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Visualizzazione dei post da Maggio, 2017

UN MARTEDI' DA SCRITTORI: Rory Myth presenta "Black Angels White Demons"

Oggi voglio presentarvi il romanzo dell' autrice esordiente Rory Myth, "Black Angels White Demons". Si tratta di una pubblicazione speciale, come leggerete in seguito, per cui vi pregherei di dedicare  qualche minuto del vostro tempo alla lettura di questo post. Rory Myth nasce a Milano nel 1992, vive sulle sponde del lago di Varese dove  frequenta l'università e contemporaneamente lavora come modella. Amante delle storie e dei libri fin da quando era piccola, si è cimentata di recente nel mondo della scrittura per sostenere con la vendita dei suoi libri due associazioni con cui collabora:
"Si tratta di due case famiglia per ragazzi problematici e senza genitori: una per bambini fino ai 12 anni, l'altra per ragazzi fino ai 18 non compiuti. Questi ultimi dopo aver raggiunto la maggiore età dovranno essere avviati al mondo del lavoro e quindi non sono più sotto la tutela della casa famiglia. Sono gestite da due parroci ed  essendo no profit sopravvivono g…

Incitpit: La fioraia del Giambellino, di Rosa Teruzzi

Capì che era uno di quei famosi giorni dalla sua camminata: la sentiva andare su e giù per la camera da letto, con passi nervosi, come in gabbia.
Manuela, sua figlia, non aveva segreti per lei, si disse Patriza e, nel pensarlo, un involontario sorriso di amarezza le sfiorò il volto.
Abbassò l'audio del televisore, si raddrizzò sul divano, si strinse nella vestaglia di cachemire e si preparò ad affrontarla.
Come aveva previsto, la porta della camera si aprì e Manuela ne uscì, una smorfia di preoccupazione sul volto. Attraversò il salotto a passo di carica. "Abbiamo fissato la data" disse, lasciandosi cadere sulla potrona accanto a l ei. Cercò di lisciarsi i capelli dietro le orecchie, si aggiustò l'abito a fiori sulle ginocchia. Poi, finalmente, alzò gli occhi nei suoi: "Adesso devi dirmelo, mamma".
Non ci fu bisogno di specificare cosa. Gliel'aveva chiesto già troppe volte.
Patrizia scosse il capo: "No, non intendo farlo".

Coffee Break

Spesso vorremmo che la nostra vita fosse diversa. Si sogna altro, e nulla si muove. Ci ripromettiamo delle cose. Andiamo avanti con dei se che non si verificano mai. Si aspetta, si procrastina il momento in cui la nostra esistenza sarà migliore, e i giorni, gli anni passano con i nostri giuramenti ribaditi o svaniti.
                                                             ***
Non decidi tu di amare o di dimenticare. E' un'idea che non ti lascia mai. Di giorno vivo con lei e, di notte, quando mi sveglio, è a lei che penso. Sono innamorato come il primo giorno. Puoi stancarti di una donna, volerne un'altra. Questo non è amore, è desiderio. Perchè l'amore, quello vero, è intellettuale. E' nella testa che lo vivi, e ci sono giorni in cui penso che sarebbe stato meglio dimenticare.

                                                            ***
Nella lettura c'è qualcosa di irrazionale. Prima ancora d'aver letto, s'indovina se un libro ci piacerà o no.…

Recensione: Cassandra, di Christa Wolf - Edizioni E/O

Cassandra, figlia di Ecuba e di Priamo, re di Troia, è una delle figure mitologiche che più mi hanno affascinato quand'ero ragazzina. Non ho mai avuto una formazione classica, ma la mia professoressa di italiano delle medie amava gli antichi greci e ci fece conoscere un poco di Iliade, di Odissea e di Eneide. La guerra di Troia fu uno dei miei compiti di esame, e scrissi di mia iniziativa  una tesina proprio su Cassandra, la profetessa inascoltata. Non so cosa speravo di ritrovare leggendo questo libro di Christa Wolf, ma certamente non pensavo che quest'opera apparentemente minuscola custodisse in sè una struttura narrativa così complessa,  ed un significato tanto profondo. Così profondo che non sono certa di averlo colto e compreso. Lo stile della Wolf è volutamente ostico, perché l'autrice non ci mette di fronte ad una trama, non esiste una linearità nel racconto ed i protagonisti che ruotano intorno alla vita della profetessa sono chiamati e richiamati a seconda di co…

NON SONO UN'ASSASSINA - Ultima parte

Eccomi qui, in una cella, a scrivere la mia storia. Nessuno crede alla mia versione dei fatti. Persino il mio avvocato mi crede pazza. Non me lo dice ma si intuisce. Marco Matera è scomparso e nulla lo lega in alcun modo a quella donna. Non so cosa succederà, se resterò qua dentro per sempre o qualcuno crederà alla mia versione dei fatti. Ecco perché ho voluto lasciare su carta quello che mi è successo. Se qualcuno là fuori potrà mai trovare la verità lo faccia, gliene sarò grata.

RACCONTO A PUNTATE DI ROSARIA RUSSO

Recensione: Viaggiare in giallo - di Manzini, Recami, Malvaldi, Savatteri, Robecchi, Giménez-Bartlett - Edizioni Sellerio

Premetto che in circostanze normali non avrei mai acquistato questa raccolta di racconti della Sellerio, mai e poi mai. Sto partecipando ad una challenge di lettura, e l'obiettivo che dovevo portare a termine questa volta era leggere un romanzo che si trovasse tra i primi cinque posti della classifica ibuk. Per  chi non lo sapesse la temutissima classifica ibuk raccoglie i titoli più venduti in territorio italiano, in base ai dati   forniti dalle librerie aderenti al circuito "Arianna",  che vengono aggiornati settimanalmente. Da anni non mi capacito di come possano essere sempre in testa alla classifiche di vendita libri che onestamente non regalerei nemmeno al mio peggior nemico: basti pensare che la settimana scorsa tra i primi cinque titoli c'era anche l'ultimo romanzo di Moccia. Una volta che accantonerò questa triste vicenda   non parlerò mai più della classifica ibuk e del dolore fisico che provo pensando a quanto basso sia il livello culturale del lettor…

NON SONO UN'ASSASSINA - sesta parte

“ Va tutto bene?” Marco era fuori al bagno e si dimostrava allarmato dalla mia lunga permanenza. A quel punto non ci vidi più, presi il fazzolettino e glielo sventolai in faccia. “Che significa?” chiesi irritata. “ È un semplice fazzoletto, non capisco cosa ci sia di strano” rispose con freddezza invidiabile. “Basta bugie, tu non sei entrato per caso nella mia vita e nemmeno in questa storia, tu conoscevi Eva, e molto probabilmente l’hai uccisa”. Mi aspettavo che negasse, che dicesse altre bugie, e invece no, cominciò a confessare tutto, senza alcun problema. “Credimi, non è nulla come sembra, è stata Eva a fare tutto” Io rimasi allibita, non credevo alle mie orecchie. “Cioè. Si è suicidata?” “Non proprio. Io amavo Eva, da anni, sapevo tutto di lei, mi piaceva osservarla, anche quando non mi poteva vedere, ma lei non mi ha mai considerato, ero un’ombra di passaggio. Ma poi qualcosa è cambiato. Quando suo padre è morto mi capitò di incontrarla, come accadeva prima, ma q…

Incipit: Natura morta con custodia di sax, di Geoff Dyer

"Era quel tranquillo momento della sera quando la gente del giorno è già tornta a casa dal lavoro e la gente della notte deve ancora arivare al Birdland. Dalla finestra dell'albergo guardava Broadway farsi viscida e buia sotto una pioggia indecisa. Si versò da bere e posò una pila di canzoni di Sinatra sul piatto del giaradischi...toccò quel telefono che non squillava mai e tornò alla finestra. Presto la vista di fuori si annebbiò, appannata dal suo respiro. Ricalcando la propria immagine riflessa come fosse un disegno, tracciò con il dito delle linee intorno agli occhi, alla bocca e alla testa, finchè non li vide trasformarsi in un teschio gocciolante che cancellò con il polso.
Si sdraiò sul letto, infossando appena il soffice matersasso, convinto di sentirsi rimpicciolire, sul punto di svanire nel nulla. Sparsi sul pavimento c'erano piatti ancora pieni che aveva piluccato e subito lasciato stare. Un boccone qua, uno là, e poi di nuovo alla finestra. Non mangiava quasi, m…

Explicit: Il giardino dei Finzi-Contini, di Giorgio Bassani

Che cosa c'è stato, fra loro due? Niente? Chissà. Certo è che, quasi presaga della prossima morte, sua e di tutti i suoi, Micòl ripeteva di continuo anche a Malnate che a lei, del suo futuro democratico e sociale, non gliene importava nulla, che il suo futuro, in sé, lei lo abborriva, ad esso preferendo di gran lunga “le vierge, le vivace et le bel aujourd’hui”, e il passato, ancora di più, il caro, il dolce, il pio passato. E siccome queste, lo so, non erano che parole, le solite parole ingannevoli e disperate che soltanto un vero bacio avrebbe potuto impedirle di proferire: di esse, appunto, e non di altre, sia suggellato qui quel poco che il cuore ha saputo ricordare.

NON SONO UN'ASSASSINA - Quinta parte

Uscii di corsa da quella che non sentivo più essere casa mia. Avevo ancora strette nella mani quelle fotografie assurde che non avevano alcun senso ma che stavano ormai minando la mia mente quasi portandomi a credere di aver fatto qualcosa che non ricordavo. Mi sentivo osservata, come se tutti coloro che fossero in strada mi osservassero e additassero come si faceva in passato con una strega. Non sapevo cosa fare, ogni mio gesto sarebbe stato sbagliato. Distruggerle non era la scelta giusta ma di sicuro nemmeno tenerle, e nemmeno andare alla polizia. Avrebbe dato loro un’ammissione di colpevolezza. Provai a farle entrare nella tasca della giacca ma proprio facendo quel movimento cadde un biglietto, era quello dell’avvocato Matera. Lo chiamai con voce terrorizzata e dall’altro capo mi rispose una persona intenzionata solo a tranquillizzarmi. Non potevo spiegargli telefonicamente cosa fosse successo ma gli dissi che avevo assolutamente bisogno di parlargli. Era sera e lui non si tr…

Recensione: Borgo Propizio, di Loredana Limone

Immaginate uno di quei borghi millenari nascosti negli anfratti della nostra bella penisola: vicoli acciottolati che si arrotolano su se stessi, case di pietra antica rivestite di edera e vite americana, gerani dai colori sgargianti che fanno bella mostra di sè alle finestre,  e gatti che si scaldano sonnacchiosi al sole. Ora provate a dare un'occhiata agli abitanti che si aggirano per le vie del paese: troverete, quasi certamente, un gruppetto di comari intente a spettegolare del più e del meno, ognuna con l'ultima novità da raccontare alle altre. E siccome nel borgo non succede mai nulla, le invenzioni delle signore corrono veloci sulle ali della fantasia, per rimbalzare poi di bocca in bocca e di porta in porta. Ma se un giorno come tanti succedesse qualcosa, un fatto a dir poco straordinario, che squarcia improvvisamente l'immobilità di quel tempo sospeso? Succede che inizierebbe una storia. La storia di Borgo Propizio. Loredana Limone presta la sua penna a questo pae…

Coffee break

Fu quella una data memorabile per me, poiché portò a molti mutamenti in me stesso. Avviene la medesima cosa in ogni esistenza. Immaginate un dato giorno distaccato da tutti gli altri, e pensate come avrebbe potuto esserne differente tutto il corso. Fermati, tu che leggi, e rifletti per un istante sulla lunga catena di ferro od oro, di spini o fiori, che non ti avrebbe mai avvinto, se non si fosse formato il primo anello in quell'unica memorabile giornata.


                                                                       ***

Il cielo sa che non dovremmo mai vergognarci delle nostre lacrime, perché sono pioggia sulla polvere accecante della terra che ricopre i nostri cuori induriti. Dopo aver pianto mi sentii più sollevato, più triste, più conscio della mia ingratitudine, più buono.

                                                                        ***

Pip, caro vecchio mio, la vita è fatta, per così dire, di tanti addii fusi insieme, e un uomo batte il ferro, e uno lo st…

Recensione: Via dalla pazza folla, di Thomas Hardy - Fazi Editore

E' da diverso tempo che desidero fare la  conoscenza di Thomas Hardy, importante autore inglese di fine ottocento che, sia  per l'epoca in cui visse che per le tematiche  pessimiste che adombrano le sue opere, costituisce  un importante collegamento tra l'epoca vittoriana e quella del primo novecento, in cui si consolida l'idea che l'uomo è in mano ad un destino ineluttabile, spesso crudele, contro cui non può combattere. Hardy sembra anticipare un ideale filosofico ancora agli albori, ed in questo  risiede buona parte della sua particolarità e della sua  modernità. E' un autore molto innovativo anche per lo stile cinematografico che utilizza nei suoi  romanzi: noi lettori abbiamo la continua percezione di essere  onniscenti di fronte alle scene che lui descrive, totalmente parte dei paesaggi e di una  vita rurale magnificamente descritta. Nessun filtro sembra separarci dalla vita bucolica che Hardy ama raccontare, le immagini sono vivide e le sensazioni molto…

NON SONO UN'ASSASSINA - Quarta parte

Quando entrai in casa aprii il pc. Non sapevo cosa cercare ma provai a trovare qualcosa che legasse Eva a me. Controlli incrociati che non portarono da nessuna parte. Non ci accomunava niente, le nostre vite camminavano su due binari paralleli che mai si sarebbero dovuti incrociare. Proprio navigando in rete però lessi una notizia riportata da un quotidiano locale. Il funerale di Eva Ranieri si sarebbe svolto in quella stessa giornata in una parrocchia non molto lontana da dove abitavo. Come da iter dopo aver effettuato i controlli e gli esami la salma riceveva degna sepoltura. Probabilmente stavo per compiere una sciocchezza ma qualcosa dentro me chiedeva prepotentemente di andare. Cercai di camuffarmi, indossai una giacca e un paio di occhiali scuri, oltre a legare i capelli in una coda di cavallo. Non volevo che qualcuno potesse notarmi. Quando arrivai la cerimonia era già cominciata ma la chiesa era quasi vuota. Poche persone occupavano le due file di panche vicino all’altar…