giovedì 5 gennaio 2017

Recensione: Morte a Pemberley, di P.D. James - Edizioni Mondadori


La recensione di questo libro ha scavalcato tutte le altre in ordine di priorità perchè è stata una lettura che mi sono aggiudicata partecipando ad una Challenge piuttosto in voga qui nella blogosfera, ad opera di due blogger molto seguite,  ed il cui banner "pubblicitario" trovate in calce alla home page del mio blog .Ero contenta all'inizio di ciò che mi era capitato in sorte perché avevo adocchiato questo libro in biblioteca, l'aveva letto mia madre a suo tempo (con poco entusiasmo, a ben pensarci) ma io all'epoca predilessi altre letture. Il mio entusiasmo iniziale era dovuto al fatto che  io amo molto i gialli, su questo tipo di romanzi ho imbastito la mia carriera di lettrice e sarò sempre grata alla Signora Christie e al Signor Simenon per aver alimentato in me una passione autentica per la meticolosità e la sagacia di Poirot e per le indagini psicologiche del burbero Maigret. Jane Austen poi, è un altro amore di vecchia data: Orgoglio e Pregiudizio era nella biblioteca dei miei genitori dagli anni sessanta, e fu una delle mie prime letture da adulta: ho adorato Elizabeth Bennet, così come Mr Darcy. Insomma, questi ingredienti amalgamati insieme ad opera di una acclamata signora del giallo avrebbero dovuto investirmi di pura gioia durante la lettura. E invece no, per niente. Mi sono annoiata a morte! L'acclamata P. D. James secondo me avrebbe fatto meglio a non cimentarsi in un'opera così, perché si sente ad ogni riga che la sua penna di giallista era come frenata, obbligata a seguire il ritmo lento dello stile ottocentesco di zia Jane, per la quale anche solo la descrizione di un soggiorno addobbato per l'ora del the diventa un elaborato esercizio stilistico e grammaticale, attraverso fioriture letterarie perfette e squisite che però levano inevitabilmente tempo all'azione. Un giallo deve avere alcune caratteristiche di base, altrimenti annoia: il ritmo deve essere serrato, i colpi di scena dietro l'angolo, la suspance deve essere un filo conduttore invisibile e continuo, che non molla mai la presa. I protagonisti sono gli stessi di Orgoglio e Pregiudizio, ed essendo passati diversi anni da quando lo lessi  ho dovuto fare un notevole sforzo di memoria (che non ho) per incastrare debitamente i nomi e le parentele, che non sono affatto pochi. E già questo mi ha infastidita, perché sarebbe bastato qualche dettaglio aggiuntivo per aiutarci ad entrare nel fitto della storia. Troviamo Elizabeth e Mr Darcy felicemente spostati, residenti nella splendida dimora di Pemberly, intenti a dare il loro primo ballo in qualità di padroni della tenuta. Elizabeth è presa dai preparativi e la sorella di Darcy, Georgiana, le è accanto in questa impresa. Delle cinque famose sorelle Bennet quattro si sono sposate, mentre Kitty è rimasta nella tenuta di famiglia ad occuparsi degli anziani genitori: la madre, sempre insulsa e petulante, ed il padre, sempre arguto ed appassionato lettore, e sempre desideroso di essere lasciato in pace dalla moglie e dalle figlie, fatta eccezione per la favorita Elizabeth. Insomma, nulla è cambiato nei rapporti familiari: ora, ad allargare le vanterie della signora Bennet  e l'insofferenza del signor Bennet, ci sono anche i nipoti. Ma in questa storia i familiari di Elizabeth vengono toccati solo in parte, perché tutto ruota intorno alle antiche conoscenze di Mr Darcy che sopraggiungono a Pemberley per motivi diversi. Non posso svelare molto della trama, perché si tratta pur sempre di un giallo e quindi ogni parola che scrivo potrebbe farvi arrivare alla soluzione. La notte prima del ballo, un terribile fatto di sangue sconvolge Pemberley e tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, si trovavano lì quella notte. Da quel momento in poi, srotolando una bobina che si muove con estrema lentezza, arriveremo alla verità. Non prima di aver sbadigliato ennemila volte, domandandoci continuamente cosa stessimo leggendo in realtà: una prosecuzione di Orgoglio e Pregiudizio di cui non si sentiva affatto il bisogno, o un giallo  sbiadito in cui le indagini sono pedanti e inconcludenti, i personaggi spenti come un candelabro nel cuore della notte e l'attesa ridotta a un unico, grande sbuffo? L'intento dell'autrice era anche nobile, credo, ma io sono una di quelle puriste che pensano sia meglio lasciare in pace  zia Jane e tutto ciò che la sua penna ha creato, perché il rischio è quello di creare forzature che risultano finte e sgradite. La signora James scrive molto bene, e su questo non ci piove, ma il tentativo di dare continuità alla storia l'ha obbligata ad utilizzare uno stile innaturale, "austiniano" solo per il dilungamento nel descrivere stati d'animo e ambientazioni, ma per nulla riuscite. E questa scelta, che non trovo attraente per un lettore come me, è stata penalizzata ulteriormente dall'idea, veramente malsana, di imbastire un giallo in mezzo a galantuomini e donne svenevoli. In conclusione devo ammettere, ancora una volta, che mia madre aveva ragione!

Titolo: Morte a Pemberley
Autore: P.D. James
Casa Editrice: Mondadori collana gli Oscar
Traduttore: G.M. Griffini
Pagine: 345

6 commenti:

  1. Ciao, io questo libro l'ho letto un paio di anni fa e mi era piaciuto. Come te mi nutro voracemente di gialli e nutro una profonda venerazione per Jane Austen, e avevo trovato la miscela gradevole, al contrario di altre storie ispirate ai romanzi della Austen che invece erano al di là di ogni dubbio dei pessimi scopiazzamenti. Credo che la lentezza dell'azione, come dici, fosse dettata dall'ambientazione. Non so se hai mai letto gialli e noir scritti e ambientati nel 16esimo o 17esimo secolo, ma procedono proprio in questa maniera. Oppure pensa semplicemente a L'abbazia di Northanger, e l'opera della James non sembrerà più così lontana dal suo scopo originario. Un saluto e complimenti per il blog!

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    1. Ciao, grazie per il tuo commento, molto interessante. In effetti non ho mai letto nessun giallo scritto nel 17 esimo secolo, immagino che la lentezza faccia parte integrante di uno stile di scrittura che prescinde dal genere letterario. La lentezza l'avrei trovata anche accettabile, ma non mi è piaciuta in relazione ai personaggi che secondo me hanno perso di carisma rispetto a quelli della Austen. Però sono curiosa di leggere gialli così datati, hai qualche titolo/autore da consigliarmi?

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    2. Se ami Jane Austen ti consiglio di leggere qualcosa di Ann Radcliffe, in particolare "I misteri di Udolpho", a cui si accenna sia in L'abbazia di Northanger che in Orgoglio e pregiudizio se non erro. C'è anche "Il monaco" di Matthew Gregory Lewis e "il castello di Otranto" di Walpole (tutti ispirati dalla Radcliffe). Se vuoi rimanere in Italia comunque e se non lo hai già letto ti consiglio "il nome della rosa" di Eco (ambientazione medievale ma tempo di azione simile agli altri). Spero di esserti stata utile, un abbraccio!

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    3. Grazie mille, allora mi segno Ann Radcliffe tanto per cominciare.
      A presto :-)

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  2. Mi ricordo quando è uscito questo libro e l'avevo messo subito nella lista dei desideri perché quando leggo Pemberley o qualunque altro riferimento a Jane Austen io mi fiondo in libreria. Fortuna vuole che ne avesse parlato una booktuber di cui mi fido molto e anche lei avevo fatto notare la lentezza, ma anche il fatto che i personaggi fossero snaturati rispetto a quelli creati dalla Austen. Un'occasione sprecata. Invece i libri di Stephanie Barron della serie Le indagini di Jane Austen mi sono piaciuti molto e la cronologia della vita della Austen è molto fedele. Buon anno nuovo!

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    1. Ciao Beth e buon anno anche a te! Come dicevo sopra, la lentezza ha penalizzato il romanzo in relazione ai personaggi, che mi sembravano totalmente altri rispetto a quelli della Austen. Esattamente, come dici tu, snaturati e privi di nerbo. In un contesto simile la lentezza si è sentita mille volte di più...anche perché quando zia Jane si perde a descrivere situazioni e stati d'animo, io semplicemente l'adoro. Dopo questa delusione non so se avrò il coraggio di approcciarmi ad altri derivati austiniani...mi tenta IL DIARIO DI MR DARCY ma a questo punto aspetto un pò!

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