domenica 26 febbraio 2017

Coffee Break




Sulla bella costa della riviera francese, a mezza strada tra Marsiglia e il confine italiano, sorge un albergo rosa, grande e orgoglioso. Palme deferenti ne rinfrescano la facciata rosata, e davanti a esso si stende una breve spiaggia abbagliante. Recentemente è diventato un ritrovo estivo di gente importante e alla moda: dieci anni fa, quando in aprile la clientela inglese andava verso il Nord era quasi deserto. Ora molte villette vi si raggruppano intorno; ma quando questa storia incomincia, soltanto i tetti di una dozzina di vecchie ville marcivano come ninfee in mezzo ai pini ammassati tra l'Hotel des Etrangers di Gausse e Cannes, otto chilometri più in là.
                                                                     ***

Erano ancora nella fase più felice dell'amore. Erano pieni di illusioni coraggiose nei riguardi l'uno dell'altra, illusioni tremende, per le quali la comunione dell'io con l'io pareva su un piano in cui nessun'altra relazione importava. Pareva a entrambi di esservi arrivati con una innocenza straordinaria, come se una serie di puri casi li avesse spinti ad unirsi, tanti casi che alla fine erano costretti a concludere di esser fatti l'uno per l'altra.

                                                                      ***

Pareva fosse necessario prendere tutto o niente; era come se fosse condannato a portare con sé per il resto della vita l'io di certa gente, appena incontrata e subito amata, ed essere completo soltanto quanto lo erano loro. C'entrava qualche elemento di solitudine: così facile essere amati, così difficile amare.


Sfogliando "Tenera è la notte", di Francis Scott Fitzgerald

0 commenti:

Posta un commento