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Visualizzazione dei post da Settembre, 2016

Explicit: Uccelli di Rovo, di Colleen McCullough

"...L’uccello con la spina nel petto segue una legge immutabile; è spinto da non sa cosa a trafiggersi, e muore cantando. Nell’attimo stesso in cui la spina lo penetra, non ha consapevolezza della morte imminente; si limita a cantare e a cantare, finché non rimane più vita per emettere una sola altra nota. Ma noi, quando affondiamo le spine nel nostro petto, sappiamo. E lo facciamo ugualmente."

UN MARTEDI' DA SCRITTORI: ALEXANDRA CASTLES ci presenta THE DRAGONFLY (TRIOLOGIA FIORI ROSSI, VOL.1)

Questo martedì ospite del blog è l'autrice esordiente Alessandra Castelli, una giovane mamma di Udine con la passione per la scrittura. Alessandra, che pubblica sotto lo pseudonimo "Alexandra Castles" sta componendo una triologia di libri che racconta la storia di Alaska, una ragazza sfuggita ad un terribile destino in un futuro prossimo, dominato da un male oscuro. Per dovere di cronaca, preciso che lo spazio che concedo agli autori emergenti prescinde dal soggetto del libro, a meno che non si tratti proprio di qualcosa che cozzi con le tematiche del blog. Tendenzialmente non amo il genere Fantasy - Post apocalitto e Young Adult, categorie in cui il libro in questione è incasellato. Però so che in molti amano questi romanzi, ed i miei sono solo gusti. Non ho nessun pregiudizio di sorta, per cui ben venga la possibilità di far conoscere Alessandra ad un pubblico sempre più vasto!
Questa la sinossi del primo volume: La popolazione mondiale è stata decimata dalla siccità …

Incipit: Uccelli di Rovo, di Colleen McCullough

"La leggenda narra di un uccello che canta una sola volta nella vita, più soavemente di ogni altra creatura al modo. Da quando lascia il nido cerca e cerca un grande rovo e non riposa finché non lo abbia trovato. Poi, cantando tra i rami crudeli, si precipita sulla spina più lunga e affilata. E, mentre muore con la spina nel petto, vince il tormento superando nel canto l’allodola e l’usignolo. Una melodia suprema il cui scotto è la vita. Ma il mondo tace per ascoltare, e Dio, in Paradiso, sorride. Al meglio si perviene soltanto con grande dolore… O almeno così dice la leggenda."

Explicit: Moby Dick, di Herman Melville

Dopo che il Parsi fu sparito, avvenne che fossi io colui che le Parche destinarono a prodiere di Achab, quando quel prodiere prese il posto vacante; e sempre io colui che, quando l'ultimo giorno i tre uomini furono sbalzati fuori dalla lancia rollante, fu sbattuto a poppa. Così, galleggiando ai bordi della scena che seguì ed essendone in tutto spettatore, quando il risucchio affievolito della nave affondata mi raggiunse, allora venni trascinato, ma lentamente, verso il vortice che si chiudeva. Quando vi giunsi, si era placato in una pozza di lattea schiuma. In tondo, allora, sempre in tondo a circoli via via più stretti che mi avvicinavano alla bolla nera simile a un bottone, sull'asse di quel cerchio che roteava lento, novello Issione io girai. Infine, toccando quel centro vitale, la bolla nera scoppiò; e allora, liberata dalla sua molla ingegnosa e risalita con gran forza, per la sua leggerezza, alla superficie, la bara-salvagente sfrecciò in tutta la sua lung…

Recensione: Come un fiore ribelle, di Jamie Ford - Edizioni Garzanti

Non fatevi ingannare dal titolo o dalla copertina…questa non è una banale storia d'amore. Jamie Ford è l’autore del più famoso “Il gusto proibito dello zenzero” (se vi interessa, trovate qui la mia recensione), romanzo stupendo che sia io che altri abbiamo recensito e consigliato  con entusiasmo, perché quest’uomo sa scrivere storie bellissime in modo perfetto. Questo suo ultimo lavoro forse non è all’altezza del precedente, ma a me è piaciuto veramente molto. Lo sfondo è ancora una volta la Seattle degli anni 30, con la sua chinatown dove il tempo e lo spazio sembrano essersi cristallizzati. Sembra di essere in Oriente, le tradizioni sono molto radicate e un maschilismo cieco domina la piccola comunità. Sono gli anni in cui una donna cinese, seppur nata in America e quindi in un paese che ha fatto della libertà individuale un baluardo, non ha scampo: il suo destino è già segnato dalla nascita. Se è fortunata, può adattarsi ad un matrimonio che viene già combinato durante l’infanz…

UN MARTEDI' DA SCRITTORI: Marco Leoni Mantovani ci presenta "I frustrati"- edizioni Lulu.com

Questo nuovo appuntamento con gli scrittori emergenti vede come protagonista Marco Leoni Mantovani con il suo romanzo d'esordio "I frustrati". Come già detto la settimana precedente il blog "Cose da lettrici" è molto felice di ospitare tra le sue pagine gli autori emergenti che desiderano un poì di pubblicità per il loro lavoro,  quindi rinnovo il mio appello a chiunque desideri farlo di inviare il materiale necessario preferibilmente all'indirizzo e mail che trovate in calce al blog.  Marco Leoni Mantovani è nato a Milano, città nella quale ha vissuto prima di trasferirsi in una località sul lago di Como. Ha lavorato diversi anni per una grande azienda a livello nazionale ed è autore di diversi romanzi scritti in qualità di "ghost writer". Qui di seguito trovate incipit e sinossi del romanzo:
La pazienza non è mai stata una mia grande virtù: fin da bambino ho ideato progetti e lottato per emergere dal fango dal quale provengo; questo mi ha alq…

INCIPIT: Le ceneri di Angela, di Franck McCourt

"Era meglio se i miei restavano a New York dove si erano conosciuti e sposati e dove sono nato io. Invece se ne tornarono in Irlanda che io avevo quattro anni, mio fratello Malachy tre, i gemelli Oliver e Eugene appena uno e mia sorella Margaret era già morta e sepolta.
Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un'infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un'infanzia infelice irlandese è peggio di un'infanzia infelice qualunque, e un'infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora.
Gente che si vanta o si lamenta delle tribolazioni patite nei primi anni di vita se ne trova dappertutto, ma niente regge il confronto con la versione irlandese: la povertà; il padre alcolizzato chiacchierone e buono a nulla; la madre pia e derelitta che geme accanto al fuoco; i preti boriosi; i maestri arroganti; gli inglesi e le cose tremende che ci hanno fatto per ottocento lunghi anni...
E poi, tutta quell&#…

Coffee break

Ma scusa, provai a dirle, in cosa credi che consista il tradimento? Nell'andare a letto con qualcuno, o nella possibilità di distruggere, andandoci, la felicità di qualcun altro? Non è mai il fatto nudo e crudo, sono le conseguenze che avrebbe se si venisse a sapere: l'atto in sé è insignificante.
                                                                    ***

Era finita, tutto qui, e per certi versi si sentiva sollevata e svuotata, anche se cominciava a intravedere, come attraverso una nebbia, la morsa lacerante del rimpianto per ciò che aveva perduto, e a intuire vagamente che cosa la aspettasse. Si stava preparando per le tenebre.
                                                                     ***

La odiava. La odiava e stava male, peggio di prima, e mi dispiaceva moltissimo per lui, mi dispiaceva che tutti i suoi sentimenti per Stella fossero contaminati da questa immonda falsità. [...] Era quasi riuscito a farmi credere che la odiava, ma alla fine aveva dovu…

EXPLCIT: Dio di illusioni, di Donna Tartt

Lo fissai. Volevo domandargli tante cose, e tante ne volevo dire: ma sapevo che non c'era tempo e, anche se ci fosse stato, che  tutto, in fondo, aveva poca importanza. "Sei felice qui?" chiesi infine. Ci pensò un attimo: "Non particolarmente; ma nemmeno tu sei molto felice, là dove sei". San Basilio a Mosca. Chartes. Salisbury e Amiens. Gaurdò l'orologio. "Spero tu voglia scusarmi" disse, "ma sono in ritardo per un appuntamento". Si voltò e dandò via. Guardai la sua schiena che spariva nel lungo corridoio inondato di luce.

Recensioni spot: il fantasma del Cappellaio, di Georges Simenon - Edizioni Adelphi

Ogni volta che ho tra le mani un romanzo di Simenon, dico a me stessa: "Questo è il miglior Simenon che abbia mai letto". Ma dopo aver riposto sullo scaffale "I fantasmi del Cappellaio" , con un vago senso di inquietudine ed una notevole soddisfazione,  credo che non lo ripeterò più. Amo questo scrittore elegante e raffinato, profondo conoscitore dell'animo umano: mi piace la sua prosa asciutta, essenziale, eppure così penetrante. Come sempre accade nei suoi romanzi ( a parte la serie di Maigret, ça va sans dire) il delitto in sè fa da contorno alla storia, poiché la vera anima del romanzo è la psicologia dei personaggi attorno ai quali si snoda la vicenda. Il protagonista è quello che oggi chiameremmo "serial killer", un insospettabile uomo per bene la cui identità viene svelata fin dalla prime pagine. Poco alla volta entriamo nel mondo interiore del cappellaio, tormentato e folle, e quella facciata di apparente normalità viene sgretolata un pezzo d…

UN MARTEDI' DA SCRITTORI: SILVIA MAIRA ci presenta "Banali momenti speciali" - EDIZIONI GENESIS PUBLISHING

Questo spazio è dedicato a tutti gli autori emergenti desiderosi di farsi un po' di pubblicità gratuita.  "Cose da lettrici" è un blog di intrattenimento letterario che viene gestito senza scopo alcuno, se non quello della diffusione della lettura e della cultura, per quanto possibile. Qui ci sarà sempre spazio per chi vuole scrivere e leggere, basta solo avere un po' di pazienza perché essendo un hobby e non un lavoro porto avanti questo piccolo spazio nella blogosfera compatibilmente con i miei mille impegni di vita "reale". Oggi voglio segnalare il romanzo d'esordio di Silvia Maira, "Banali momenti speciali". Silvia mi ha contattata spiegandomi prima di tutto come  nei suoi libri la protagonista sia sempre una donna con il suo passato, le sue emozioni, le sue paure e i suoi sogni, come si intuisce dalla sinossi che accompagna il libro: "I funerali di nonna Isadora riporteranno Isabella, quarantenne di origini siciliane, dopo vent’anni,…

Incipit - Dio di illusioni, di Donna Tartt

Forse che una cosa  come "il fatale errore", quell'appariscente, cupa frattura che taglia a metà una vita, può esistere al di fuori della letteratura? Una volta pensavo di no. Ora sono dell'opinione contraria. E penso che il mio sia questo: un morboso, coninvolgente desiderio verso tutto ciò che affascina. A moi. L'histoire d'une de mes folies. Mi chiamo Richard Papen; ho ventisei anni e non avevo mai veduto il New England  e l'Hampden College prima dei dicannove. Sono californiano di nascita e anche, ho recentemente scoperto, di carattere. Ma quest'ultima cosa l'ammetto solo ora, dopo il fatto. Non che importi. Sono cresciuto a Plano, una cittadina del Nord, la cui economia è bastata sulla costruzione di circuiti integrati. Non ho fratelli nè sorelle. Mio padre gestiva una stazione di servizio, mentre mia madre ha fatto la casilinga finché io non sono diventato più grande; coi tempi duri, poi, è andata a lavorare come telefonista negli uffici di un…

Coffee break

Il signor Hamil, che ha letto Victor Hugo e ha vissuto più di qualunque uomo della sua età, mi ha spiegato sorridendo che niente è bianco o nero e che il bianco spesse volte è il nero che si nasconde e il nero certe volte è il bianco che si è fatto incastrare.
                                                                      ***

Ma io non ci tengo tanto a essere felice, preferisco ancora la vita. La felicità è una bella schifezza e una carogna e bisognerebbe insegnarle a vivere. Non siamo della stessa razza io e lei, e a me non me ne frega niente. Fino adesso non ho mai fatto politica perchè c'è sempre qualcuno che ne approfitta, ma la felicità, ci dovrebbero essere delle leggi per impedirle di fare la carogna
                                                                      ***
"Non bisogna piangere figliolo, e' naturale che i vecchi muoiano. Tu hai tutta la vita davanti." Cercava di farmi paura quel porco, o cosa? Ho sempre notato che i vecchi dicono: &quo…

Explicit: Il Processo, di Franz Kafka

"Poi uno dei due si sbottonò la giacca, e da un fodero appeso a una cintura stretta sopra il panciotto estrasse un coltellaccio lungo, sottile, a due tagli; lo sollevò e ne verificò l’affilatura alla luce. Qui ricominciarono le loro disgustose cerimonie, uno porgeva il coltello all'altro al di sopra della testa di K., l'altro glielo dava indietro allo stesso modo. Adesso K. sapeva con precisione che sarebbe stato suo dovere impadronirsi del coltello, mentre passava da una mano all'altra sopra di lui, e trafiggersi lui stesso. Ma non lo fece, e invece si guardò intorno, torcendo il collo che ancora aveva libero. Dare piena prova di sé non gli era concesso, non poteva sottrarre alle autorità tutto il lavoro: la responsabilità di questo fallimento estremo cadeva su colui che gli aveva negato quanto gli restava della forza necessaria. Gli cadde l'occhio sull'ultimo piano della casa prossima alla cava. Come una luce che s’accenda a un tratto, si spalancarono i bat…

Recensioni spot - La lettrice bugiarda, di Brunonia Barry - Edizioni Garzanti

Questo libro l'ho letto qualche anno fa. E' una recensione brevissima e "amarcord", scritta di getto per fissare nella memoria una storia che ho amato. Mi piace quando riesco a scovare libri magari poco strombazzati dal mercato editoriale ma che nel loro piccolo contribuiscono a far crescere la mia voglia di continuare a leggere, scoprire, imparare. L'ho acquistato  a scatola chiusa, quando ancora ero fuori dal giro dei blog letterari, ed è stata una delle scelte d'impeto  migliori che abbia mai fatto. La storia è molto  particolare e darne anche qualche cenno qui è difficile oltre che riduttivo. Anche l'ambientazione del romanzo è decisamente fuori dal comune e suggestiva, trattandosi della famosa città di Salem. Per quei pochi che non lo sanno, questa cittadina del Massachusetts diventò famosa per un terribile processo alle streghe avvenuto nel 1692, in seguito a fatti inspiegabili (per la medicina di allora) accaduti ad alcune ragazze del posto che si…

Incipit - Il Processo, di Franz Kafka

"Qualcuno doveva aver diffamato Josef K., perché, senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato. La cuoca della signora Grubach, la sua padrona di casa, che ogni giorno verso le otto gli portava la colazione, quella volta non venne. Ciò non era mai accaduto. K. aspettò ancora un po', guardò dl suo cuscino la vecchia signora che abitava di fronte e che lo osservava con una curiosità del tutto insolita in lei, poi però, meravigliato e affamato a un tempo, suonò. Subito qualcuno bussò e entrò un uomo, che egli non aveva mai visto prima in quella casa. Era snello eppure ben piantato, indossava un vestito nero attillato che, come gli abiti da viaggio, era dotato di diverse pieghe, tasche, fibbie, bottoni e di una chiusura e che di conseguenza, benché non fosse chiaro a cosa dovesse servire, sembrava particolarmente pratico. "Chi è lei?", chiese K. sollevandosi a metà sul letto. L'uomo però sorvolò su quella domanda come se si dovesse accettare la …