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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2017

Recensione: La ladra di ricordi, di Barbara Bellomo - Edizioni Salani

Mi sono approcciata a questo libro con qualche preconcetto di troppo, che per fortuna si sono disintegrati fin dalle prime pagine. La  lettura si è rivelata infatti estremamente piacevole e mi ha riconciliata un po' con gli autori emergenti delle letteratura italiana, che ultimamente mi avevano riservato brutte sorprese...o meglio, tristi conferme. E' uno di quei libri che rappresentano la compagnia perfetta, da gustarsi accoccolati in poltrona durante una di quelle brevi e freddolose domeniche di gennaio, avvolti dal tepore di una coperta calda e rinfrancati dal profumo di una tazza di caffè bollente. Questo non è un esordio nel senso letterale del termine, perché Babrara Bellomo è una docente laureata in Lettere con alle spalle diverse pubblicazioni e un dottorato in Storia Antica. Quindi  sa utilizzare molto bene lo strumento linguistico, è padrona dell'italiano, scrive molto bene ed io le sono grata per questo: in un paese come il nostro in cui sembrano esserci pi…

Incipit: Chocolat, di Joanne Harris

"Siamo arrivate con il vento del carnevale. Un vento tiepido di febbraio, carico degli odori caldi delle frittelle sfrigolanti, delle salsicce e delle cialde friabili e dolci cotte alla piastra proprio sul bordo della strada, con i coriandoli che svicolano simili a nevischio da colletti e polisini e finiscono sul marciapiedi come inutile antidoto contro l'inverno. C'è un'eccitazione febbrile nella folla disposta lungo la stretta via principale, i colli che si allungano per vedere il carro fasciato di carta crespata, con i suoi nastri svolazzanti e le coccarde di cartoncino. Anouk guarda, gli occhi spalancati, un palloncino giallo in una mano e una trombetta nell'altra, tra un cesto per la spesa e un triste cane marrone. Abbiamo visto altri carnevali, io e lei: una processione di duecentocinquanta carri decorati a parigi, il martedì grasso dell'anno scorso, centottanta carri e New York, due dozzine di bande che marciavano a Vienna, clown sui trampoli, le "G…

Coffee break - Per non dimenticare

«I PERSONAGGI DI QUESTE PAGINE NON SONO UOMINI. LA LORO UMANITA'
E' SEPOLTA, O ESSI L'HANNO SEPOLTA, SOTTO L'OFFESA SUBITA O INFLITTA ALTRUI.»





Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere quest'offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati in fondo. Più già di così non si può andare: condizione umana più misera non c'è, e non è pensabile. Nulla è più nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga.                                                                           ***

Si immagini ora un uomo a cui, insieme con lepersone amate,vengano tolti la sua casa, le sue abitu…

Incipit: Black Out, di Marc Elsberg

"Piero Manzano sterzò bruscamente mentre il cofano della sua Alfa puntava indifferente verso l'automobile verde chiaro. Irrigidì le braccia contro il volante, credendo di udire già il fastidioso rumore con cui due carrozzerie d'incastrano l'una nell'altra. Lo stridore dei freni, una sgommata, le luci delle vetture nello specchietto retrovisore, l'impatto imminente.  Il momento si dilatò. Per qualche assurda ragione, Manzano pensò alla cioccolata, alla doccia che avrebbe voluto farsi quando fosse arrivato a casa di lì a venti minuti, al bicchiere di vino sul sofà e a un appuntamento con Carla o Paula durante il week end. L'Alfa si fermò di colpo, a pochi millimetri dal paraurti dell'altra automobile. Manzano era schiacciato contro il sedile. La strada era avvolta nell'oscurità. I semafori, verdi fino a poco prima, erano svaniti, lasciando solo un'indistinta luminosità residua sulla sua retina. Fu circondato dal baccano infernale dei clacson e dei …

Coffee break

"Sono un investigatore privato autorizzato e faccio questo mestiere da un pezzo. Sono un lupo solitario, non ho moglie, sto arrivando alla quarantina e non sono ricco. Mi hanno messo dentro più di una volta e non mi occupo di divorzi. Mi piacciono i liquori, le donne e il gioco degli scacchi e alcune altre cose. I poliziotti non mi hanno eccessivamente in simpatia, ma ne conosco un paio con i quali vado d'accordo. Sono di origine americana, nato a Santa Rosa; ho perduto entrambi i genitori, non ho fratelli né sorelle e quando, una volta o l'altra, mi faranno la pelle in qualche vicolo scuro, come potrebbe accadere a chiunque nel mio mestiere, e a moltissima gente che faccia altri mestieri o non ne abbia alcuno, di questi tempi, nessun uomo o nessuna donna se ne dispereranno."
                                                                         *** Alzò la bocca verso la mia per essere baciata. Tremava. Socchiuse le labbra, dischiuse i denti e la lingua dardeggiò…

Recensione: Fine Turno, di Stephen King - Edizioni Sperling & Kupfer

Questo thriller mozzafiato è il terzo volume di una triologia che Stephen King ha dedicato al detective - ex poliziotto in pensione Hodge e a Brady Hartsfield, lo spietato assassino dalla Mercedes. E' un po' difficile cercare di spiegare di cosa parla questo appassionante "hard - boiled" a puntate, dal momento che ormai siamo giunti al capolinea della storia, ma cercherò comunque di fare il mio dovere dando le informazioni essenziali senza spoilerare nulla, con buona pace di tutti coloro che non hanno ancora avuto il piacere di avventurarsi in questa triplice lettura. La triologia inizia con Mr Mercedes (trovate  QUI la mia recensione)  e prosegue con "Chi perde paga", a mio avviso il meno appasionante, ma  solo perché a  tratti sembra po' slegato dalle radici della storia iniziale: il detective Hogde entra in scena piuttosto tardi, ma i riferimenti con il passato non mancano ed il ritmo incalzante impedisce al lettore di mollare la presa. Sì perché St…

Recensione: Volevo solo andare a letto presto, di Chiara Moscardelli - Giunti Editore

Premetto che "Volevo solo andare a letto presto" è uno di quei romanzi che non rientrano nelle mie preferenze, ma ho partecipato ad un gioco e questo è quello che mi è capitato in sorte. Queste storie che ricalcano sempre e per sempre le orme dell'ormai mitica "Bridget Jones", senza però essere in grado di reggerne il peso nè tantomeno di distaccarsi quel minimo per conservare un po' di originalità, mi hanno stancata da...sì, praticamente da subito. Non ho nulla contro il genere, ma personalmente le trovo letture vuote, inconsistenti, che non riescono a strapparmi nemmeno un piccolo sorriso: una leggera increspatura delle labbra è tutto quello che ho ottenuto. Trovo che sia questo il difetto più grande del romanzo, quello di aver voluto a tutti i costi spingere troppo l'acceleratore sull'aspetto tragicomico della protagonista, con il risultato di creare un personaggio che è talmente improbabile nelle sue peripezie da risultare addirittura fastidios…

Incipit: Fine Turno, di Stephen King

"E' SEMPRE più buio appena prima dell'alba. Rob Martin si ritrovò in mente questa vecchia perla di saggezza mentre uidava lento l'ambulanza  lungo Upper Marlborough Street in direzione della bas, la caserma dei pompieri numero 3. Si disse che chiunque avesse tirato fuori una pensta simile in fondo ci aveva preso, perché quel mattino  faceva più buio che dentro il culo di una marmotta e l'alba non era lontana. Il sorgere del sole non sarebbe stato granché nemmeno al suo culmine: una specie di aurora con il doposbronza. La nebbia era fitta e puzzava del vicino Grande Lago, che non era poi così grandioso. Una pioggerelle gelida e sottile cadeva tra la foschia, giusto per aggiungere ulteriore divertimento allo spasso. Rob fece scattare i tergicristalli da intermmittenti a lenti. Poco oltre, due inconfondibili archi gialli emersero dall'oscurità."

Incipit: Il viaggio della strega bambina, di Celia Rees

Il manoscritto che segue è stato ricostruito in base a una raccolta di documenti denominati "le carte di Mary". Trovate all'interno di una trapunta di epoca coloniale, le crte sembrano una sorta di diario tenuto in modo irregolare. Tutte le date  sono ipotetiche e basate sui riferimenti nel testo. Le prime pagine sono orientativamente datate marzo 1659. Ho modificato l'originale il meno possibile; la punteggiatura e l'ortografia sono state riportate agli standard contemporanei. Allison Ellman
Boston, Mass.

ANNOTAZIONE 1 (primi di marzo?1659)

"Mi chiamo Mary.  Sono una strega. O meglio, qualcuno mi chiama così. "Figlia del diavolo", "strega bambina" mi sibilano per strada, anche se non conosco nè mio padre nè mia madre. Conosco solo mia nonna, Alice Nuttall: Mamma Nuttall per i vicini. Mi ha tirata su quando ero piccola. Se per caso sapeva chi erano i miei genitori, non me l'ha mai detto. "Figlia del re degli elfi e della regina delle f…

Recensione: Il viaggio della strega bambina, di Celia Rees - Salani Editore

Mi chiamo Mary. Sono una strega. O meglio, qualcuno mi chiama così. "Figlia del diavolo", "strega bambina" mi sibilano per strada, anche se nono conosco nè mio padre nè mia madre. Comincia così questo romanzo, rimasto a lungo a giacere nella mia infinita wish list, che si smaltisce e si rigenera talmente in fretta che spesso ne perdo totalmente il controllo. Sono contenta di averla tirata fuori dal sacco, è stata una lettura molto affascinante e coinvolgente, ad opera di un'autrice che possiede un talento indiscutibile nella narrazione. Uno stile minimale ma profondo, in grado di ricreare attraverso poche pennellate storie particolari e, in un certo senso, dimenticate. La sua scrittura prevede rari dialoghi, ma descrizioni di forte impatto visivo, quasi cinematografiche, che scorrono rapide come se noi lettori stessimo osservando la bobina di un film. Mary Newbury è appena una ragazzina quando sua nonna, l'unica persona che l'ha cresciuta e con cui vive,…

Recensione: Morte a Pemberley, di P.D. James - Edizioni Mondadori

La recensione di questo libro ha scavalcato tutte le altre in ordine di priorità perchè è stata una lettura che mi sono aggiudicata partecipando ad una Challenge piuttosto in voga qui nella blogosfera, ad opera di due blogger molto seguite,  ed il cui banner "pubblicitario" trovate in calce alla home page del mio blog .Ero contenta all'inizio di ciò che mi era capitato in sorte perché avevo adocchiato questo libro in biblioteca, l'aveva letto mia madre a suo tempo (con poco entusiasmo, a ben pensarci) ma io all'epoca predilessi altre letture. Il mio entusiasmo iniziale era dovuto al fatto che  io amo molto i gialli, su questo tipo di romanzi ho imbastito la mia carriera di lettrice e sarò sempre grata alla Signora Christie e al Signor Simenon per aver alimentato in me una passione autentica per la meticolosità e la sagacia di Poirot e per le indagini psicologiche del burbero Maigret. Jane Austen poi, è un altro amore di vecchia data: Orgoglio e Pregiudizio era n…