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Visualizzazione dei post da Novembre, 2016

Recensione: A Occidente con la notte, di Beryl Markham - Edizioni Neri Pozza

Questo romanzo completa  ciò che io definisco la mia personalissima "triologia dell'Africa". Tutto è cominciato quando qualche tempo fa lessi "Tra cielo e terra" di Paula McLain, sempre edito da Neri Pozza (trovate   QUI la mia recensione) , un romanzo che mi piacque molto e che mi fece incontrare per la prima volta Beryl Markham, donna straordinaria ed autentica pioniera dell'emancipazione femminile. La McLain sviluppa alcuni aspetti della vita di Beryl componendo l'ideale prolungamento dell'autobiografia romanzata della donna, che scrisse "A occidente con la notte" per suggellare tra le pagine il suo legame d'amore con il continente Africano. Quando lessi "Tra cielo e Terra" mossi una critica al romanzo, l'unica: non capivo perché l'autrice insistesse così tanto sul privato di Beryl, anche se movimentato ed intrigante, trascurando invece gli aspetti più interessanti della sua vita: fu la prima donna ad ottenere il …

Incipit: L'isola di Arturo, di Elsa Morante

"Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra, il primo a informarmene), che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della figura di Boote, nel cielo boreale! E che inoltre questo nome fu portato pure da un re dell'antichità, comandante a una schiera di fedeli: i quali erano tutti eroi, come il loro re stesso, e dal loro re trattati alla pari, come fratelli. Purtroppo, venni poi a sapere che questo celebre Arturo re di Bretagna non era storia certa, soltanto leggenda; e dunque lo lasciai da parte per altri re più storici (secondo me, le leggende erano cose puerili). Ma un altro motivo, tuttavia, bastava lo stesso a dare, per me, un valore araldico al nome Arturo: e cioè, che a destinarmi questo nome (pur ignorandone, credo, i simboli titolati), era stata, così seppi, mia madre. La quale, in se stessa, non era altro che una femminella analfabeta; ma più che una sovrana, per me."

UN MARTEDI' DA SCRITTORI: Chiara Pilat presenta "La donna degli spiriti" - Pubblicazioni Indipendenti

Oggi vi presento il romanzo d'esordio di Chiara Pilat, il primo di una triologia in salsa fantasy. Pur non avendolo ancora letto credo che questo romanzo abbia tutte le carte in regola per intrigare ed invogliare all'acquisto gli amanti del genere. Ho notato come tra gli autori esordienti ci sia una fortissima predilizione per il genere fantasy: quasi tutti i romanzi che ho  finora ospitato in questo spazio riguardano tematiche di questo tipo. Io solitamente prediligo altre letture, ma di fronte a questa grande diffusione e  a tanto interesse per la fantascienza mi chiedo se non mi stia davvero perdendo qualcosa...sono io ad essere strana o davvero il mondo di cui scrivono e leggono in tanti con avidità è intrigante al punto da surclassare la letteratura classica? Nel frattempo faccio il mio personale "in bocca al lupo" a Chiara per la sua nuova avventura e auguro a tutti buone letture!
CHI E' L'AUTRICE?

Chiara Pilat vive ad Albisola Superiore (SV). È cresciu…

Incipit: Le notti bianche, di Fedor Dostoevskij

"Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che possono esistere solo quando siamo giovani, caro lettore. Il cielo era così pieno di stelle, così luminoso, che a guardarlo veniva da chiedersi: è mai possibile che vi sia sotto questo cielo gente collerica e capricciosa? Anche questa domanda è da giovani,caro lettore, proprio da giovani, ma che Dio la faccia sorgere più spesso nell'anima tua! ... A proposito di persone colleriche e capricciose, non posso non ricordare come mi comportai bene durante tutta quella giornata. Fin dal mattino ero stato tormentato da una strana angoscia...."

Coffee break

Era una bella sensazione per andare avanti, così mi allontanai, dandomi il vecchio consiglio: non voltarti, non guardarti mai indietro. Quante volte la gente, dopo un'esperienza singolarmente bella (o singolarmente brutta) si dice quelle parole? Spesso, mi sa. E di solito il consiglio non viene ascoltato. Gli umani sono programmati per guardarsi indietro. Per questo il nostro collo ruota su un perno...
                                                                        ***
E quella che provo è rabbia. So che la vita è dura, penso che tutti lo sappiano nel profondo del cuore, ma perché dev'essere anche crudele? Perché deve mordere?
                                                                         ***     
«Casa»è guardare la luna che sorge sul deserto e avere qualcuno da chiamare alla finestra, a guardarla insieme con te
                                                                       ***
«Era un proverbio giapponese. 'Se c'è l'amore, le cicatrici …

Explicit: A occidente con la notte, di Beryl Markham

"Tutto questo era successo e, se in parte mi era difficile crederlo, avevo i miei giornali di bordo e la pila di scarabocchi e di carte per dimostrarmelo - memoria di inchiostro. Occorreva solo che qualcuno dicesse: "Dovresti scrivere di questa avventura, sai. Dovresti farlo davvero!" Così la piccola nave da cargo sedeva sull'acqua e, benchè l'Africa si avvicinasse giorno dopo giorno, non si mosse mai. Era vecchia e stremata dalle intemperie, aveva imparato a lasciare che il mondo le girasse intorno."

Recensione: The Quick ,di Lauren Owen - Fazi Editore

"The Quick" è stato l'esordio folgorante di una giovane autrice, Lauren Owen. Questa ragazza, poco più che trentenne, è riuscita ad imbastire una storia di vampiri "vecchio stile" che cattura fin dalle prime righe, trasportando il lettore in un mondo antico ed arcaico, in cui la fantasia domina la realtà rendendo molto difficile  distinguere ciò che è  leggenda da ciò che è  storia. I vampiri, figure mitologiche le cui origini si perdono nella notte dei tempi, non smetteranno mai di affascinare i lettori di ogni generazione e di essere la fonte principale di ispirazione per chi di mestiere scrive storie da brivido: a cominciare da Bram Stoker, capostipite del genere e creatore di Dracula, fino a Stephen King, che ci ha condotto per mano lungo le stradine buie di Jerusalem's Lot  facendoci tremare le viscere. Nella tranquilla cittadina del Maine, il risvolto psicologico dei protagonisti si mescola a paletti di frassino e teste d'aglio, creando un amalga…

Incipit: A occidente con la notte, di Beryl Markham

Com'è possibile mettere ordine nei ricordi? Mi piacerebbe cominciare dall'inizio, pazientemente, come un tessitore al suo telaio. Mi piacerebbe dire: "Questo è il posto da cui cominciare; non può essercene un altro". Ma ci sono almeno cento posti da cui cominciare, perché ci sono cento nomi - Mwaza, Serengeti, Nungwe, Molo, Nakuru. Ci sono almento cento nomi, e farò meglio a cominciare scegliendone uno: non perchè è il primo o è particolarmente importante nel senso dell'avventura, ma perché capita che sia qui, in cima a tutto il resto, nel mio giornale di bordo. Non sono un tessiore, dopotutto. I tessitori creano. Questa è rimembranza, rivisitazione; e i nomi sono chiavi che aprono corridoi non più freschi nella mente, e tuttavia familiari nel cuore. Quindi il nome sar° Nungwe - un nome buono come un altro - così annotato nel giornale di bordo, a prestare realtà se non ordine, alla memoria:
DATA: 16-6-35
TIPO DI VELIVOLO: Avro Avian
MARKINGS: VP-KAN
TRAGITTO: Nairo…

Coffee break

La libertà di pensare, di mal pensare e di pensare poco, la libertà di scegliere da me la mia vita, di scegliere me stessa. Non posso dire "di essere me stessa", poichè non ero altro che una pasta malleabile, ma quella di rifiutare le forme.
                                                                   ***

Le mani di Anne mi risollevarono il viso, io chiusi gli occhi per paura che notasse il mio sguardo. Sentivo colare lacrime di stanchezza, di imbarazzo, di piacere. Allora, come rinunciando a qualsiasi domanda, con un gesto di incomprensione e di resa, Anne fece scivolare la mani lungo il mio viso e mi lasciò andare. Poi mi mise in bocca una sigaretta accesa e si immerse di nuovo nella lettura. Diedi un senso simbolico a quel gesto, o cercai di dargliene uno. Ma oggi quando non riesco ad accendere un fiammifero, rivedo quello strano momento, quell'abisso tra me e i miei gesti, l'incombere dello sguardo di Anne e quel vuoto intorno, l'intensità di quel vuot…

Un martedì da scrittori: "Un profumo da annusare o I Saltimbanchi", di Gustave Flaubert

"Un martedì da scrittori" è una rubrica dedicata agli autori emergenti, per dar loro un po' di spazio e di tempo per farsi conoscere anche grazie al passa parola letterario. In questo caso, come si evince dal titolo, non si tratta affatto di un autore emergente (parliamo di Flaubert!), ma di un romanzo breve che fino ad ora non era mai stato tradotto in Italia. Quindi, in un certo senso, è come se lo fosse.
La "Bottega dei traduttori" è una comunità letteraria composta da giovani talenti, che si occupa di un progetto davvero ambizioso e interessante: dare risalto ai classici della letteratura straniera mai tradotti in lingua italiana (o le cui precedenti traduzioni sono ormai introvabili perché fuori commercio) di autori noti e meno noti del panorama letterario mondiale, con particolare attenzione alla forma del racconto breve. Il progetto mira, col tempo, a creare una community di traduttori animati dalla passione per la letteratura, il desiderio di sfru…

Incipit: The Quick, di Lauren Owen

"Quando James era piccolo, la stanza dei giochi era popolata di gufi. Sulla carta da parati, nascoste in un intrico di rami, se ne intravedevano numerose coppie identiche. Più giù, se ne stava apopollaiato un trio di gufetti verdi, i becchi puntuti  socchiusi, stretti l'uno all'altro in mezzo a grandi fiori verdi spinosi dalle minuscole corolle binache che ricordavano a James i bottoncini di madreperla sul vestito della domenica di Charlotte. Quando era solo, James  era convinto di sentirli parlottare tra loro a mezza voce come scimmie, graffiando con insitenza quei rami perennemente verdi con i loro artigli. Ma quando c'era Charlotte si zittivano, perché lei aveva detto che, se non si fossero comportati bene, avrebbe preso la sua scatola di acquerelli e oscurato gli occhi a tutti. La notte, James sentiva i gufi veri, fuori, e se li immaginava volare nell'oscurità. A volte udiva il grido di una volpe, un verso inquietante, come un cane che ride. E altre volte un ru…

Coffee break

Le radici erano innumerevoli e infinite per varietà e bellezza e alcune erano profondamente piantate nell'anima umana - l'incessante e tormentosa aspirazione ad andare più in alto e più avanti, il bisogno d'infinito, la sete, il presentimento di un altro mondo, un'attesa enorme: tutto ciò, riportato alle possibilità umane, diventava un bisogno di dignità....Libertà, uguaglianza, fraternità, dignità....queste le radici più profonde, più minacciate
                                                                         ***

"Evidentemente gli uomini erano talmente imbevuti di se stessi da non riuscire a immaginare che qualcuno potesse averne abbastanza di loro, di vederli, di sentirne l'odore, e andasse a vivere fra gli elefanti semplicemente perchè non esiste al mondo compagnia migliore."
                                                                          ***

..ti ricordi quel rettile preistorico che, all’inizio dell’era primaria, abbandonò il gango…