martedì 20 dicembre 2016

Incipit: Il Maestro delle Ombre, di Donato Carrisi

 
A.D. 1521. Nove giorni prima di morire, papa Leone X emette una bolla contenente un obbligio solenne. 
Roma non deve "mai mai mai" rimanere al buio.
Il pontefice dispone che strade, chiese e palazzi siano sempre illuminati durante la notte. Nelle lampade non deve mancare l'olio e nei depositi non devono esaurirsi per nessuna ragione le score di candele.
Per più di trecento anni, l'ordine papale viene rispettato. Tuttavia, alal fine dell'Ottocento, con l'avvento dell'elettricità, la prescrizione contenuta nella bolla diventa superflua.
Storic e teologi si sono interrogati a lungo sui motivi che hanno spinto Leone X a imporre una simile regola. Nei secoli sono fiorite le teorie più varie e, a volte, fantasiose. Ma non si è mai giunti ad una vera spiegazione.
Ciononostante, la bolla papale non è mai stata ritirata e, a tutt'oggi, il buio a Roma rimane un mistero insoluto.

                                                                            *** 

Il distacco dell'energia elettrica era previsto per le sette e quarantuno del mattino. Da quel momento, Roma sarebbe piombata in un nuovo Medioevo.
Un'eccezionale ondata di maltempo si stava abbattendo sulla città da quasi settantadue ore. Un flagello ininterrotto di  nubifragi con raffiche di vento che superavano i trenta nodi. 
Un fulmine aveva mandato in tilt una delle quattro centrali che garantivano la fornitura energetica. Come in un effetto domino, l'avaria si era ripercossa sulle altre tre, sottoponendole a un pericoloso sovraccarico.
Per riparare il guasto era necessario interrompere l'erogazione del servizio per ventiquattro ore.
L'annuncio del blackout era stato dato alla popolazione la sera prima, con un preavviso brevissimo. Le autorità avevano assicurato che i tencinci avrebbero lavorato alacremente per tornare alla normalità entro la scadenza promessa. Ma, a causa della mancanza di elettricità, sarebbero cessate tutte le comunicazioni. Niente più linee telefoniche, Internet, cellulari. Niente radio nè tv.
Un totale azzeramento tecnologico. E nel bel mezzo di un'emergenza meteo.  

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