domenica 4 dicembre 2016

Coffee break




Quel nome, con cui nessuno lo aveva mai chiamato prima di allora, lo aveva fatto improvvisamente sentire più leggero, di una leggerezza che gli sarebbe rimasta addosso per ore e ore, e avrebbe reso tutto talmente facile e naturale da dargli la meravigliosa sensazione di star giocando con la vita.

                                                                  ***

Alla lunga, quella marcia silenziosa nella notte andava assumendo l'andatura solenne di una marcia nuziale, e se ne rendevano conto tutti e due, non come due amanti ma come due esseri che dopo aver vagato a lungo nella solitudine avessero finalmente ottenuto la grazia insperata di un contatto umano.
Anzi, non erano neanche più un uomo e una donna. Erano solo due creature, due creature che avevano bisogno l'una dell'altra.

                                                                    ***

"E' tutto finito, Kay".
Sapeva che lei non avrebbe capito.Era quasi un gioco di parole.Finito quel camminare, quell'inseguirsi, quel darsi la caccia.Finito quel rincorrersi l'un l'altro, finito quell'accettare o rifiutare.

                                                                     ***

Aveva avuto troppa fretta.... Si rendeva conto di aver percorso in così poco tempo un cammino lunghissimo, incommensurabile, un cammino che gli uomini impiegano anni e anni a percorrere, e quelli che arrivano fino in fondo ci mettono tutta la vita!

Sfogliando "Tre camere a Manhattan", di Georges Simenon

2 commenti:

  1. Bellissimo questo blog complimenti,bellissimo post sono una nuova lettrice :)

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    1. Grazie mille per i complimenti, ognuno per me è preziosissimo. E grazie anche per l'iscrizione!
      Paola

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