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Visualizzazione dei post da Luglio, 2016

Recensione: Benedizione, di Kent Haruf - NN Editore

La scrittura di Ken Haruf sta tutta nel suo titolo: un'autentica benedizione. Mi sono approcciata a questo romanzo, che è il primo libro di una triologia, con la certezza che avrei trovato profondità e pensieri importanti nelle tematiche affrontate, ma fluidità e sobrietà nella narrazione. Qui tutto il superfluo viene abbattutto, lasciando però intatta la profondità del pensiero. I dialoghi sono ridotti al minimo, ma ogni parola viene soppesata ed incastrata in un gioco intimo e straordinario, come i più grandi scrittori sanno fare. “Il grande romanzo americano” ha un nuovo figlio, e si chiama Kent Haruf. Autore da noi praticamente sconosciuto, ha avuto uno straordinario successo grazie alla scelta preziosa ed intelligente svolta dalla casa editrice, anch'essa fuori dai circuiti dei mass market librari, ovvero la NN Editore. Apprezzo queste scoperte, apprezzo il lavoro di chi si spinge altrove per cercare quella bellezza che altrimenti rimarrebbe sconosciuta ai più. Tenete…

Incipit: La bambina che amava Tom Gordon, di Stephen King

Il mondo aveva i denti e n qualsiasi momento poteva morsicare. Questo Trisha McFarland scoprì a nove anni. Alle dieci di una mattina dei primi di giugno era sul sedile posteriore della Dodge Caravan di sua madre con addosso la sua maglietta blu dei Red Sox (quella che ha 36 GORDON sulla schiena) a giocare con Mona. la sua bambola. Alle dieci e mezzo era persa nel bosco. Alle undici cercava di non essere terrorizzata, cercava di non pensare: "Questa è una cosa seria, questa è una cosa molto seria". Cercava di non pensare che certe volte a perdersi nel bosco ci si poteva fare anche molto male. Certe volte si moriva. "Tutto perché avevo bisogno di fare pipì", pensò... quando poi il bisogno non era così terribile e in ogni caso avrebbe potuto chiedere a mamma e a Pete di aspettare un minuto mentre lei andava dietro un albero.

Explicit: Benedizione, di Kent Haruf

"Lorraine prese a braccetto sua madre ed entrarono e accesero la lampada che c'era accanto alla poltrona di Dad, vicino alla finestra, illuminando anche il cortile laterale, poi tornarono in cucina e sedettero insieme a tavola, a bere un caffè e a chiacchierare a bassa voce. Era una notte di agosto. Dad era morto quel mattino e Alice, la ragazzina della porta accanto, si era persa quella stessa sera. Poi, guidata dalle luci della cittadina, aveva ritrovato la strada di casa ed era tornata dalla persone che l'amavano. In autunno le giornate si fecero fredde, mentre gli alberi perdevano le foglie, e in inverno arrivò il vento dalle montagne, e sugli altopiani della contea di Holt ci furono tempeste notturne e tormente di neve lunghe tre giorni."

Incipit: Benedizione, di Kent Haruf

"Appena gli esiti dell'esame furono pronti, l'infermiere li chiamò nell'ambulatorio, e quando l medico entrò nella stanza diede loro un'occhiata e li invitò a sedersi. Capirono come stavano le cose guardandolo in faccia. Avanti, disse Dad Lewis, dica pure. 
Temo di non avere buone notizie per lei, disse il dottore. Era tardo pomeriggio quando scesero le scale e tornarono nel parcheggio. 
Guida tu, disse Dad. Io non ne ho voglia. Ti senti così male, tesoro? 
No, non sto poi tanto peggio. Voglio solo guardare la campagna, non mi capiterà più di tornarci. 
Non mi dispiace portarti in giro, disse lei. E possiamo tornare da queste parti tutte le volte che vuoi. 
Uscirono da Denver, allontanandosi dalle montgne per tornare sugli altopiani: artemisia e yucca e gramigna ed erba del bisonte nei pascoli, grano e mais nei campi. Ai due lati della Stradale c'erano piste sterrate che correvano sotto il cielo terso, dritte come le righe di un libro, con poche cittadine isolate s…

Recensione: ritrovarsi a Parigi, di Gajto Gaznadov

I libri  minuti e sottili spesso ci ingannano. Pensiamo che non potranno mai contenere nulla di particolarmente interessante o di particolarmente profondo, perché manca lo spazio fisico per esternare emozioni e raccontare storie. Eppure alcuni di questi sono scrigni che nascondono autentici tesori: sono frutto di autori dalla scrittura sopraffina, che riescono a compiere intensi viaggi nella vastità dei sentimenti umani condensando tutto in poche, sapienti pagine. "Ritrovarsi a Parigi" non è una storia d'amore, o meglio è una storia d'amore non convenzionale. Più che celebrare l'amore tra un uomo e una donna, in questo romanzo viene celebrato un bene assai più grande, da cui discendono tutti gli altri: l'amore per la vita. Gazdanov nacque a San Pietroburgo i primi del novecento, ma crebbe tra la  Siberia e l'Ucraina. Prese parte alla Guerra civile russa tra le file dell'Armata Bianca e per questo motivo fu costretto, nel 1920, a lasciare la Russia. …

Cervo ti Strega - Premio Strega 2016, la mia esperienza

Cervo ti Strega perchè...
"Per i suoi carrugi antichi e pieni di segreti. Per le sue luci aurorali, il suo cielo smaltato. Per il suo busto aggettato sul mare e il suo dorso boscoso; con le tortore e i gabbiani a contendersi il confine fra la terra e il mare. Per i capperi aggrappati ai muri e per gli scogli selettivi. Per i silenzi del borgo e il gracidio notturno delle rane. Per il fruscio degli ulivi mossi dal vento e per le note estive che si perdono nell'aria. Per il profumo dei gelsomini e il bagliore delle bunganvillee. Per i suoi gatti furtivi e l'asciutta cordialità dei Cervesi. Perché è un posto speciale per ritirarsi e leggere un buon libro." Walter Barberis, Presidente della Casa Editrice Einaudi 
Professore Ordinario di Storia moderna e Metodologia della ricerca presso l'Università di Torino

Quest'anno ho avuto la fortuna di essere invitata alla serata finale della Kermesse "Cervo ti Strega",  evento promosso dalla Fondazione Bellonci di R…

Incipit: Ritrovarsi a Parigi, di Gajto Gazdanov

Pierre Fauré lasciò la capitale con l'espresso delle nove e mezza del mattino che partiva dalla gare d'Austerliz. Era il 2 agosto. Pioveva incessantemente da tre giorni; durante la notte prima della partenza si era svegliato ogni due o tre ore  - e ogni volta aveva udito le foglie bagnate del grande castagno stormire sotto la finestra. Trovava assurda l'idea  di partire per le vacanze: subire il diluvio qui, a Parigi, o in un buco lontano centinaia di chilometri... Ma aveva già comprato il biglietto, e ormai bisognava partire, senza domandarsi più se quel viaggio fosse opportuno. Era stato per puro caso. Pierre sarebbe di certo rimasto a Parigi se, due settimane prima, non avesse incontrato quel François, soprannominato dai suoi compagni di liceo "Zisel", che nel frattempo era diventato giornalista. Lo aveva invitato a bere un caffè; si erano seduti all'aperto e avevano cominciato a parlare. "Quanto tempo è passato!" disse François, "Dove te ne v…

Coffee break

La voce di George si fece più cupa. Ripeteva le parole, cadenzate, come le avesse pronunciate tante volte. "Gente come noi, che lavora nei ranches, è la gente più abbandonata del mondo. Non hanno famiglia. Non sono di nessun paese. Arrivano nel ranch e raccolgono una paga, poi vanno in città e gettano via la paga, e l'indomani sono già in cammino alla ricerca di lavoro e d'un altro ranch. Non hanno niente da pensare per l'indomani".
Lennie era felice. "È così, è così. E adesso dimmi com'è per noi".
George riprese. "Per noi è diverso. Noi abbiamo un avvenire. Noi abbiamo qualcuno a cui parlare, a cui importa qualcosa di noi. Non ci tocca di sederci all'osteria e gettar via i nostri soldi, solamente perché non c'è un altro posto dove andare. Ma se quegli altri li mettono in prigione, possono crepare perché a nessuno gliene importa. Noi invece è diverso".
Lennie interruppe: "Noi invece è diverso! E perché? Perché... perché ci se…

Recensioni: Central Park, di Guillaume Musso - Edizioni Bompiani

Immaginate di svegliarvi una mattina su una panchina di Central Park, e di non ricordare più nulla della notte precedente.  Il vostro ultimo ricordo risale ad una  piacevole serata trascorsa in compagnia delle amiche, sugli Champes Elysées. Nel Vecchio Continente, dall'altra parte dell'Oceano.Un giro di locali, parecchi drink e poi il risveglio in un luogo sconosciuto e distante ore di volo da casa vostra. Accanto a voi, ammanettato, c'è un uomo di cui ignorate l'identità: comincia così questo coinvolgente thriller di Guillaume Musso, scrittore di cui avevo sentito parlare ma di cui non avevo ancora letto nulla. Questa mi è sembrata un'ottima occasione per fare la sua conoscenza. Sono le otto del mattino e Central Park è avvolto ancora in un'aura di pacifica sonnolenza quando Alice e Gabriel si risvegliano ammanettati insieme su una panchina, in una zona interna e poco frequentata del parco. Lo sgomento inziale diventa quasi panico nel momento in cui si rendon…

Incipit - Una ragazza da Tiffany, di Susan Vreeland

Aprii la porta di vetro molato sotto l'elaborata insegna in bronzo, Tiffany Glass & Decorating Company. Una nuova insegna e un nuovo nome. Bene, anch'io sentivo di essere un'altra persona.  Nel salone al piano terra dell'edificio di cinque piani enormi vetrate erano appese al soffitto e grandi mosaici poggiavano alle partei. Sebbene avessi fretta, non seppi resistere alla tentazione di dare una sbirciatina ai vasi dlal linee morbide, ai completi da scrivania in bronzo, alle pendole, ai candelabri Art Nouveau. Ma le lampade stovanavo con i loro paralumi di vetro soffiato sopra le basi tozze e bulbose:  troppo ordinarie per essere eleganti! Il Signor Tiffany poteva fare di meglio.

Explicit - Central Park, di Guillaume Musso

Ci saranno mattine chiare e mattine cariche di nubi.
Ci saranno giorni d'incertezza, giorni di paura, ore vane e grigie nelle sale d'attesa che sanno d'ospedale.
Ci saranno parentesi leggere, primaverili, adolescenti, in cui persino la malattia riuscirà a farsi dimenticare.
Come se non fosse mai esistita.
Poi la vita continuerà.
E tu ti ci aggrapperai.
Ci saranno la voce di Ella Fitzgerald, la chitarrra di Jim Hall, una melodia di Nick Drake, tornata dal passato.
Ci saranno passeggiate in riva al mare, l'odore dell'erba tagliata, il colore di un cielo tempestoso.
Ci saranno giorni di pesca con la bassa marea.
Sciarpe annodate per affrontare il vento.
Castelli di sabbia che terranno testa alle onde salate.
E cannoli al limone mangiati in piedi lungo le strade del North End.
Ci sarà una casa in una strada alberata. Lamapadari in ferro battuto dall'alone colorato. Un gatto rosso, saltellante, un grosso cane amorevole.
Ci sarà un mattino d'inverno in cui risch…