sabato 12 novembre 2016

Coffee break



La libertà di pensare, di mal pensare e di pensare poco, la libertà di scegliere da me la mia vita, di scegliere me stessa. Non posso dire "di essere me stessa", poichè non ero altro che una pasta malleabile, ma quella di rifiutare le forme.

                                                                   ***

Le mani di Anne mi risollevarono il viso, io chiusi gli occhi per paura che notasse il mio sguardo. Sentivo colare lacrime di stanchezza, di imbarazzo, di piacere. Allora, come rinunciando a qualsiasi domanda, con un gesto di incomprensione e di resa, Anne fece scivolare la mani lungo il mio viso e mi lasciò andare. Poi mi mise in bocca una sigaretta accesa e si immerse di nuovo nella lettura.
Diedi un senso simbolico a quel gesto, o cercai di dargliene uno. Ma oggi quando non riesco ad accendere un fiammifero, rivedo quello strano momento, quell'abisso tra me e i miei gesti, l'incombere dello sguardo di Anne e quel vuoto intorno, l'intensità di quel vuoto...

                                                                    ***

Oltre al piacere fisico e molto reale che mi procurava l'amore, provavo anche una specie di piacere intellettuale a pensarvi. Le parole "fare l'amore" hanno in sé una seduzione, del tutto verbale, pur separate dal loro significato. Prima ne avevo parlato senza il minimo pudore, senza il minimo imbarazzo e senza notarne il sapore. Ora mi sentivo divenire pudica.

Sfogliando "Bonjour tristesse" di Françoise Sagan

2 commenti:

  1. Quale meraviglia! Vera letteratura e finalmente resa accessibile in questo bellissimo angolo pomeridiano

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    1. Ciao Adriana grazie..cerco sempre nel mio piccolo di invogliare alla lettura di buoni lirbi...Ho amato tantissimo questo, così come ho semre amato Francois Sagan!

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