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Visualizzazione dei post da Giugno, 2016

Recensione: Io prima di te, di Jojo Moyes - Edizioni Mondadori

Io, prima di te,  ciondolavo beatamente nella mia zona di comfort, che prevedeva la totale assenza di libri d'amore intrisi di luoghi comuni e di banalità, soprattutto se sono zeppi di sofferenza gratuita. Li evito come la peste, li fiuto  a distanza come un segugio e passo oltre con convinzione e fastidio. Sapete perchè? Perché questo genere di libri non possono essere apprezzati dalle persone che vivono realmente le sofferenze raccontate, e questa consapevolezza mi irrita. Conosco una coppia come Will e Lou, e credetemi: la loro vita non è nemmeno lontanamente paragonabile anche ad un solo fotogramma che il libro ci descrive. Quindi, sostanzialmente, credo che prima di tutto la Moyes sia una gran furbastra, perché è riuscita a confezionare una storia d'amore perfetta nei suoi canoni classici, in grado di fare  grande presa sul pubblico (di cui il 99,99% composto da donne). E che storia d'amore sarebbe se non venisse condita anche dalla malattia e dalla sofferenza? Vogli…

Incipit: Il Miniaturista, di Jessie Burton

Il funerale dovrebbe essere una cosa tranquilla, perché chi giace nella bara non aveva amici. Ma le parole, ad Amsterdam, sono come l’acqua, intasano le orecchie e da lì comincia il marcio, e l’angolo orientale della chiesa è pieno. La donna osserva la scena al riparo degli stalli del coro, mentre membri delle corporazioni con le mogli si avvicinano alla tomba aperta come formiche al miele. Li raggiungono poco dopo impiegati della VOC e capitani di nave, reggenti, fabbricanti di dolci e infine lui, con il solito cappello a tesa larga in testa. La donna cerca di compatirlo. La pietà, a differenza dell’odio, può essere chiusa in una cassa e messa da parte. 

Se vi interessa la recensione, la potete trovare qui: il Miniaturista

Coffee break

Bene:mi piacerebbe mostrare il punto di vista delle domestiche.Delle donne di colore di qui...
Allevano un bambino bianco,che vent'anni dopo diventa il loro datore di lavoro.É paradossale,perché noi vogliamo bene a loro e loro a noi.....e noi non gli permettiamo neppure piú di usare il nostro bagno dentro casa.
                                                                         ***

"Non ce lo sogniamo neanche di dire la verità" - "No, infatti" dico, ma poi mi blocco. C'è qualcosa in quella parola, "verità". E' da quando ho 14 anni che cerco di dire alle bianche la verità su cosa significa lavorare per loro. [..] La verità. Sa di fresco, come uno spruzzo d'acqua sul corpo caldo e appiccicoso che spegne un calore che mi brucia da sempre. La verità, ripeto di nuovo nella mia testa per provare ancora quella sensazione".

                                                                         ***

....devo andare...preferirei passsare…

Explicit - Il Deserto dei tartari, di Dino Buzzati

La camera si è riempita di buio, solo con grande fatica si può distinguere il biancore del letto, e tutto il resto è nero. Fra poco dovrebbe levarsi la luna.
Farà in tempo, Drogo, a vederla, o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori dalla finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.

Recensioni spot: gli occhi neri di Susan, di Julia Heaberlin - La ragazza del treno, di Paula Hawkins

Recentemente ho letto due gialli sui quali ero piuttosto prevenuta, e con mia grande sorpresa devo ammettere che mi sbagliavo a storcere il naso quando li incrociavo sugli scaffali delle librerie: mi sono piaciuti entrambi. Certo non posso annoverarli tra i capolavori del genere, ma resta il fatto che li ho trovati dei buoni libri, piacevoli da leggere e senza troppe pretese, perfetti per ritagliarsi momenti di svago. Più che di gialli si tratta di romanzi psicologici. Il termine "giallo" lo accosto solo perché alla base ci sono degli omicidi, altrimenti li incasellerei  in altri generi. Questi tipi di romanzi mi piacciono perché la violenza è stemperata o addirittura inesistente; a tenere insieme i fili della narrazione non sono meticolose indagini alla Hercule Poirot ma  storie dalle sfumature torbide che emergono pagina dopo pagina. I risvolti psicologici sono elementi che mi intrigano, amo la pische umana e procedere nella lettura certa di non incappare in qualche mano …

Incipit - Scandalo al sole, di Sloan Wilson

L'isola Pine, nel Maine, scaturisce dal mare come un enorme castello medioevale. Si leva laggiù, unica isola visibile della costa, e con i suoi gotici dirupi sfida i cavalloni che avanzano dall'Atlantico settentrionale. Veniva fatto di domandarsi come mai si trovasse lì. A giudicare dal suo aspetto, doveva essersi prodotta qualche esplosione sotterranea, oppure doveva essere stata una collisione di forze immani a proiettare in alto quell'unica isola e a lasciarla emergere come un rappreso grumo di violenza. Benché alcuni dei non vasti prati nell'entroterra offrissero buoni pascoli alle greggi, e le acque dello stagno fossero dolci, le montagne erano pericolose.

Coffee break

Che cos'è questa storia di Fantine?
È la società che compra una schiava.
Da chi? Dalla miseria, dalla fame, dal freddo, dall'isolamento, dall'abbandono, dall'abiezione. Mercato doloroso. Un'anima per un pezzo di pane. La miseria offre, la società accetta. La santa legge di Gesù Cristo governa la nostra civiltà, ma non vi entra ancora; si dice che la schiavitù è scomparsa dalla civiltà europea. È un errore. Esiste sempre: ma non gravita più che sulla donna e si chiama prostituzione. [...] Al punto di questo doloroso dramma al quale siamo
giunti, nulla più resta a Fantine di quello che è stata un tempo.
Divenendo fango, è diventata marmo: chi la tocca sente freddo. [...]
Ha sofferto tutto, sopportato tutto, tutto provato,
tutto patito, tutto perduto, tutto pianto; è rassegnata di quella rassegnazione che assomiglia all'indifferenza, come la morte al sonno. Non teme più nulla. Cada sopra di lei ogni nembo, passi su di lei tutto l'oceano,
che cosa le importa? …

Explicit - I Malavoglia, di Giovanni Verga

Così stette un gran pezzo pensando a tante cose, guardando il paese nero, e ascoltando il mare che gli brontolava lì sotto. E ci stette fin quando cominciarono ad udirsi certi rumori ch'ei conosceva, e delle voci che si chiamavano dietro gli usci, e sbatter d'imposte, e dei passi per le strade buie. Sulla riva, in fondo alla piazza, cominciavano a formicolare dei lumi. Egli levò il capo a guardare i Tre Re che luccicavano, e la Puddara che annunziava l'alba, come l'aveva vista tante volte. Allora tornò a chinare il capo sul petto, e a pensare a tutta la sua storia. A poco a poco il mare cominciò a farsi bianco, e i Tre Re ad impallidire, e le case spuntavano ad una ad una nelle vie scure, cogli usci chiusi, che si conoscevano tutte, e solo davanti alla bottega di Pizzuto c'era il lumicino, e Rocco Spatu colle mani nelle tasche che tossiva e sputacchiava. "Fra poco lo zio Santoro aprirà la porta" pensò 'Ntoni "e si accoccolerà sull'uscio a com…

Shopping d' inizio estate - parte I

ASSIOMA: l'estate non è ancora arrivata. Qui al mare fa ancora brutto, l'aria è fresca e il sole nel week end si nasconde tra spesse nubi e piogge violente, come se fossimo in un paese tropicale. Di solito al 15 di giugno sono già abbronzata da almeno un mesetto, comincio a gustarmi la cena sul terrezzo, con la complicità dei tramonti tardivi e del tepore che invita a stare fuori fino a tardi. Invece niente. La sera fa freddino e la trapunta leggera è ancora sul divano; i vetri restano chiusi e l'umidità nell'aria fa pensare piuttosto ad un inizio di autunno. Come consolarsi di fronte a questo scenario deprimente? Ma con un bell'acquisto di libri, ovvio! Solitamente mi do dei limiti per non sprofondare nel disastro economico: non compro più di due libri al mese. Imperativo. Ma questa volta non sono stata brava per niente ed ho raddoppiato gli acquisti, traviata anche da qualche  sconto che ho scovato aggirandomi per bancarelle. Qui di seguito troverete i titoli, l…

Incipit - 1984, di George Orwell

Era una luminosa e fredda giornata d’aprile, e gli orologi battevano tredici colpi. Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli Appartamenti Vittoria: non così in fretta tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui.
L’ingresso emanava un lezzo di cavolo bollito e di vecchi e logori stoini. A una delle estremità era attaccato un manifesto a colori, troppo grande per poter essere messo all’interno.
Vi era raffigurato solo un volto enorme, grande più di un metro, il volto di un uomo di circa quarantacinque anni, con folti baffi neri e lineamenti severi ma belli. Winston si diresse verso le scale. Tentare con l’ascensore, infatti, era inutile. Perfino nei giorni migliori funzionava raramente e al momento, in ossequio alla campagna economica in preparazione della Settimana dell’Odio, durante le ore diurne l’erogazione della corrente elettrica veniva interrotta.

Coffee break

Era una bella sensazione per andare avanti, così mi allontanai, dandomi il vecchio consiglio: non voltarti, non guardarti mai indietro. Quante volte la gente, dopo un'esperienza singolarmente bella (o singolarmente brutta) si dice quelle parole? Spesso, mi sa. E di solito il consiglio non viene ascoltato. Gli umani sono programmati per guardarsi indietro. Per questo il nostro collo ruota su un perno...
                                                                           ***
..E' la totalità pensai. Un'eco tanto vicina alla perfeziona da non poter dire quale sia la prima voce e quale il ritorno della voce-fantasma. Per un momento tutto mi fu chiaro, e nei momenti in cui accadde, vedi quant'è sottile il mondo. Non lo sappiamo tutti quanti, in cuor nostro?E' un meccanismo perfetto e bilanciato di voci ed echi che fanno da rotelle e leve, onirico orologio che rintocca oltre il vetro degli arcani che chiamano vita.Oltre?Sotto?Intorno?Caos e tempeste.Uomini con ma…

Explicit - La fattoria degli animali, di George Orwell

"Riempite fino all'orlo i vostri bicchieri.
Signori, ecco il mio brindisi: alla prosperità della Fattoria Padronale!"

Come prima, vi furono calorosi applausi e i bicchieri vennero vuotati fino al fondo. Ma mentre gli animali di fuori fissavano la scena, sembrò loro che qualcosa di strano stesse accadendo. Che cosa c'era di mutato nei visi dei porci? Gli occhi stanchi di Berta andavano dall'uno all'altro grugno. Alcuni avevano cinque menti, altri quattro, altri tre. Ma che cos'era che sembrava dissolversi e trasformarsi? Poi, finiti gli applausi, la compagnia riprese le carte e continuò la partita interrotta, e gli animali silenziosamente si ritirarono.
Ma non avevano percorso venti metri che si fermarono di botto. Un clamore di voci veniva dalla casa colonica. Si precipitarono indietro e di nuovo spiarono dalla finestra. Sì, era scoppiato un violento litigio. Vi erano grida, colpi vibrati sulla tavola, acuti sguardi di sospetto, proteste furiose. Lo scom…

Recensione: La mia Africa, di Karen Blixen

Scordatevi il film, se l'avete visto. Scordatevi la storia d'amore con Denis Finch-Atton, scordatevi la scena sensualissima in cui Robert Redford lava i capelli a Meryl Streep nel bel mezzo di un safari. Scordatevi la vita intima di questa donna straordinaria e tenete con voi solo le immagini mozzafiato degli altopiani del Ngong: l'unico anello di congiunzione tra il film ed il libro da cui è stato liberamente tratto è la magnificenza del paesaggio. Il film di Sydney Pollack, datato 1985, resta senza dubbio il più grande tributo che Hollywood abbia mai fatto  al Kenya, ma  film e romanzo hanno due cuori molto diversi tra loro.  Il film racconta la vita   della scrittrice Karen Blixen durante l’epoca coloniale in Kenya, ed ha come interpreti Meryl Streep nel ruolo della protagonista e Robert Redford nel ruolo del suo amante Denys Finch-Hatton. Corredato da  una superba fotografia  e da un’intensa colonna sonora, il film fece conoscere questo paese  al pubblico di tutto…

Incipit: Follia, di Patrick McGrath

Le storie d'amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni. Si tratta di relazioni la cui durata e la cui intensità differiscono sensibilmente, ma tendono ad attraversare fasi molto simili: riconoscimento, identificazione, organizzazione, struttura, complicazione e così via. La storia di Stella Raphael è una delle più tristi che io conosca. Stella era una donna profondamente frustrata, che subì le prevedibili conseguenze di una lunga negazione e crollò di fronte a una tentazione improvvisa e soverchiante. Come se non bastasse era una romantica.

Coffee break

Ora io so una canzone dell'Africa - pensavo - una canzone della giraffa e della luna nuova sdraiata sul dorso, dell'aratro nei campi e dei visi sudati degli uomini che raccoglievano il caffè - ma  sa l'Africa una canzone che parla di me? Vibra nell'aria della pianura il barlume di un colore chi io ho portato, c'è fra i giochi dei bambini un gioco che abbia il mio nome, proietta la luna piena, sulla ghiaia del viale, un'ombra che mi somiglia, vanno in cerca di me le aquile del Ngong?
                                                                       ***

Sono belli, i guerrieri masai. Hanno quella particolare forma di intelligenza che noi chiamiamo chic: la loro aria intrepida, selvaggia, fantasiosa,è lo specchio della loro stessa natura,di un loro immanente ideale. Lo stile non ha nulla che sia d'accatto, non segue un'idea  estranea di perfezione, ma nasce dal di dentro, è espressione della loro razza e della loro storia , non meno delle armi e dell…

Explicit - Storia di una ladra di libri, di Markus Zusak

" ... Avrei voluto dire tante cose alla ladra di libri, parlarle della bellezza e della brutalità. Ma che cos'altro avrei potuto dire che lei già non sapesse? Volevo spiegarle che da sempre mi capita di sovrastimare o sottostimare il genere umano ... Di rado mi limito a stimarlo. Volevo domandarle come potesse una medesima cosa essere terribile e splendida allo stesso tempo e le sue parole dure e sublimi insieme.Nulla di tutto ciò mi uscì dalla bocca. Riuscii solamente a rivolgermi verso Liesel Meminger per confidarle l'unica verità che conosco davvero. La dissi alla ladra di libri e adesso la ripeto a te. Sono perseguitata dagli esseri umani".