giovedì 22 settembre 2016

Recensione: Come un fiore ribelle, di Jamie Ford - Edizioni Garzanti



Non fatevi ingannare dal titolo o dalla copertina…questa non è una banale storia d'amore. Jamie Ford è l’autore del più famoso “Il gusto proibito dello zenzero” (se vi interessa, trovate qui la mia recensione), romanzo stupendo che sia io che altri abbiamo recensito e consigliato  con entusiasmo, perché quest’uomo sa scrivere storie bellissime in modo perfetto. Questo suo ultimo lavoro forse non è all’altezza del precedente, ma a me è piaciuto veramente molto. Lo sfondo è ancora una volta la Seattle degli anni 30, con la sua chinatown dove il tempo e lo spazio sembrano essersi cristallizzati. Sembra di essere in Oriente, le tradizioni sono molto radicate e un maschilismo cieco domina la piccola comunità. Sono gli anni in cui una donna cinese, seppur nata in America e quindi in un paese che ha fatto della libertà individuale un baluardo, non ha scampo: il suo destino è già segnato dalla nascita. Se è fortunata, può adattarsi ad un matrimonio che viene già combinato durante l’infanzia. Ma se la vita le riserva altro, e suo malgrado non è più desiderabile come moglie perché impura e di dubbia reputazione, non è più nessuno. Non c’è lavoro per le ragazze così, sono tagliate fuori dalla comunità asiatica e al tempo stesso dal mondo occidentale, perché nella patria della Libertà di quegli anni un feroce razzismo condanna all’emarginazione chi appartiene alle diverse etnie. Liu Song, vittima di un destino crudele, non si rassegna. Prova in ogni modo ad emergere, grazie alla sua voce straordinaria che incanta i passanti che sostano davanti al negozio di musica per il quale ogni tanto lavora. E’ bellissima ed aggraziata, e sogna un futuro nel mondo dell’arte. E’ il periodo del boom cinematografico, il film muto e i cantanti dell’opera hanno fatto il loro tempo: forse, per la sfortunata Liu, c’è una flebile speranza di conquistare un piccolo posto nel mondo. Quando la incontriamo nel romanzo, è diventata una figura di spicco nel panorama holliwoodiano, con il nome di Willow Frost. La sua storia toccante, ma pregna di una bellezza che avvolge anche gli avvenimenti più drammatici, la apprendiamo grazie ad un bambino che vive da anni in un orfanotrofio della città. Quel bambino, durante un’uscita collettiva al cinema, riconosce sua madre. La cerca disperatamente, e la ritroverà: proprio da qui comincerà il racconto di Liu Song, che vi consiglio caldamente di leggere.
 
Titolo: Come un fiore ribelle
Autore: Jamie Ford
Casa Editrice: Garzanti
Pagine: 347

 
 

2 commenti:

  1. Bella recensione! Ho ben presente Il gusto proibito dello zenzero, ma non l'ho mai letto. Il fatto è che le pubblicazioni Garzanti di solito non mi attraggono, ma la tua recensione mi ha fatto riprendere in considerazione questo autore:)

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    1. Ti confesso una cosa: anche io di solito giro alla larga da Garzanti! Le sue pubblicazioni non mi piacciono quasi mai, ma a volte ci sono delle eccezioni. Jamie Ford secondo me è una di quelle. E' un romanzo leggero ma piacevolissimo, scritto molto bene, che scorre via veloce ma che sa coinvolgere il lettore. Se decidi di provare fammi poi sapere cosa ne pensi!

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