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Visualizzazione dei post da Aprile, 2017

Coffee break

Ascoltò sbrigativamente le richieste caotiche e insensate di Young, convinto che fosse un omosessuale. Sulla cartella stese però una diagnosi più elaborata: "Stato costituzionalmente psicopatico, manifestantesi attraverso dipendenza da sostanze stupefacenti (canapa indiana, barbiturici), alcoolismo cronico e tendenza a vivere senza fissa dimora... problema puramente disciplinare." Come un ripensamento, quasi una sintesi, aggiunse: "Jazz."
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Ecco perchè non suonava mai il blues. E quelle rare volte che lo suonava non era nemmeno più un vero blues, perchè lui non aveva bisogno della solidarietà, della religione che ne è parte integrante. Il blues era una promessa che non avrebbe mai potuto mantenere. Adagiò la tromba sul letto e andò in bagno. Quando lei udì lo scatto della porta che si chiudeva, si sorprese a pensare come perfino questo minimo distacco fosse velato di tristezza. Ogni richiudersi…

Recensione: Il mondo di Belle, di Kathleen Grissom - Edizioni Neri Pozza

Desideravo leggere questo romanzo da diverso tempo, però anche questa volta la mia diffidenza iniziale ha giocato a suo sfavore, lasciandolo sospeso in quel limbo in cui finiscono le letture che continuo a rimandare. Il mio timore era che ricalcasse troppo le orme del celeberrimo Via col Vento di Margaret Mitchell, capolavoro letterario e cinematografico emblema di tutte le storie ambientate nel romantico sud. Mi sbagliavo di brutto, perchè Via col vento è ambientato durante la Guerra di Secessione americana mentre "Il mondo di Belle" racconta il periodo immediatamente precedente. Non esisteva ancora nessun conflitto tra nordisti e sudisti, tra Stati Uniti e Stati Confederati; la causa abolizionista non era ancora stata proclamata e Abramo Lincoln non era ancora nato. Ma soprattutto la storia si svolge in Virginia, una delle prime colonie britanniche  dell'America settentrionale: altro che romantico sud! Stavo prendendo una cantonata pazzesca. Quindi trattandosi di una …

NON SONO UN'ASSASSINA - Terza parte

Dovevo fare qualcosa. Non avevo scelta, si trattava di una lotta contro il tempo, prima che potessi essere risucchiata in un vortice dal quale non sarei più uscita. Camminai lungo la stanza cercando di trovare un’ idea, una soluzione. In mente mi apparve l’ immagine di Michele, un mio collega del giornale. Lui al contrario di me faceva sul serio il giornalista e si occupava di cronaca nera, di sicuro sapeva qualcosa circa l’ omicidio di Eva Ranieri. E poi di lui mi fidavo. Lo contattati e mi diede appuntamento dopo un paio d’ore ad un bar del centro. Arrivai in anticipo e mi sedetti ad un tavolino in veranda. Ordinai un aperitivo alcolico, nonostante non fossi abituata a bere, ma in quel momento ne avevo estremamente bisogno. Quando lo vidi davanti ai miei occhi, con i suoi occhiali da intellettuale e l’impermeabile nero, mi prese l’ansia. Un conto era stato programmare nella mia mente quello che avrei detto ed il modo e un altro sarebbe stato dirlo sul serio. Mille domande mi ass…

Incipit: L'eleganza del riccio, di Muriel Barbery

"Mi chiamo Renée. Ho cinquantaquattro anni. Da ventisette sono la portinaia al numero 7 di rue de Grenelle, un bel palazzo privato con cortile e giardino interni, suddiviso in otto appartamenti di gran lusso, tutti abitati, tutti enormi. Sono vedova, bassa, brutta, grassottella, ho i calli ai piedi e, se penso a certe mattine autolesionistiche, l’alito di un mammut. Non ho studiato, sono sempre stata povera, discreta e insignificante. Vivo sola con il mio gatto, un micione pigro che, come unica particolarità degna di nota, quando si indispettisce ha le zampe puzzolenti. Né lui né io facciamo molti forzi per integrarci nella cerchia dei nostri simili. Siccome, pur essendo sempre educata, raramente ono gentile, non mi amano; tuttavia mi tollerano perché corrispondo fedelmente al paradigma della portinaia forgiato dal comune sentire. Di conseguenza, rappresento uno dei molteplici ingranaggi he permettono il funzionamento di quella grande illusione universale secondo cui la vita ha…

Recensione: l'eleganza del riccio, di Muriel Barnaby - Edizioni E/O

La mia opinione su questo famoso romanzo è cambiata almeno tre volte nol corso della lettura. Mi ha continuamente sorpreso, suscitando un turbinìo di senzazioni ogni volta diverse. Sono partita con grandi aspettative perché  ha avuto uno straordinario successo al suo esordio, avvenuto nel 2006, e da quel giorno la sua fama è cresciuta senza sosta. L'autrice, Muriel Burbery, ha ottenuto una grande notorietà a livello internazionale, al punto che oramai tutta la sua produzione (non molta a dire il vero) viene identificata con “l'Eleganza del riccio”. Non so se sia una cosa positiva per lei, ma ora che il libro l'ho letto anche io comprendo bene come mai si è messa in moto una tale macchina da guerra, con i suoi molteplici risvolti. Il motivo per cui io invece mi sono decisa a leggerlo dieci anni dopo la sua pubblicazione è uno di quei misteri da lettrice che non sono in grado di spiegare. Non mi ero mai presa la briga nemmeno di buttare un occhio alla trama, niente di nient…

NON SONO UN'ASSASSINA - Seconda parte

Controllai la borsa da cima a fondo ma nulla, quello che stavo cercando non c’era più. Forse lo avevo perso o magari era caduto durante il tragitto in mezzo a quella folla. Cercai di riprendere la calma, provare a riordinare le idee e pensare a cosa fare. Andare dalla polizia e raccontare tutto, fu il mio primo pensiero. Chiamai in ufficio e mi presi qualche giorno di ferie. Ne avevo accumulate tante, soprattutto da quando ero tornata single. Non sarei riuscita a connettere in quello stato di tensione nel quale mi trovavo. Quella donna mi aveva chiesto aiuto e io non ero stata in grado di aiutarla e per giunta avevo perso anche l’ unico elemento che provava la mia versione dei fatti. Avevo chiamato quel numero e risultava sicuramente nei tabulati telefonici. Probabilmente ero stata l’ultima a telefonare. Mi stavo cacciando in un grosso guaio inconsapevolmente. Quando entrai in commissariato e dissi al piantone di avere notizie sulla morte di Eva Ranieri, quel ragazzo sulla venti…

Recensione: Il rumore della pioggia, di Gigi Paoli - Giunti Editore

E' da diversi mesi che questo giallo tutto italiano rimbalza tra i vari blog sparsi per la rete, raccogliendo consensi unanimi e ottime recensioni. Sono molto contenta della cosa, perché i gialli/thirller non fanno parte della nostra tradizione letteraria e solo ultimamente si stanno ritagliando uno spazio sempre più importante all'interno del mercato editoriale. I gialli classici come ben sappiamo sono appannaggio esclusivo di inglesi e francesi, che con Agatha Christie, Georges Simenon ed Arthur Conan Doyle hanno tracciato l'impostazione di un genere che sopravvive ai tempi ed alle mode. I polizieschi e gli hard-boiled invece li abbiamo dovuti importare dagli USA, autentica fucina di thrilleristi eccezionali che da anni invadono piacevolmente le nostre librerie. In italia  quest'insieme di generi e sottogeneri dormiva sonni profondi fino a quando Donato Carrisi si è lanciato nell'impresa ed è riuscito a confezionare ottimi thriller che di italiano hanno tutto: p…

Recensione: Black Out, di Marc Elsberg - Casa Editrice Nord

Come questo romanzo sia finito tra le mie letture è una strana storia.   Marc Elsberg è uno scrittore autstriaco che in patria, in seguito alla pubblicazione di questo romanzo post apocalittico (che forse proprio post apocalittico non è), ha riscosso un enorme successo, scalando le classifiche di Germania, Svizzera ed ovviamente Austria. Un signore svizzero, un musicista di grande cultura e appassionato lettore, ha regalato per Natale questo volume al mio compagno, sostendo che fosse uno dei migliori libri che avesse letto negli ultimi anni. Il mio compagno non essendo un grande lettore si è lasciato  spaventatare dalla mole del romanzo, cedendomi volentieri il passo. Appena ho appreso la tematica intorno alla quale è stata costruita la storia mi sono gettata a capofitto nella lettura, uscendone con le ossa rotte e con un opprimente senso di angoscia. E' realtistico, porca miseria. Realistico al punto che più volte mi sono domandata se in casa avessimo abbastanza scorte di candel…

Explicit: la zona morta, Stephen King

...e quella fu la nostra notte più bella. anche se a volte mi è difficile credere che vi sia mai stato un anno 1970 e le dimostrazioni nei campus e Nixon presidente. Senza calcolatori tascabili, senza videocassette, senza orchestre punk e rock. E altre volte mi sembrea che quel tempo sia tutt'ora vicinissimo, da poterlo quasi toccare. Mi sembra che se potessi tenerti tra le braccia, o toccare la tua guancia, o la tua nuca, potrei portarti via con me in un futuro diverso zenza dolore o tenebre o scelte amare. Bene, tutti facciamo quel che possiamo e dobbiamo accontentarci...e se non ci basta, dobbiamo rassegnarci. Spero soltanto che tu mi penserai nel modo migliore che ti riesce, Sarah cara. Con tutto il cuore  e tutto il mio amore
Johnny

NON SONO UN'ASSASSINA - Prima parte

Ero entrata in quel parco quel pomeriggio per rilassarmi, per scrollarmi di dosso le otto ore trascorsa china sulla scrivania, ma mai avrei immaginato quello che sarebbe successo dopo… Erano le diciotto, e come ogni giorno arrivai alla mia solita panchina, quella appartata sotto il grande albero. Si respirava quell’aria fresca e quasi incontaminata dalle auto e dai loro gas tossici. Era tutto perfetto, o quasi, di certo non la mia vita. Trentadue anni, una storia di dieci finita male a causa di un tradimento di lui con la sua segretaria, un progetto di matrimonio imminente e quindi futuri figli, infranto. Anche il lavoro non era un granché, nulla a che vedere con i miei progetti di ragazza quando sognavo di scrivere come giornalista per un giornale importante, e invece mi ero ritrovata in una redazione ma solo a fare lavoro di ufficio, a smistare posta, insomma nulla che valesse la pena raccontare. Come facevo sempre, cominciai a guardarmi intorno, a osservare quello c…

Un martedì da scrittori: Manuela Caracciolo presenta Quella notte a Merciful Street - TRENTA EDITORE

Dopo diverse settimane torna la rubrica dedicata agli scrittori esordienti, con mio grande  piacere. Sono sempre disponibile a pubblicizzare le opere prime di talenti in erba, perchè sono fermamente convinta che questo dovrebbe essere uno dei "doveri" principali di un blog che ha fatto dei libri e della letteratura il suo centro nevralgico. L'unica discriminante è il genere di  romanzo che mi si chiede reclamizzare, perché deve essere  attinente con le tematiche del blog: erotici, horror, young adult e romance qui non trovano posto. Si tratta certamente di gusti personali, ma anche di una scelta concettuale di fondo che detta le file di tutto il blog e che è la ragione principale per cui è stato aperto: se qualcuno si stesse chiedendo quale sarebbe questa tematica trovate spiegato tutto QUI  . Ed ora veniamo al sodo! CHI E' L'AUTRICE? Manuela Caracciolo è nata ad Asti nel 1980, mostra da subito la sua predilezione per il disegno e la moda. Dopo aver frequentato l…

Incipit: Via dalla pazza folla, di Thomas Hardy

"Quando il fittavolo Oak sorrideva, gli angoli della bocca gli si slargavano fino a trovarsi a esigua distanza dagli orecchi; gli occhi gli si riducevano a due fessure; e apparivano loro intorno certe grinze divergenti che si stendevano sulla sua fisionomia come i raggi di un rudimentale abbozzo di sole nascente. Di nome si chiamava Gabriele, e nei giorni feriali era un giovanotto di giudizio, di movimenti sciolti, abiti decenti e generalmente buona condotta. La domenica era uomo di idee nebulose, piuttosto portato a differire le cose, e imbarazzato dai suoi abiti festivi e dal suo ombrello."