lunedì 10 aprile 2017

Recensione: Black Out, di Marc Elsberg - Casa Editrice Nord




Come questo romanzo sia finito tra le mie letture è una strana storia.  
Marc Elsberg è uno scrittore autstriaco che in patria, in seguito alla pubblicazione di questo romanzo post apocalittico (che forse proprio post apocalittico non è), ha riscosso un enorme successo, scalando le classifiche di Germania, Svizzera ed ovviamente Austria. Un signore svizzero, un musicista di grande cultura e appassionato lettore, ha regalato per Natale questo volume al mio compagno, sostendo che fosse uno dei migliori libri che avesse letto negli ultimi anni. Il mio compagno non essendo un grande lettore si è lasciato  spaventatare dalla mole del romanzo, cedendomi volentieri il passo. Appena ho appreso la tematica intorno alla quale è stata costruita la storia mi sono gettata a capofitto nella lettura, uscendone con le ossa rotte e con un opprimente senso di angoscia. E' realtistico, porca miseria. Realistico al punto che più volte mi sono domandata se in casa avessimo abbastanza scorte di candele, acqua in bottiglia e derrate alimentari non deteriorabili, tanto per fronteggiare le necessità primarie in caso di blackout prolungato. E la risposta è stata una sola: NO.
La teoria a cui si rifà l'autore gira da diversi anni negli ambienti scientifici, e si è propagata a macchia d'olio dagli Stati Uniti all'Italia grazie ad un articolo di giornale apparso nel 2009 che metteva in guardia da un possibile "attacco magnetico" ad opera del nostro Sole da lì a breve. Addirittura si parlava di un anno specifico in cui tutto ciò sarebbe accaduto, mi sembra il 2013 o giù di lì, esattamente non ricordo. Ho un paio di amici ( un ingegnere ed un geologo) che ritengono l'ipotesi assolutamente plausbile, ancora oggi che lo spauracchio atmosferico si è verificato senza creare problemi (un po' come quando, con l'approssimarsi dell'anno 2000, il Mellenium Bug aveva creato un isterismo ingiustificato). La comunità scientifica parlava della possibilità che si potesse verificare un blackout di lunga durata dovuto alle cosiddette "tempeste solari", che sarebbero state di un'intensità tale da essere in grado di bruciare tutti i generatori di corrente elettrica. La previsione era stata elaborata dalla NASA  e riportata in Italia da un articolo de La Repubblica, contribuendo a diffondere la notizia tra le masse. Fino a qui le ragioni della scienza. Il problema è che, sucessivamente, questa idea è stata ripresa e distorta dalle menti di alcuni  complottisti, i quali diverso tempo sostengono  che questo scenario catastrofico  si verificherà non a causa di un fenomeno atmosferico particolarmente intenso, bensì ad opera dell'uomo, e quindi deliberatamente, per creare il caos e riprortare l'umanità indietro di secoli, con conseguenze apocalittiche. Un attacco terroristico senza l'impiego di armi di massa, elaborato da un esercito invisibile che agisce nel sottobosco informatico e che utilizza le più grandi invenzioni della civiltà per distruggerla. Un suicidio indotto insomma.
L'umanità oggi dipende totalmente dall'energia elettrica: se ci soffermiamo un attimo a riflettere su questa incontrovertibile verità possiamo facilmente comprendere quali sarebbero le conseguenze di un blackout a livello mondiale. Sarebbe, in poche parole, la fine della nostra civiltà così come la conosciamo. Per prima cosa si verificherebbero una serie di incidenti a catena, perché i semafori smetterebbero di funzionare; poi si verificherebbe un blocco totale della circolazione a causa dell'impossibilità di rifornirsi di carburante (le pompe delle stazioni di servizio infatti necessitano di energia elettrica per funzionare, ma chi ci ha mai pensato?). Le derrate alimentari deperirebbero in pochi giorni nei reparti dei supermercati e nei loro magazzini, che sprovvisti di corrente elettrica non sarebbero più in grado di conservare il cibo. Il denaro non sarebbe più erogabile tramite bancomat nè tanto meno sarebbe possibile prelevarlo recandosi direttamente allo sportello della propria banca, perché quello bancario è un sistema completamente automatizzato. Le medicine, così come il cibo, non sarebbero più a disposizione di nessuno, e questo creerebbe i primi decessi per i cardiopatici o per chiunque necessiti di farmaci salva vita. Quanti malati cronici hanno graosse scorte di farmaci nell'armadietto del bagno? Ve lo dico io: nessuno. Perché il medico fa la ricetta di volta in volta per certi medicinali e quindi l'idea di potersi fare una bella abbuffata di betabloccanti o insulina è da escludersi a priori. Le telecomunicazioni sarebbero tranciate di netto, il traffico ferroviario ed aereo sospeso, i rifornimenti di qualsiasi natura bloccati. Questo tanto per cominciare, perché le conseguenze sul lungo periodo coinvolgerebbero anche altri aspetti non solo pratici, andando a toccare la sfera politica, economica e militare di paesi interi.  Insomma, una teoria affascinante ed inquietante, che da anni alimenta i complottisti e l'immaginazione delle menti più fervide. Come quella del nostro autore.
Mark Elsberg ha congegnato una storia pescando da questa teoria e spostando poi l'attenzione sulla possibilità di manomettere i contatori di nuova generazione, cosiddetti "intelligenti", che si basano su un sistema di controllo e raccolta dati chiamato SCADA. Se non sapete di cosa si tratta, poveri voi. L'autore non ve lo spiegherà, le pagine voleranno via senza che voi capiate un accidente, infarcite  di un trilione di termini incomprensibili ai più. I dettagli tecnici sono davvero troppi, e rendono la lettura molto ostica. Per chi non mastica i tecnicismi dell'ambiente informatico, così strettamente connesso a quello della distribuzione dell'energia elettrica su larga scala, è difficile raccapezzarsi. Ammetto di non aver compreso assolutamente come i terroristi siano riusciti ad infiltrarsi nella rete elettrica mondiale mandando in tilt un paese dopo l'altro, quanto meno non nel dettaglio. Diciamo che l'ho compreso a grandi linee, ma penso che se l'autore avesse reso questi passaggi un po' più semplici saremmo stati tutti padroni della storia, anche io che sono bionda. Invece ho  brancolato nel buio per diversi capitoli, tirando il fiato solo quando l'attenzione veniva spostata sulle vicende umane, sempre troppo poche e troppo brevi. Si tratta pur sempre di un romanzo, non di un saggio, che diamine!
Oltre ai dettagli tecnici, ci sono altri appunti da fare: quanti nomi sono stati buttati nel mezzo? Quante città diverse, quanti centri di narrazione? Un'infinità, da perderci la testa. Considerando che in tutto il romanzo conta ben 630 pagine, capite bene che smarrirsi durante la lettura è un attimo. Ed io ammetto di averlo fatto più volte. Per fortuna perdersi nei dettagli tecnici non è grave, nel senso che il filo del discorso si riprende agevolmente, però avrei preferito che l'autore avesse dato decisamente più spessore all'aspetto umano ed ai tratti caratteriali dei personaggi, che si muovono quasi sempre in funzione degli accadimenti e sembra che non abbiano una vita intima ed  una propria natura, qualcosa insomma che esista anche aldilà della catastrofe imminente. Un passato, un presente, un futuro: è tutto abbozzato e tratteggiato a grandi linee, cosa che  non permette di empatizzare molto con i protagonisti. Lo consiglierei? Forse no. Però l'abilità dell'autore è indubbia e la sua preparazione eccellente, per cui spero che ci riprovi con qualcosa di meno voluminoso, meno "saggistico" e più umanizzato.
Allora sì che sarebbe stato un romanzo perfetto, uno di quei libri che consiglierei a chi è in cerca di divertimento allo stato puro.

TITOLO: Blackout
AUTORE: Marc Elsberg
CASA EDITRICE: Nord
PAGINE: 630
TRADUZIONE: R. Zuppet





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