venerdì 21 ottobre 2016

Explicit: Beate noi, di Amy Bloom



Sorride, con i denti bianchissimi in bella mostra. Gli occhiali da sole le pendono dalla mano alzata, come se le avessero appena detto di toglierli. Con l'altra mano solleva in aria un thermos argentato, verso il centro dell'immagine, le lunghe frange della sciarpa intorno al corpo sventolano alle sue spalle.
Anche l'altra donna è in ginocchio, curva al di sopra del gruppo seduto sul telo. Ha i pantaloni della tuta arrotolati alle caviglie e una camicetta bianca, sul telo s'intravedono i suoi piedi nudi. I capelli scuri sono raccolti in una coda di cavallo, gli occhiali, poggiati sulla testa, luccicano al sole. Sul prato accanto a lei un paio di mocassini. Ha il braccio destro teso e le mano sfiora quella dell'altra donna. La sinistra è posata sulla schiena del ragazzo, e l'uomo con gli occhiali tiene una mano sopra la sua.
Dietro di loro, nell'acqua, ci sono quattro barche a vela, nell'angolo in alto a destra un'ala di gabbiano. Al di là di una spessa coltre di nubi, il sole è alto sopra la scena e la luce cade omogenea su tutti i presenti, sul cestino da pic nic quasi nascosto dietro al vecchio, sul gabbiano che ha puntato l'involucro appallottolato di un panino, sulla rimessa per le barche, sulla sabbia chiara e liscia, sulle creste bianche delle onde che si rompono in lontananza su tutto ciò che vediamo.

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