lunedì 10 ottobre 2016

Incipit: La leggenda del trombettista bianco, di Dorothy Baker




Quella che sto per scrivere è la storia della vita di Rick Martin, ora che è finita, ora che Rick è crepato e si gode, come dicono, l'eterno riposo.
Non c'è molto da dire, in linea di massima. Rick nacque in Georgia cinque o dieci minuti prima che sua madre morisse e una decina di giorni prima che suo padre facesse i bagagli e lo mollasse a sua zia, all'epoca diciassettenne,e al fratello di lei. Otto anni dopo, i due si trasferirono a Los Angeles portandoselo dietro, e fu lì che Rick crebbe, seguendo quella che sembrava fosse la sua strada. Imparò a suonare il piano strimpellando nelle chiese e nei locali - anzi, ovunque riuscisse a trovare un piano. E siccome la musica ce l'aveva nel sangue, fin da ragazzino si rivelò un bravissimo pianista. Ma il piano non era il suo strumento ideale, e alla fine scelse gli ottoni; mise da parte i soldi e si comprò un filicorno - una specie di tromba, per chi non sapesse cos'è - e quello diventò il suo strumento. Molto gli insegnò Art Hazard, il grande trombettista nero, ma questo non basta a spiegare perché fosse così bravo.

1 commento:

  1. come sempre il tuo modo di scrivere è realmente trainante!
    Penso proprio di leggerlo, dal momento che ho la fortuna di vivere in una famiglia di musicisti
    Adriana Pitacco

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