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Visualizzazione dei post da Marzo, 2017

Recensione: la zona morta, di Stephen King -Edizioni Sperling & Kupfer

Su Wikipedia leggo che "La zona morta" è il quinto romanzo pubblicato da Stephen  King ed il primo arrivato  in vetta alla classifica dei best-seller. E' il 1979. Da allora ad oggi Stephen King è diventato il più grande romanziere di tutti i tempi, prolifico e geniale come nessun altro. Dalla sua fervida fantasia sono usciti romanzi memorabili, che sono entrati nelle case di milioni di persone in tutto il mondo anche grazie alle numerose trasposizioni cinematografiche, quasi tutte ottime. Anche se, nemmeno a dirlo, il libro è sempre meglio. Siccome nel 1979 la mia vita da lettrice non era ancora cominciata (avevo quattro anni), non posso far altro oggi che andare a ritroso cercando di rispescare i primi lavori di questo scrittore amatissimo, perché non c'è niente come un suo romanzo in grado di compiere, su di me, autentici prodigi. Immedesimazione, senso di appartenza alla storia, empatia con i personaggi ma soprattuto una grande, totale, invincibile nostalgia. Per…

Recensione: Storia della mia gente di Edoardo Nesi - Edizioni Bompiani

Questo volumetto di cica 160 pagine edito dalla Bompiani   ha vinto  il premio Strega del 2011, ed è stato anche uno dei  miei regali di compleanno di quello stesso anno. Essere una lettrice implica quasi sempre doni di questo tipo, perché c'è sempre l'amico che per togliersi dall'imbarazzo del "cosa regalo ad una che legge un casino di libri?"  si affida ciecamente ai cartonati delle librerie, uscendone spesso malissimo. Male, male, male. In tanti anni nessuno ha mai indovinato i miei gusti, ed infatti apprezzo molto gli amici che ormai si risparmiano la gaffe lasciando che i libri me li scelga da sola. Sì, ho i gusti difficili. Ma soprattutto ho un'antipatia di lunga data nei confronti del premio più "inciuciato" d'Italia, che negli ultimi anni ha conosciuto un triste declino ed una notevole perdita di prestigio. E' un premio con una grande ed illustre tradizione, tra i cui vincitori troviamo importantissimi esponenti della letteratura co…

Incipit: le nostre anime di notte, di Kent Haruf

"E poi ci fu il giorno in cu Addie Moore fece una telefonata a Louis Waters. Era una sera di maggio, appena prima che facesse buio. Vivevano a un isolato di distanza in Cedar Street, nella parte più vecchia della città, olmi e bagolari e un solo acero cresciuti sul ciglio della srada e prati verdi che si stendevano dal marciapiede fino alle case a due piani. Era stata una giornata tiepida, ma di sera aveva rinfrescato. Dopo aver camminato  sotto gli alberi, la donna svoltò all'altezza delal casa di Louis. Quando Louis le aprì la porta, le disse, Posso entrare a parlarti di una cosa? Sedettero in salotto. Vuoi qualcosa da bere? Un tè? No, grazie. Non so se mi fermerò abbastanza per berlo. Si guardò attorno. E' graziosa la tua casa. Diane l'ha sempre tenuta bene. Un pò ci provo anche io. E' ancora gaziosa, disse lei. Erano anni che non ci venivo. Guardò fuori dalla finestra verso il cortile laterale, la notte si stava accomodando fuori e dentro la cucina, una luce illumina…

Coffee break

... si portarono contemporaneamente il bicchiere alla bocca e bevvero; ciascuno guardava il volto dell'altro e il movimento delle labbra, e all'improvviso passò tra loro quel lampo di desiderio che fa di un uomo e di una donna fino a quel momento indifferenti due esseri che non potranno mai più avvicinarsi l'uno all'altro senza amore, o senza il ricordo di quell'amore: muta interrogazione, tacito consenso, complicità che li lega senza che una parola sia stata pronunciata, né un bacio dato. Fu qualcosa di così forte e strano che li lasciò pallidi e tremanti 
                                                                             ***
L'amore lo concepisco unicamente come qualcosa di assoluto, e deve racchiudere in sè, perfette, la fedeltà, la comprensione, l'amicizia. Non immagino niente di diverso nè lo accetterei. Vi ho riflettuto a lungo. Secondo me, non ci sono che tre soluzioni: la prima è quella che ho detto, e presuppone l'incontro con una cr…

Recensione: Se fossi una strega, di Celia Rees - Edizioni Salani

Mary Newbury è tornata. Questa volta il suo viaggio ci viene raccontato attraverso le visioni e i sogni di una ragazza di nome Agnes, una sua discendente che vive nel Massachussets dei giorni nostri. Agnes è una nativa americana e le sue radici affondano in una storia millenaria, ricca di fascino e di suggestioni, ma anche intrisa di dolore e sofferenza. Le vicende degli indiani d'america sono una delle pagine peggiori della storia della colonizzazione europea, frutto di una becera ignoranza ed allo stesso tempo di un senso di superiorità assoluto che la nostra razza, bianca e cristiana, si era  arrogata per diritto di nascita. La Rees, con la sua scrittura che incanta, immaginifica e profonda, restituisce dignità e bellezza ad un popolo troppo spesso dimenticato dalla storia, ad oggi confinato nelle riserve. Qualcuno si è conformato alla struttura della società bianca, con le sue stratificazioni ed il suo inno al consumismo più sfrenato, mentre altri hanno cercato in tutti i mod…

Incipit: Se fossi una strega, di Celia Rees

"Se sono una strega, presto lo sapranno. Non avevo mai augurato del male a nessuno ma mentre fuggivo da Beulah rabbia e odio cozzavano dentro di me, facendo scintille come l'acciaio contro la pietra focaia. Non ho fatto nulla di male, e allora perché sono stata costretta a fuggire? Le mie accusatrici, Deborah Vane e le altre ragazze, erano le colpevoli. Anche mentre mi accusavano di stregoneria, i loro occhi brillavano di calcolata malignità. La follia che contorceva i loro volti era simulata. Come non accorgersene? "Coloro che sono ciechi e non vorranno vedere". Mi sono tornate in mente le parole di mia nonna. Era una donna saggia; ma la sua saggezza non le ha procurato altro che dolore. E' morta impiccata, ed ecco che mi attendeva lo stesso destino. Cercarono, e con la massima cura. Mi rannicchiai nella camera del travaglio di Rebekah, convinta di essere al sicuro per un pò, ma chiesero di entrare perfino lì, con voci squillanti che parlavano di diritti e di do…

Il buio nell'anima - Recensione de "I COMPLICI", Georges Simenon - Gli Adelphi

Georges Simenon, come ho affermato più volte, è uno dei miei autori preferiti. Qualsiasi suo romanzo merita di essere letto, perché quest'uomo ha il dono della scrittura ed è in grado di scandagliare l'animo umano in tutte le sue complesse sfumature, regalandoci trame di grande impatto emotivo e personaggi indimenticabili.  Ogni parola scelta, ogni frase costruita con apparente naturalezza è come la lama di un coltello che squarcia la superficie ed arriva in profondità, lasciandoci disorientati ed in preda alla nostre riflessioni. I protagonisti delle sue storie sono quasi sempre uomini e donne in bilico, in lotta contro se stessi ed incapaci di accettare  il finto perbenismo della vita borghese di quei tempi. I  rituali consolidati rivestiti da una patina di falsità, le apparenze che dovevano ingannare, la polvere nascosta sotto eleganti tappeti, i villini a schiera in cui riciclare le miserie di un'intimità domestica che da tempo ormai procura solo fastidio e desiderio …

Incipit: I custodi di Slade House, di David Mitchell

Qualsiasi cosa stesse dicendo la mamma è stata soffocata dal rombo fuligginoso dell'autobus che si allontana rivelando, dietro di sè, un pub che si chiama The Fox and Hounds, la volpe e i segugi.  Nell'insegna ci sono tre beagle che hanno stretto una volpe in un angolo. stanno per saltarle addosso e sbranarla. Una targa stradale dice WESTWOOD ROAD. I lord e le lady dovrebbero essere ricchi, perciò mi aspettavo piscine e Lamborghini, invece Westwood Road mi pare piuttosto normale. Normali case di mattoni, mono  bifamigliari, con giardinetti e automobili normali. Il cielo umido ha il colore dei vecchi fazzoletti da naso. Sette gazze passano in vole. Sette va bene. Però ho la faccia della mamma a pochi centimetri dalla mia, anche se nonc apisco se è una faccia arrabbiata o preoccupata. "Nathan? Mi stai ascoltando, almeno?". Oggi la mamma è truccata. Il colore del rossetto si chiama Giglio del mattino, ma più che di giglio odora di attaccatutto. Siccome la faccia non si …

Coffee break

Come arrivammo ad abbracciarci così presto? Chi allungò per primo la mano? Chi cercò le labbra dell'altro? Sicuramente io. Non appena riuscii a tirare fuori la voce per rompere il silenzio carico di intenzioni nel quale ci guardavamo, gli annunciai senza preamboli che lo stavo aspettando da molto tempo, perché l'avevo visto nei sogni e nelle perline e nelle conchiglie da divinazione, gli dissi che ero disposta ad amarlo per sempre e gli feci altre promesse, vuotando il sacco.

                                                                   ***

Questa è la mia storia e quella di un uomo, Pedro de Valdivia, le cui eroiche prodezze sono state annotate con rigore dai cronisti e permarranno nelle loro pagine fino alla fine dei tempi; ma io so di lui ciò che la Storia non potrà mai conoscere: di cosa aveva paura e come amava.
                                                                  ***

"E tu cosa vuoi, Pedro?"
"Fondare il Cile insieme a te" rispose se…

Recensione: i custodi di Slade House, di David Mitchell - Edizioni Frassinelli

Non conoscevo affatto David Mitchell, ma da quando questo suo romanzo è stato dato alle stampe mi ha preso un'irresistibile curiosità di leggerlo. Io che non amo molto i fantasy, con qualche rara eccezione, alla fine non ho saputo resistere. Sono uscita ancora una volta dalla mia zona di comfort, ed ancora una volta farlo  si è rivelato un'ottima scelta. Non è un fantasy nel senso classico del termine ma racchiude più generi insieme,  ragione per cui  incasellarlo a forza in qualche definizione è riduttivo e non gli rende giustizia. Non che ci sia nulla di male ad essere un fantasy, ci mancherebbe. Ma questo libro non lo è, per cui la definizione potrebbe essere fuorviante. E' un fantasy ma anche un romanzo gotico, un horror, un thriller, un romanzo psicologico. Quando la  carne al fuoco è tanta e così eterogenea il rischio di scivolare su qualche banalità di troppo è dietro l'angolo, così come quello di creare disarmonia alla trama. Mitchell però non è uno scrittore …