venerdì 28 aprile 2017

Recensione: Il mondo di Belle, di Kathleen Grissom - Edizioni Neri Pozza



Desideravo leggere questo romanzo da diverso tempo, però anche questa volta la mia diffidenza iniziale ha giocato a suo sfavore, lasciandolo sospeso in quel limbo in cui finiscono le letture che continuo a rimandare. Il mio timore era che ricalcasse troppo le orme del celeberrimo Via col Vento di Margaret Mitchell, capolavoro letterario e cinematografico emblema di tutte le storie ambientate nel romantico sud. Mi sbagliavo di brutto, perchè Via col vento è ambientato durante la Guerra di Secessione americana mentre "Il mondo di Belle" racconta il periodo immediatamente precedente. Non esisteva ancora nessun conflitto tra nordisti e sudisti, tra Stati Uniti e Stati Confederati; la causa abolizionista non era ancora stata proclamata e Abramo Lincoln non era ancora nato. Ma soprattutto la storia si svolge in Virginia, una delle prime colonie britanniche  dell'America settentrionale: altro che romantico sud! Stavo prendendo una cantonata pazzesca. Quindi trattandosi di una storia nuova ho abbandonato  le idee che mi ero fatta e mi sono lanciata nella lettura, invogliata anche dalle numerose opinioni positive che accompagnano il romanzo da quando è stato pubblicato, nel 2013. La storia si sviluppa nell'arco di circa quindici anni, tra il 1792 e il 1807, ed affonda le sue radici in una delle  grandi piantagioni di tabacco che all'epoca prosperavano nelle ex colonie del nord america. La schiavitù faceva parte integrante dello stile di vita e della stratificazione sociale di tutti i paesi americani del tempo, era una realtà largamente diffusa ed accettata come un fatto naturale a cui era impossibile ribellarsi: i venti del cambiamento non soffiavano ancora, e nessuna idea di libertà era  in procinto di sbocciare. Le persone di colore, deportate dalle colonie africane, venivano sfruttate e fatte lavorare in terribili condizioni per far prosperare le immense piantagioni che davano ricchezza ai latifondisti; potevano essere oggetto di contrattazione al pari del bestiame e i loro padroni avevano diritto di vita e di morte su di loro. Esistevano leggi severe che impedivano i matrimoni tra bianchi e neri, e l'unica possibilità che aveva una persona di colore per poter vivere una vita dignitosa era ottenere l'affrancamento dal proprio padrone: inutile dire che erano eventi molto rari, dettati da circostanze uniche nel loro genere. Dunque è questo  il quadro storico e sociale in cui si collocano i personaggi della nostra storia, dando vita ad una saga familiare intensa e suggestiva, che mi ha letteralmente rapita. La scrittura in sè per sè non l'ho trovata niente di speciale, nel senso che l'autrice svolge bene il suo dovere ma non mi ha particolarmente colpita. L'elemento vincente è senza dubbio la storia narrata, interamente basata sulle vicende umane e sugli intricati legami affettivi che nascono all'interno della piantagione di Tall Oak e che si sviluppano in un crescendo di drammaticità e colpi di scena. Le protagoniste principali sono due: Belle e Lavinia. Lavinia è una bambina sparuta  di soli sette anni quando si ritrova catapultata in Virginia nella piantagione del Capitano Pike, dopo una lunga traversata dall'Irlanda di cui non ricorda nulla. I suoi genitori durante il viaggio contraggono alcuni debiti con il capitano Pike ma purtroppo muoiono entrambi prima che potessero ripagarlo: Lavinia diventa così oggetto di scambio ed il capitano se ne appropria  a titolo di risarcimento. Quando il capitano rientra alla piantagione da ordini alla servitù delle cucine di prendere sotto la loro ala protettrice la bambina, e la affida così a Belle. La cucina della casa padronale era un edificio distaccato da quello principale, perché all'epoca capitava spesso che si verificassero incendi al loro interno e quindi per sicurezza venivano dislocate. Belle è la schiava mulatta che si occupa dei pasti della casa padronale, abile cuoca e grande lavoratice, dotata di una bellezza intrigante e fuori dal comune. E' la figlia illegittima del capitano, frutto dell'amore clandestino con una sua serva. L'uomo nutre un amore tenero e sincero nei confronti della ragazza  e riesce a nascondere malamente questo sentimento, instillando negli altri membri della famiglia il dubbio che Belle  fosse in realtà la sua amante. Questo è quello che pensa Martha, la sua giovane moglie, ed il primogenito Marshall, che da sempre nutre un odio profondo nei confronti della ragazza. Lavinia si lega a Belle in modo viscerale, e cominciano a considerarsi entrambe come madre e figlia. Le pagine del libro sono un alternarsi tra i racconti di Lavinia, in cui domina la disarmante ingenuità della ragazzina, e quelli di Belle, sempre molto stringati, ridotti all'essenziale ed estremamente lucidi. Lavinia vive con il disincanto del suo animo fanciullesco e pulito i rapporti affettivi che via via  instaura all'interno della famiglia di schiavi che l'ha di fatto adottata, mentre Belle è consapevole della sua condizione disgraziata e nonostante sia la figlia del padrone è costretta a vivere come una schiava qualsiasi, senza diritti ed esposta a soprusi di ogni tipo. Belle, per amore di Lavinia, tace alla bambina le brutture della casa padronale, i maltrattamenti che subiscono i lavoratori dei campi da parte del loro supervisore, un alcolizzato violento, e la paura costante che avevano le donne di essere abusate. La condizione delle donne schiave era forse ancora peggiore di quella degli uomini, perchè oltre alle frustate del guardiano subivano spesso anche violenza sessuale, diventando giumente da monta per i signorotti bianchi. Spesso in seguito a queste unioni selvatiche venivano concepiti bambini di sangue misto, ma per le donne della piantagione non faceva nessuna differenza. Ogni bambino che nasceva a Tall Oak veniva ugualmente amato, nutrito ed accudito a prescindere dai legami di sangue. E' questo ciò che Mamma Mae insegna a Lavinia, che non è importante il colore di un bambino, perchè l'unica cosa che conta è l'amore che ha diritto di ricevere. Mamma Mae è uno dei personaggi che più mi ha conquistata, perché nonostante l'ignoranza e la povertà in cui è costretta a vivere porta in sè una straordinaria saggezza, derivata dalla fede in Dio e dalle lezioni che la vita le ha impartito. Ma, più di qualsiasi cosa, mi ha colpita la sua dignità, che nessuno riesce a scalfire, ed il suo coraggio di mamma generosa, la mamma di tutti i bambini della piantagione che ha sfamato e vestito. Mamma Mae, papà George, Ben, le gemelle Fanny e Beatty, Dory, e poi naturalmente Belle: sono loro la  famiglia di Lavinia, persone che si amano nonostante le differenze e che si sostengono l'un l'altro nel momento del bisogno. Poco altro importa, a Lavinia come a tutti loro.
Purtroppo gli avvenimenti che si susseguono quando Lavinia da bambina si trasforma in una giovane ed affascinante ragazza sono tragici, una catena funesta che sembra non spezzarsi mai. I tempi dopo la morte del capitano Pike sono radicalmente cambiati, il figlio Marshall assume il controllo delle proprietà portando con sè un'ombra nera di odio che si sparge in tutta la piantagione, con conseguenze devastanti. Non solo la famiglia di colore di Belle subirà le conseguenze di questo cambiamento, ma la stessa discendenza Pike giungerà al capolinea. Nonostante questi picchi drammatici la storia non perde niente della sua bellezza originaria, anzi se possibile ne trae beneficio. I momenti di gioia e di condivisione, di amore e di fratellanza diventano ancora più intensi e commoventi, facendoci allargare il cuore. Alla fine di questa appassionante saga si intravede un barlume di speranza e di pace, quella speranza che anche nelle situazioni più buie persone splendide come Mamma Mae e papà George hanno sempre tenuto acceso, accolgiendo tutti tra le loro grandi braccia.
Un romanzo storico davvero buono si riconosce quando, leggendo, non abbiamo più la percezione della finzione narrativa. E' un artificio che qualche volta non riesce, ma Kathleen Grissom è stata molto brava in questo e si intuisce  chiaramente quanta preparazione e quanto studio ci sia stato  dietro l'imbastitura di questa storia di donne straordinarie, che difficilmente dimenticherò.


Titolo: Il mondo di Belle
Autore: Kathleen Grissom
Traduttore: C. Brovelli
Editore: Neri Pozza
Collana: I narratori delle tavole
Anno edizione: 2013
Pagine: 413 p. , Brossura

2 commenti:

  1. Ciao Paola...che bellissima recensione! Mi hai fatto venire un gran voglia di leggere questo libro che non posso spiegarti. Inoltre, i romanzi storici sono i miei preferiti, per non parlare dell saghe familiari!! Mi ha fatto fare una grandiosa scoperta letteraria..grazie;)

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    1. Ciao e grazie di essere passata! Il libro è veramente bello, e tra l'altro c'è anche il seguito ("L'onore sopra ogni cosa") quindi se ti appassionerai (come penso) tranquilla: non resterai orfana di quel mondo lontano e suggestivo. A presto!

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