lunedì 13 giugno 2016

Incipit - 1984, di George Orwell


Era una luminosa e fredda giornata d’aprile, e gli orologi battevano tredici colpi. Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli Appartamenti Vittoria: non così in fretta tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui.
L’ingresso emanava un lezzo di cavolo bollito e di vecchi e logori stoini. A una delle estremità era attaccato un manifesto a colori, troppo grande per poter essere messo all’interno.
Vi era raffigurato solo un volto enorme, grande più di un metro, il volto di un uomo di circa quarantacinque anni, con folti baffi neri e lineamenti severi ma belli. Winston si diresse verso le scale. Tentare con l’ascensore, infatti, era inutile. Perfino nei giorni migliori funzionava raramente e al momento, in ossequio alla campagna economica in preparazione della Settimana dell’Odio, durante le ore diurne l’erogazione della corrente elettrica veniva interrotta.

9 commenti:

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    1. Era tanto che volevo leggerlo, mi domando cosa stessi aspettando!

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    1. Ciao Nunzia, che piacere averti qui. Anche io me lo sono ripetuta tante volte questo proposito, poi chissà perché ho sempre virato su altro. Stupidamente credevo non fosse nelle mie corde... Invece è un piccolo gioiello. E sono solo a metà

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  3. Letto da poco, un libro davvero particolare! Ti ho nominato per la Liebster Award (link http://kikifede.blogspot.it/2016/06/liebster-award-2016.html), spero che ti faccia piacere! Un saluto

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    1. Grazie, sono molto contenta che tu mi abbia nominata! integrerò il post relativo anche con le tue domande :-)

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  4. Orwell...Quanto è attuale, anche se è vissuto tanti anni fa!

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    1. Si Alex, è proprio questa la sua straordinarietà: nonostante l'anno di pubblicazione (1949) potrebbe benissimo essere scritto oggi che non perderebbe nulla del suo profondo significato.

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  5. Paola, aspetto la tua recensione, sono certa che saprai stupirmi e convincermi.
    Non so se fa per me.

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