lunedì 25 luglio 2016

Incipit: La bambina che amava Tom Gordon, di Stephen King


Il mondo aveva i denti e n qualsiasi momento poteva morsicare. Questo Trisha McFarland scoprì a nove anni. Alle dieci di una mattina dei primi di giugno era sul sedile posteriore della Dodge Caravan di sua madre con addosso la sua maglietta blu dei Red Sox (quella che ha 36 GORDON sulla schiena) a giocare con Mona. la sua bambola. Alle dieci e mezzo era persa nel bosco. Alle undici cercava di non essere terrorizzata, cercava di non pensare: "Questa è una cosa seria, questa è una cosa molto seria". Cercava di non pensare che certe volte a perdersi nel bosco ci si poteva fare anche molto male. Certe volte si moriva.
"Tutto perché avevo bisogno di fare pipì", pensò... quando poi il bisogno non era così terribile e in ogni caso avrebbe potuto chiedere a mamma e a Pete di aspettare un minuto mentre lei andava dietro un albero.

4 commenti:

  1. Vorrei leggere questo romanzo da molto tempo, senza dubbio King è un maestro come lo definiscono, in poche righe, brividi...

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    1. Sì, principalmente King è conosciuto per questo ma ti posso dire che nei suoi romanzi, a parte l'ansia e la paura, ci sono tante altre cose che meritano di essere scoperte. Indaga la natura umana come nessuno. Riesce a creare personaggi che sono indimenticabili. Quando c'è, l'orrore non è mai fine a se stesso, ma è solo la patina di un qualcosa di estremamente profondo che piano piano arriva in superficie. Io lo amo pazzamente :-)

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  2. Ho letto questo libro parecchi anni fa, ma sicuramente non è tra i miei preferiti di King, forse anche a causa dei troppi riferimenti al baseball, sport che non conoscevo affatto!! Ora che ho avuto modo di conoscerlo sarei curiosa di rileggere il romanzo :)

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    1. Ciao Alenixedda, con il baseball anche io sto messa male, nel senso che non lo conosco affatto e non mi piace. Questo libro mi è piaciuto perché King è stato grandioso a costruire il personaggio di questa bambina.La sua strenua lotta per sopravvivere nel bosco, sconfiggendo paure infantili e paure reali con la sua ingenuità e la sua immaginazione era un'impresa ardua che lui è riuscito a compiere benissimo. Non mi dimenticherò mai di Trisha e del suo coraggio. Inoltre l'angoscia che si prova leggendo è quasi fisica.

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