martedì 14 marzo 2017

Incipit: Se fossi una strega, di Celia Rees




"Se sono una strega, presto lo sapranno. Non avevo mai augurato del male a nessuno ma mentre fuggivo da Beulah rabbia e odio cozzavano dentro di me, facendo scintille come l'acciaio contro la pietra focaia. Non ho fatto nulla di male, e allora perché sono stata costretta a fuggire? Le mie accusatrici, Deborah Vane e le altre ragazze, erano le colpevoli. Anche mentre mi accusavano di stregoneria, i loro occhi brillavano di calcolata malignità. La follia che contorceva i loro volti era simulata. Come non accorgersene? "Coloro che sono ciechi e non vorranno vedere". Mi sono tornate in mente le parole di mia nonna. Era una donna saggia; ma la sua saggezza non le ha procurato altro che dolore. E' morta impiccata, ed ecco che mi attendeva lo stesso destino.
Cercarono, e con la massima cura. Mi rannicchiai nella camera del travaglio di Rebekah, convinta di essere al sicuro per un pò, ma chiesero di entrare perfino lì, con voci squillanti che parlavano di diritti e di doveri. Solo Marta li affrontò resistendo al reverendo Johnson, coraggiosacome un pettirosso davanti a un falco in picchiata. Se ne andarono a malincuore. Li sentii frugare il resto della casa, spostandosi da una stanza all'altra, i passi pesanti carichi di odio.
Andai via, ma loro continuarono a cercarmi."

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