domenica 19 marzo 2017

Coffee break



... si portarono contemporaneamente il bicchiere alla bocca e bevvero; ciascuno guardava il volto dell'altro e il movimento delle labbra, e all'improvviso passò tra loro quel lampo di desiderio che fa di un uomo e di una donna fino a quel momento indifferenti due esseri che non potranno mai più avvicinarsi l'uno all'altro senza amore, o senza il ricordo di quell'amore: muta interrogazione, tacito consenso, complicità che li lega senza che una parola sia stata pronunciata, né un bacio dato. Fu qualcosa di così forte e strano che li lasciò pallidi e tremanti 

                                                                             ***

L'amore lo concepisco unicamente come qualcosa di assoluto, e deve racchiudere in sè, perfette, la fedeltà, la comprensione, l'amicizia. Non immagino niente di diverso nè lo accetterei. Vi ho riflettuto a lungo. Secondo me, non ci sono che tre soluzioni: la prima è quella che ho detto, e presuppone l'incontro con una creatura eccezionale;la seconda è avere solo rapporti occasionali, così come si a bare un bicchiere al bar prima di riprendere il lavoro; la terza: il matrimonio con una ragazza che accetterà il suo posto di serva ammessa al letto del padrone. Ma la prima soluzione, la credete impossibile?

                                                                             ***

Fino a quel momento Marianne e Antoine non avevano conosciuto la maledizione congenita al matrimonio: le liti senza ragione, senza motivo, che scoppiano all'improvviso in piena bonaccia come un temporale in un cielo d'estate, e che, rare all'inizio e di cui ci si vergogna, finiscono per occupare il tempo, la mente degli sposi, e procurare loro un oscuro piacere: ogni amore umano, per durare, dev'essere nutrito di passione; spenta la passione, cerca il suo alimento nelle parole dell'odio, nelle azioni ostili, in tutto ciò che è ancora movimento, calore, fiamma nel cuore dei due coniugi.

                                                                             ***

Spesso l'amore non è che il ricordo di un istante d'amore.


Sfogliando "Due", di Irène Némirovsky



0 commenti:

Posta un commento