lunedì 22 maggio 2017

Recensione: Viaggiare in giallo - di Manzini, Recami, Malvaldi, Savatteri, Robecchi, Giménez-Bartlett - Edizioni Sellerio



Premetto che in circostanze normali non avrei mai acquistato questa raccolta di racconti della Sellerio, mai e poi mai. Sto partecipando ad una challenge di lettura, e l'obiettivo che dovevo portare a termine questa volta era leggere un romanzo che si trovasse tra i primi cinque posti della classifica ibuk. Per  chi non lo sapesse la temutissima classifica ibuk raccoglie i titoli più venduti in territorio italiano, in base ai dati   forniti dalle librerie aderenti al circuito "Arianna",  che vengono aggiornati settimanalmente. Da anni non mi capacito di come possano essere sempre in testa alla classifiche di vendita libri che onestamente non regalerei nemmeno al mio peggior nemico: basti pensare che la settimana scorsa tra i primi cinque titoli c'era anche l'ultimo romanzo di Moccia. Una volta che accantonerò questa triste vicenda   non parlerò mai più della classifica ibuk e del dolore fisico che provo pensando a quanto basso sia il livello culturale del lettore italiano medio. Mi sono dunque ritrovata a scegliere il meno peggio, per cui mi sono buttata su questi racconti  d'autore. Ero certa che il mio animo giallista li  avrebbe apprezzati, inoltre da tempo desideravo fare la conoscenza di questi autori nostrani così amati. Senza nulla togliere a loro, scrittori dei quali riconosco l'indubbia bravura, la lettura in sè si è rivelata una delusione totale. Ci sono sicuramente una serie di motivi personali e soggettivi per cui non ho gradito questa lettura, uno su tutti la mia annosa antipatia nei confronti delle raccolte di racconti. Non c'è niente da fare, non mi piacciono. Tendenzialmente per amare un libro ho bisogno di una storia che mi coinvolga, personaggi che mi catturano, e una tematica di fondo che mi fa riflettere e che mi apre scenari nuovi. La mia mente deve essere stimolata ed appagata da ciò che leggo, altrimenti meglio fare giardinaggio. Un racconto è troppo breve per esercitare su di me qualsiasi tipo di fascino, a meno che non si tratti di un lavoro completo, in cui l'autore può muoversi comunque. Va da sè che in un racconto di circa 60 pagine è davvero poco quello che si può fare, anche da parte delle penne più abili. Le pagine totali di questo libro sono 300, ed i racconti sei. Capite bene quanto alcuni di questi risultino stiracchiati, inconcludenti, con  protagonisti orfani di quasi tutto ciò che li rappresenta. Se siete lettori abituali  di Rocco Schiavone e compagnia  questi racconti acquisteranno un diverso significato: sarebbero un di più, un ritrovare amici in viaggio, una piccola chicca. Ma se come me non avete mai avuto l'occasione di leggere nulla che riguardi questi personaggi allora non aspettatevi di conoscerli con un volumetto come "Viaggiare in giallo". Rimarreste a bocca asciutta, calati in un contesto estraneo in cui non saprete come muovervi. Rimarreste delusi e anche arrabbiati, perché riuscire a comprendere il mondo di ogni protagonista è cosa impossibile e condensare un giallo in così poche pagine è pura follia! 
Anche se non sono una profonda conoscitrice del giallo italiano, perchè da sempre prediligo quello straniero, non ci vuole molto per rendersi conto che qualcuno tra questi autori si è limitato a compiere un "dovere editoriale". Questo è un altro grosso demerito dell'opera a mio avviso, che va a discapito anche dei  lettori più affezionati. Voi che sapete tutto dei veccchietti del Bar Lume, avete ritrovato qui le atmosfere tipiche dei romanzi di Malvaldi? Io non credo. Il titolo, "Viaggiare in giallo", è un ottimo specchietto per le allodole e attira senza dubbio l'attenzione di chi  si aggira in libreria in cerca delle ultime novità editoriali. In fondo il tema del viaggio è caro alla letteratura gialla di tutti i tempi: Agatha Christie ha costruito una fortuna sull'Orient Express e sulle rive del Nilo, ma siamo ben lontanti da quelle atmosfere cariche di suspence e di magia. Oramai viaggiare è un fenomeno alla portata di tutti, le crociere esclusive sono diventate pacchetti tutto compreso a cui partecipano  gruppi sempre più numerosi, la transiberiana non la prende più nessuno ed il massimo del lusso, parlando di treni, è un giro in Frecciarossa. I detective privati hanno ceduto il passo a commissari di polizia, giornalisti disoccupati e pensionati con la passione per le indagini a tinte fosche. Probabilmente il tema del viaggio non funziona più, e gli omaggi alle pietre miliari hanno stancato. Meglio allora concentrarsi su qualcosa di nuovo, e lasciare liberi gli autori  di costruirsi un proprio bagaglio di storia e tradizioni. Potrebbero diventare, perché no,  i nuovi capisaldi del giallo moderno.
Vediamo ora quali sono questi racconti che parlano di viaggi ed omicidi.
1) "Senza fermate intermedie" di Antonio Manzini: narra il viaggio del vicequestore Rocco Schiavone su un Frecciarossa, diretto a Roma per motivi personali. Dovrà  risolvere un delitto  "da camera chiusa", un chiaro omaggio alla tradizione gallista di ogni tempo. Mal riuscito tentativo purtroppo, che non fa onore nè all'autore nè alla sua creatura letteraria.
2) "Il testimone" di Francesco Recami: è il racconto che mi è piaciuto maggiormente. Originale e divertente, ha come   protagonista  Enrico, un  bambino di 5 anni che si trova in viaggio con la mamma verso la Corsica. Ci farà osservare il mondo degli adulti con i suoi occhi ben poco innocenti.
3) "In crociera col Cinghiale" di Marco Malvadi: l'umorismo toscano di Malvaldi non basta a salvare un racconto poco convincente, in cui i numerosi appartenenti alla "loggia del Cinghiale" si imbarcano in una crociera "low cost" per cercare di  smascherare una serie di furti compiuti a terra nelle abitazioni degli ignari passeggeri. 
4) "La segreta alchimia" di Gaetano Savatteri: l'omaggio in questo caso è rivolto all'intrigo internazionale, un altro grande classico della narrativa gialla. Di questo racconto ho apprezzato sicuramente l'ambientazione nella fascinosa Praga, città di cui mi sono perdutamente innamorata l'estate scorsa e che ho rivisto (o meglio intravisto) nelle brevi descrizioni di Savatteri. Anche qui il racconto è intriso di ironia e di sottile umorismo, ma l'autore ha staccato la spina proprio quando mi stavo affezionando a Saverio Lamanna e alle sue continue citazioni letterarie e musicali. Peccato.
5) “Killer” di Alessandro Robecchi:  killer  è il nome di un microscopico cane che viene rapito e per il quale viene chiesto un riscatto da capogiro. Confuso, irreale e nient'affatto riuscito, mi è sembrato che l'autore si sia sforzato a scrivere come se avesse avuto una pistola puntata alla tempia ed il tempo contato da una clessidra. Inutile e noioso.
6) “Un vero e proprio viaggio” di Alicia Giménez-Bartlett: l’ispettore Petra Delicado indaga su un cadavere fatto a pezzi e  ritrovato nella valigia di un'ignara viaggiatrice. Forse questo racconto è l'unico che poteva avere le basi per uno sviluppo interessante, una trama ricca di spunti che però era impossibile stendere a dovere data l'esiguità dello spazio a disposizione dell'autrice. Non è colpa sua, d'altronde.
In conclusione: Rocco Schiavone mi piace, vedrò di recuperare i suoi romanzi. E mi piace molto anche lo stile di Savatteri. Malvaldi sicuramente merita una chance, anche se nulla batterà mai lo humor inglese della signora Agatha. Che sia l'inizio di nuove avventure gialliste per la sottoscritta? Se così fosse dovrò riconoscere a questo libro almeno il merito di aver suscitato in me qualche  curiosità che prima non avevo.

Titolo: Viaggiare in giallo
Autori: Manzini, Recami, Malvaldi, Savatteri, Robecchi, Giménez-Bartlett
Editore: Sellerio Editore Palermo
Anno edizione: 2017
Pagine: 302 p. , Brossura


2 commenti:

  1. Sei stata molto chiara nella esposizione dei fatti e credo di capire cosa intendi. Mi spiace molto che tu ne sia rimasta delusa e mi piacerebbe parlarne nuovamente quando avrò avuto modo di leggere anche io il libro.

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    1. Ciao Chicca, appena avrai letto il libro scambieremo le nostre opinioni. Non vedo l'ora!

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