cartaceo ed abbassare ancora di più i prezzi degli ebook, spesso non c'è tanta differenza rispetto al cartaceo e a quel punto tanto vale (a meno che non hai proprio spazio a casa o viaggi così spesso che diventa la tua unica soluzione). Poi non so, magari mi sbaglio ^^" Sui social mi trovi pienamente d'accordo... sono un'introversa ma i social non mi aiutano, perché quello che desidero è una comunicazione più calda ed umana mentre i social li trovo spesso freddi ed superficiali.. o forse sono io che non so "sfruttarli" come fanno tutti... ma in realtà non mi interessa. Buona domenica! ^^

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    1. Ciao Sara. Molto bella e sentita la tua testimonianza, mi ritrovo molto in quello che dici. Fondamentalmente l'ebook nasce non per soppiantare la carta, ma per dare una possibilità alternativa a chi ama leggere. Io ho comprato diversi ebook di autori emergenti, a prezzi davvero irrisori, ed in questo il supporto digitale è imbattibile. Non devi fare un grosso investimento per dare una chanche agli esordienti. Però io fino a che avrò spazio e soldi da investire in un paio di libri al mese li acquisterò cartacei. L'ebook nasce per affiancare, ma secondo me anche lui sta piano piano inferendo colpi al cartaceo. Se un giorno dovessero scomparire, sarei molto più triste e la lettura per me avrebbe un gusto decisametne diverso: più freddo ed impersonale. Meno bello, sicuramente.

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