sabato 22 ottobre 2016

Coffee break


"Com'è facile cadere per un essere umano, non trovi?" mormorò, e Masako le rivolse uno sguardo pieno di compassione.
"Sì. Poi è come scendere precipitosamente per una china con una bicicletta senza freni."
"Vuoi dire che niente e nessuno riesce più a fermarti?"
"Sì. A meno che non si vada a sbattere contro qualcosa".

                                                                          ***

Avvolto dall'atmosfera della città soffocante per i gas di scarico e le esalazioni, non riusciva più a distinguere l'esterno e l'interno di se stesso. L'aria corrotta della strada penetrava nei suoi pori e lo insudiciava, e dentro di lui le emozioni si gonfiavano e strisciavano fuori dal suo corpo fino a traboccare nella strada. Aveva il terrore di essere contagiato da quella città vorace e dissoluta - da Tokyo nel colmo dell'estate. Perciò sarebbe stato meglio allontanare da sé quell'estate, prima che si impadronisse di lui con tutto il calore vomitato sulle strade dai condizionatori.

                                                                           ***

Se uno non ha legami personali con il morto, togliere di mezzo un cadavere non è molto diverso dall'eliminare la spazzatura. Nella vita quotidiana si accumula inevitabilmente della spazzatura. Che cosa interessa sapere chi l'ha gettata, e di che cosa si tratta? E d'altronde lei stessa, prima o poi, sarebbe stata abbandonata come immondizia.
                 
                                                                             ***

Masako diede uno sguardo allo stabilimento dismesso che si ergeva cupo davanti a lei. Guardava l'edificio vuoto e le sembrava il simbolo delle tenebre del suo animo, della sua stessa rovina
     

Sfogliando "Le quattro casalinghe di Tokyo", di Natsuo Kirino
                                                              

2 commenti:

  1. Non vedo l'ora di leggere la tua recensione di questo libro:) Io non l'ho amato particolarmente, ma sono davvero curiosa di sapere poi te che ne penserai!

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    1. Ciao Virginia, in realtà l'ho letto qualche anno fa. A me ha suscitato emozioni contrastanti, da una parte il disgusto per qello che le donne compiono, dall'altra l'impossibilità di staccarmi da quelle pagine che dipingevano la realtà di donne insospettabili con una lucidità spietata e crudele. Eì sempre così con questa autrice, un rapporto di amore/odio

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